Salute 1 Febbraio 2021 16:13

Covid e contagio, gli errori che facciamo ancora senza accorgercene

Mascherina indossata con naso scoperto, confondere gli spazi aperti con posti sicuri, fidarsi dell’amico che “è stato attento”. Alcuni sbagli comuni che ci fanno sentire tranquilli quando non dovremmo

Covid e contagio, gli errori che facciamo ancora senza accorgercene

In questo momento l’Italia si trova in una fase di stallo nella risalita dei contagi, ma con il ritorno in zona gialla della maggior parte delle regioni il rischio di nuovi assembramenti preoccupa gli esperti. È già successo in estate, quando il virus sembrava ormai lontano e comportamenti troppo disattenti hanno portato alla seconda ondata. Anche in autunno però, nonostante le limitazioni, Covid-19 ha continuato a infettare. Perché? Cosa facciamo di sbagliato senza accorgercene? Il Guardian ha raccolto alcuni suggerimenti.

Non “cosa posso fare” ma “cosa dovrei fare”

Il primo errore che in molti compiono è spostare l’attenzione da quello che è sicuro fare a quello che è possibile fare. Per esempio, si possono far venire in casa babysitter, addetti alle pulizie e venditori, oppure incontrarsi con parenti e amici, anche fare attività fisica in compagnia. Si tratta di necessità che la maggior parte dei governi ha considerato imprescindibili per la salute mentale ed economica dei propri cittadini. Tuttavia, non è detto che siano sicuri.

Al centro di questa discussione ci sono principalmente i giovani. Ragazzi e giovani adulti non riescono a evitare completamente la socialità nutrendo l’illusione che frequentarsi tra persone “non a rischio di malattia grave” possa preservare anche le loro famiglie. Se si vive in casa con genitori o nonni e si continua a frequentare gruppi di amici non si è mai al sicuro. Specie a causa del rischio concreto di un’incubazione asintomatica del virus nel “soggetto 1”.

“Sono stato attento”

Sbaglia chi si fida dell’amico o del conoscente che dice di essere stato “molto attento”. Se qualcuno accanto a voi mostra sintomi particolari, come tosse o raffreddore, non bisogna credere «alle giustificazioni una tantum». È una reazione psicologica tipica di queste situazioni il negare malattia o pericolo. Su uno studio condotto negli Stati Uniti su 551 adulti, un quarto ha ammesso di non aver rispettato le regole ma di aver mentito a riguardo. E tra coloro che avevano contratto il virus, il 34% ha ammesso di aver negato i sintomi quando gli veniva chiesto da altri.

Trasmissione aerea, non si vede ma c’è

Pochi comprendono il reale significato di “trasmissione area”. Se si riesce a sentire l’odore dell’alito di qualcuno o del fumo di una sigaretta, quello che si sta respirando proviene direttamente dalla sua bocca. Quindi trasporta anche virus se infetto. Nei posti chiusi l’aria respirata circola e, se l’areazione non è sufficiente, passare molto tempo insieme significa potenzialmente contagiarsi. Per questo bisognerebbe essere sempre consapevoli di come viene ventilato uno spazio. Aprire la finestra spesso non è sufficiente, serve un piano ben preciso.

Non bisogna credere che stare all’aperto significhi automaticamente essere al sicuro. Chiacchierare fuori è molto meno pericoloso che farlo dentro, ma questo non significa che non si corrono pericoli. Specie quando facciamo una fila, per la banca o per la posta, oppure in attesa dell’arrivo di un bus, stare per lungo tempo vicino a qualcuno ci porterà comunque a inalare il suo respiro. Anche le strade molto percorse per lo shopping sono un pericolo, è meglio evitarle durante l’ora di punta.

Qualità della mascherina e posizione

Distanziarsi è importantissimo. Evitare riunioni, raduni e incontri di grandi e piccole dimensioni ha l’impatto più significativo sul virus. Quando gli spazi sono piccoli però, la mascherina è essenziale. Non si deve però lasciare scoperto il naso. Si tratta di uno degli errori più comuni da quando il virus ha iniziato a circolare. Illudersi che proteggere la bocca sia sufficiente a non raccogliere il virus, senza capire che è il naso il principale responsabile dell’inalazione e del respiro.

Anche la qualità della mascherina è importante. Quelle in tessuto hanno abilità diverse nel contrastare il virus: alcune hanno tessuti pesanti e strati sufficienti per agire da barriera, altre sono troppo leggere e danno una falsa sicurezza. Le chirurgiche sono state fino ad ora la raccomandazione standard sui luoghi di lavoro in Italia. Con le varianti in circolazione, più trasmissibili e aggressive nel contagio, sembra ora che la mascherina più adatta sia la Ffp2.

Vaccinati o guariti, non siete fuori pericolo

Un ultimo suggerimento è rivolto a vaccinati e guariti. Nel primo caso si ripete che la prima dose di vaccino non significa immunità immediata. Occorrono tre settimane per costruire la prima immunità e ulteriori sette giorni dopo la seconda dose per essere protetti. Non sono rari casi di contagiati tra la prima e la seconda dose, per aver pensato di essere già protetti. Inoltre, anche dopo il vaccino, non è chiaro quale sia la possibilità di trasmettere il virus ad altri, dunque è bene rispettare le misure. Almeno fino a che un numero sufficiente di vaccinati garantirà una trasmissione inferiore.

Ai guariti, infine, l’invito a non ignorare la possibilità di una reinfezione. Non si sa nulla sull’entità della seconda infezione rispetto alla prima, non sembra per ora essere presente uno standard. Inoltre non è escluso che i guariti possano comunque raccogliere e trasportare il virus a persone sane, senza ovviamente subirne loro stessi conseguenze grazie agli anticorpi. Anche per questo è bene attenersi alle regole anche dopo aver avuto la malattia.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Omicron 4 e 5, impennata contagi. Ricciardi: «Contagiosissime, un rischio aver tolto obbligo mascherina al chiuso»
I dati del monitoraggio Gimbe: +58,9% in una settimana. Aumentano ricoveri ordinari (+14,4%) e terapie intensive (+12,6%). Ricciardi: «Bisogna stare all’erta, con un virus così contagioso negli ambienti chiusi ci si contagia. Tanti i fragili a rischio»
Oltre 46 mld di mascherine usate in Italia. SIMA: «Tsunami per l’ambiente»
Da quando è iniziata la pandemia sono state usate in Italia oltre 46 miliardi di mascherine. Dalla SIMA allarme per inquinamento mari
di Redazione
Arriva la circolare: niente più obbligo di mascherina ai seggi
Si cambia strada con l'ultima circolare sottoscritta da Lamorgese e Speranza, ai seggi mascherina solo fortemente raccomandata
Dal 1 giugno stop al Green Pass per chi arriva in Italia
Dal 1 giugno coloro che vogliono entrare nel nostro paese non avranno l'obbligo di esibire il Green Pass. Scadrà invece a metà giugno l'obbligo di indossare la mascherina negli spettacoli al chiuso
DL Riaperture, via libera dalla Camera. Cosa cambia per mascherine, isolamento, green pass e obbligo vaccinale
Il provvedimento recepisce la fine dello stato di emergenza. Prorogato lo smart working per i lavoratori fragili. Medici in quiescenza potranno continuare a ricevere incarichi di lavoro autonomo
di Francesco Torre
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 5 agosto, sono 582.020.558 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.412.807 i decessi. Ad oggi, oltre 11,99 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&nbs...
Covid-19, che fare se...?

Paracetamolo o ibuprofene, cosa prendere contro i sintomi del Covid?

È la domanda che si fanno molti di coloro che sono stati colpiti lievemente dal virus Sars-CoV-2
Salute

Troppi malori improvvisi tra i giovani, uno studio rivela la causa

Alessandro Capucci, professore ordinario di malattie dell’apparato cardiovascolare, spiega come un eccesso di catecolamine circolanti possa determinare un danno cardiaco a volte fatale