Salute 22 Giugno 2020

Pensi troppo e continuamente, senza arrivare ad una conclusione? Potresti soffrire di overthinking

I consigli della psicoterapeuta per “guarire”: «Se lo stato è patologico chiedere aiuto ad uno specialista. Altrimenti provare la tecnica della mindfulness o cercare dei distrattori»

di Isabella Faggiano

Se hai la sensazione di pensare troppo, senza darti tregua e, nonostante gli sforzi, non riesci ad arrivare ad una conclusione o a prendere una decisione, allora potresti soffrire di overthinking. Il termine inglese intraducibile in italiano in una sola parola significa proprio “avere troppi pensieri”, pensare continuamente e intensamente.

Tuttavia l’ overthinking non è sempre patologico, lo diventa solo quando questa serie di pensieri vaghi è logorante e crea un evidente disagio nella vita di tutti i giorni. «Se una persona utilizza l’overthinking per risolvere un problema, dedicando molto tempo alla valutazione dei pro e dei contro di una situazione, riuscendo ad arrivare ad una soluzione senza percepire alcuna forma di disagio, allora questa modalità di pensiero non avrà nulla di patologico. In altre parole – spiega Annamaria Giannini, professore ordinario di Psicologia all’università Sapienza di Roma, psicologa e psicoterapeuta, esperto dell’Ordine degli Psicologi del Lazio -, questo overthinking non rappresenterà nient’altro che una metodologia di problem solving».

Tutto cambia se il pensare continuo si trasforma in un pensare ossessivo. «In alcuni soggetti – continua la professoressa – dall’overthinking può emergere una sintomatologia ossessiva che prevede veri e propri rituali: ai pensieri ripetitivi vengono associate sempre le stesse azioni. È l’impossibilità di allontanarli a generare disagio».

Le vittime dell’overthinking, di solito, hanno delle caratteristiche in comune: «Sentono il bisogno di tenere la situazione sotto controllo e, di conseguenza, utilizzano questa modalità di pensiero per analizzare in modo approfondito qualsiasi situazione o problema. Questi soggetti, di solito estremamente razionali, mostrano un certo distacco dagli aspetti emotivi. Tutto cambia, invece, quando l’overthinking viene utilizzato come forma di ruminazione (dall’inglese ‘rumination’), di pensare continuo ed incessante. A questo atteggiamento è solitamente connessa una forma di aggressività, poiché dalla ruminazione possono originare delle forme di risentimento che creano disagio e compromettono le relazionali interpersonali».

L’overthinking può anche presentarsi in specifici momenti della vita: «In periodi di forte stress o cambiamento – spiega la psicoterapeuta – l’overthinking può essere adottato come strategia difensiva. Pensiamo ad esempio a tutti i giovani che, in questi giorni, hanno affrontato l’esame di maturità e devono decidere se proseguire gli studi o affacciarsi al mondo del lavoro, oppure a coloro che, durante il lockdown, sono state vittime della crisi economica. È ovvio che chi tra questi utilizza l’overthinking, anche se lo fa solo in un periodo circoscritto della vita, deve essere comunque predisposto a questa specifica modalità di pensiero».

Ma ecco una buona notizia per tutti: «Se l’overthinking crea disagio – dice la specialista – è possibile intraprendere un percorso per liberarsene. In condizioni patologiche è necessario chiedere aiuto sempre ad uno specialista. In tutte le altre situazioni, dopo aver stabilito quanto questo pensare continuo sia invasivo e disagevole, è possibile adottare delle soluzioni in autonomia. Molto efficace è la tecnica della mindfulness, una modalità che permette l’allontanamento dei pensieri: tutte le volte che questi compaiono la persona deve spostare l’attenzione al proprio interno. Non sarà un’impresa facile per un individuo caratterizzato da overthinking – aggiunge la docente -, ma pian piano potrà ottenere senz’altro dei risultati. Un’altra possibilità è cercare immediatamente dei distrattori: appena ci si sente assaliti dai pensieri bisogna spostare l’attenzione, compiendo delle azioni pratiche, come uscire di casa, fare una telefonata, impegnarsi in qualcosa di piacevole. Anche in questo caso i risultati non saranno immediati: progressivamente il soggetto riuscirà sempre di più, concentrandosi su altro, a distrarsi dal quel pensare ininterrotto».

Attenzione anche ai più piccoli: l’overthinking  colpisce chiunque sia in grado di formulare pensieri. «In questo caso –  dice Giannini – è compito dei genitori percepire un eventuale disagio. L’overthinking può manifestarsi dall’età in cui i bambini cominciano a riflettere sui problemi e su ciò che gli accade. Il bimbo sente una sorta di spinta, di costrizione al pensiero continuo e non smette di pensare fin quando non ha l’impressione che le cose si siano risolte. Il genitore può aiutare il bambino riportandolo sul piano della realtà, ma anche della fantasia. È fondamentale, infatti – conclude l’esperta – che i più piccoli mantengano la fluidità di pensiero, avendo sempre accesso al gioco, alla creatività ed alla fantasia».

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

Articoli correlati
Psiche e lockdown, quando una telefonata può salvare dal buio…
Il servizio di assistenza psicologica telefonica fornito dalla Asl Napoli 1 per intercettare il malessere della popolazione e degli operatori sanitari dopo il lockdown
Disturbi alimentari, quando le diete non funzionano la soluzione potrebbe essere l’ipnosi
La psicoterapeuta: «Da un racconto generale, si arriva a focalizzare l’attenzione prima su un episodio in particolare e poi sugli stati d’animo provati. L’ipnosi si concretizzerà con un cambiamento dello stato di coscienza che permetterà di entrare in contatto con la parte più profonda di sé»
di Isabella Faggiano
Campania, lo psicologo di base è realtà: «Presa in carico sempre più unitaria e multidisciplinare»
Via libera dal Consiglio Regionale della Campania alla legge che istituisce il servizio di Psicologia di base per i cittadini
Psicologo delle cure primarie, Boldrini (Pd) presenta Ddl. Lazzari (CNOP): «Serve con urgenza norma organica»
La figura agirà accanto ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta per consentire la presa in carico della persona e garantire prevenzione e cure psicologiche di prossimità. «Il nostro sistema universalistico ci impone di offrire un supporto in maniera gratuita» sottolinea la capogruppo Pd in Commissione Sanità
Che cos’è la ‘Fear of Missing Out’, l’ansia “social” degli adolescenti
La psicologa: «Colpisce soprattutto i maschi ed in particolare i giovani con bassa autoefficacia percepita e maggiore insicurezza sociale. Può dare origine a problemi psicopatologici più importanti, dalla dipendenza dalla rete fino alla depressione»
di Isabella Faggiano
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 18 settembre, sono 30.183.223 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 946.158 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 18 settembre: Ad oggi in...
Formazione

Test di Medicina 2020, ecco come è andata: la cronaca dalle università di Roma, Firenze, Milano, Napoli e Bari

Oltre 66 mila candidati per 13.072 posti disponibili. Tra speranze, sogni, proteste e irregolarità, anche quest’anno il Test di medicina ha fatto parlare di sé. Pubblicate le risposte corrette al ...
Salute

Covid-19, studio italiano scopre meccanismo responsabile della morte dei pazienti in terapia intensiva

Lo studio, che vede come capofila il S. Orsola di Bologna, è stato pubblicato su “Lancet Respiratory Medicine” lo scorso 27 agosto