Voci della Sanità 14 Dicembre 2020 09:33

La teleoftamologia in era Covid ed in prospettiva futura

Le società scientifiche AIMO e GOAL partecipano anche quest’anno al 15° Forum Risk Management in Sanità presentando idee e soluzioni per la sanità del futuro, con una visione innovativa della salute, intesa come bene commune privilegiando l’interesse generale basato sui principi di eguaglianza e solidarietà.

L’obiettivo del corso è quello di analizzare il buon utilizzo della telemedicina in oftalmologia nell’emergenza Covid, anche però in funzione di un conseguente impiego per implementare la sinergia ospedale-territorio, con la collaborazione  dei Direttori Generali delle Aziende Sanitarie e la attuazione delle  normative di indirizzo già esistenti a livello nazionale e regionali. La telemedicina ha subito una brusca accelerazione con Il COVID e nelle sue varie modalità ha già permesso sia di far meglio comunicare i medici fra di loro che di essere più vicini ai pazienti in difficoltà, offrendo loro la migliore assistenza.

È da rilevare che questa innovazione tecnologica ha permesso al medico di ottimizzare il suo tempo, dedicandosi maggiormente alla comunicazione con il paziente e nel contempo contenendo l’infodemia e mettendo da parte l’apporto di Dr. Google. Saranno evidenziati i vantaggi, costituiti sia da una riduzione della spesa sanitaria per il SSN sia da una attenuazione delle liste di attesa con benefici in termini di facilità di accesso ai servizi ed economici per i pazienti.

Oggi sono note molte esperienze real life di telemedicina ma ancora con scarse evidenze scientifiche però sono noti i vantaggi costituiti sia dalla creazione di Data  Base, gestiti da più operatori che permettono di ottenere risultati scientifici in tempi rapidi con la possibilità di costitutire gruppi di lavoro che collaborano su un unico progetto, sia nel poter dispensare la second-opinion con un servizio di teleconsulenza per prestazioni di secondo livello tra gli oculisti del territorio  e quelli dell’ospedale.

Saranno esposti tra i molteplici utilizzi della teleoftalmologia, quelli più facilmente realizzabili a livello territoriale: la sorveglianza da remoto e la telediagnostica. Tra le varie tipologie di intervento, quelli attualmente realizzabili sono: il teleconsulto fra medici, al fine di definire un indirizzo diagnostico e terapeutico e la telecooperazione sanitaria con la possibilità di realizzare una refertazione a distanza di esami strumentali (screening della retinopatia diabetica) anche con una  prevalutazione mediante l’Intelligenza Artificiale.

La realizzazione della televisita in oculistica attualmente non appare facilmente realizzabile, essendo più attuabile il follow-up di pazienti noti (self-monitoring della pressione oculare in pazienti glaucomatosi con indice di rischio <0,3). In ambito ospedaliero la telemedicina può permettere, oltre alla migliore e precoce dispensazione delle terapie nella fase acuta delle patologie, una implementazione della ricerca clinica ed una valorizzazione della innovazione tecnologica, indirizzando la produzione di nuove strumentazioni diagnostiche di comprovata utilità.

Anche il medico di medicina generale può trarne vantaggio, poiché con il teleconsulto l’oculista può intervenire precocemente, razionalizzando le decisioni e valutando al meglio la priorità di accesso da assegnare alla prestazione richiesta dal paziente. In tal modo si potrebbe contenere anche la medicina difensiva con un ottimizzazione delle risorse economiche, una migliore asssistenza offerta ai pazienti ed una minore incidenza di contenziosi medico-legali.

In definitiva anche dalle catastrofi, come la attuale pandemia Covid, può partire l’impulso che può permettere ai medici di padroneggiare l’innovazione tecnologica, contribuendo anche a rimediare alla carenze evidenziate principalmente a livello della medicina territoriale, riorganizzandola ed attenuandone perlomeno la differenza di efficienza nelle diverse regioni.

Il futuro ha in serbo per la medicina, e quindi anche per l’oculistica tantissime novità che ci impongono un ripensamento, con un maggiore impiego della formazione ed esercitando, oltre alle competenze tecniche, anche la competenza etica, generando valore e capitale etico.

 

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