Lavoro 24 Giugno 2019

Giuramento d’Ippocrate per 600 medici, Magi (OMCeO Roma): «Un faro per il cammino lavorativo con la speranza che restino qui in Italia»

Centinaia di neoiscritti si sono riuniti per la cerimonia del Giuramento di Ippocrate organizzata dall’OMCeO Roma. Un momento di festa, con famiglie e amici, per sottolineare l’appartenenza alla categoria e stimolare la consapevolezza della responsabilità sociale che ne deriva. Anelli (FNOMCeO): «Auguro ai colleghi di guidare il processo di risanamento etico di questo paese»

Emozionati, felici e tanto orgogliosi di aver raggiunto un traguardo così importante: essere medico e salvare la vita delle persone. Era questo lo stato d’animo dei 600 giovani medici che hanno preso parte al Giuramento di Ippocrate, il famoso rito di iniziazione alla professione che ogni nuovo medico presta perché propedeutico all’entrata nelle varie articolazioni pubbliche e private del Servizio Sanitario Nazionale. Prende il nome dal medico greco Ippocrate che lo formulò nel 430 a. C. ed è considerato il primo testo deontologico della storia della medicina.

L’affascinante manifestazione si è svolta nella prestigiosa cornice dell’Hotel Sheraton di Roma: «È la prima volta che l’Ordine organizza una cosa così importante – ha specificato soddisfatto il presidente Antonio Magi ai nostri microfoni – spero gli rimarrà sempre impressa questa giornata e che sia il faro per il loro cammino lavorativo. Dovranno essere sempre coerenti – ha sottolineato il presidente – con i principi del Giuramento di Ippocrate, la base della nostra professione: aiutare il prossimo, essere molto comprensivi, dare una mano ai più deboli senza differenza di età, sesso e religione». Un ingresso nella professione che arriva in un momento molto difficile per i medici e per il SSN in generale: «L’augurio che faccio ai neoiscritti è quello di entrare prima possibile nel SSN. Il blocco del turnover ha creato danni importanti e molti di loro vanno all’estero a lavorare. Dobbiamo superare questo meccanismo, fare in modo che restino qui in Italia, sono il nostro futuro».

Il ministro della Salute Giulia Grillo ha scelto di dare il benvenuto ai neolaureati di medicina con un breve ma intenso videomessaggio: «Sono dispiaciuta di non poter essere lì perché so che l’emozione è grande e mi sarebbe piaciuto poterla condividere con voi da ministro – ha spiegato -. La stessa emozione che io ho provato nel 1999 per una professione che comporta grande altruismo. L’obiettivo di noi medici – ha rimarcato il ministro – è aiutare gli altri: pazienti e familiari.

È la cosa più bella della nostra professione ma anche quella che può essere facilmente dimenticata nella routine quotidiana. Per questo – ha concluso Giulia Grillo – vi invito a ricordarvi di questo momento, il giuramento deve essere più forte di qualunque obbligo normativo, deve essere un vincolo interiore fortissimo, che deve farvi ricordare ogni giorno la delicatezza l’importanza della missione che portate avanti avendo scelto questa professione».

Della stessa opinione Filippo Anelli, Presidente FNOMCeO: «Questa professione non si può esercitare senza un impegno etico e i valori che da sempre la ispirano e che già Ippocrate nel 400 a. C. aveva codificato elaborando un decalogo – ha evidenziato -. I medici assumono l’impegno non soltanto di avere competenze per curare la gente ma anche quello di prendersi cura, condividere le sofferenze e avere compassione. Non si risolvono i problemi di una persona solo curando un organo ma prendendosi carico di tutto quel pathos che il paziente esprime nel momento in cui si affida al medico, ciò che il Papa ha definito “una presa globale della persona”.

Con quei valori che sono presenti nel codice e che i medici di Roma richiameranno nel giuramento, si concretizza la professione medica che rappresenta la spina dorsale della nostra Italia, una professione sana e capace di slanci solidaristici enormi, di grandi sacrifici e passione che si riscontrano difficilmente in altre categorie. Deve guidare il processo di risanamento etico di questo paese ed è l’augurio che faccio a tutti i giovani».

«Ricordo ai giovani – ha concluso Anelli – il patrimonio di passione impegno e dedizione che i medici mostrano ogni giorno: un milione e mezzo di ore in più regalate al sistema. Che possano essere per loro fonte di insegnamento per proseguire sulla strada giusta, quella che accanto alle competenze ci mette anche una buona parte di cuore».

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