Formazione 3 Settembre 2019

Numero chiuso, è il giorno del test di Medicina. Segui gli aggiornamenti in diretta di Sanità Informazione

GUARDA LE FOTO | Immancabili le proteste e le manifestazioni contro il numero chiuso. E compaiono anche Spiderman, Iron man, Wonder Woman e Capitan America in camice bianco per ricordare che ogni medico è un supereroe

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Il giorno del test di Medicina è arrivato. Aspiranti matricole e genitori hanno iniziato a radunarsi molto presto di fronte alle sedi in cui si svolge la prova. Le procedure di registrazione sono iniziate e i primi candidati sono già seduti ai loro posti, pronti per rispondere alle 60 domande a risposta multipla. E drizzano le antenne per scovare eventuali irregolarità: secondo una ricerca del portale Skuola.net, più di 8 ragazzi su 10 si dicono pronti a fare ricorso qualora riscontrassero irregolarità nello svolgimento delle prove, mentre il 42% dei ragazzi si attiverebbe al minimo sospetto. Per denunciare i furbetti e avere tutti i chiarimenti giuridici e legali sull’argomento, è possibile accedere allo sportello online www.numerochiuso.info e seguire sui social network gli hashtag #FACOLTÀAPERTA e #NONUMEROCHIUSO.  

  • Ferrara, la sede del test

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QUI ROMA: All’università Sapienza di Roma si sono presentati anche Spiderman, Iron man, Wonder Woman e Capitan America in camice bianco  per ricordare che ogni medico è un super-eroe, infondendo coraggio nei candidati e strappando loro un sorriso.
La storica università romana è stata anche una delle sedi della protesta organizzata dal Fronte della Gioventù Comunista contro il numero chiuso: «Siamo contrari ai test di Medicina poiché questi non sono altro che un meccanismo di selezione di classe per i futuri medici oltre che un danno per il sistema sanitario italiano – ha commentato Gianluca Lang, responsabile università Fgc Roma –. Il superamento dei test è infatti più agevole per quegli studenti che provengono dalle scuole migliori e che possono permettersi di prepararsi con corsi privati dal costo di migliaia di euro. In questo modo il fattore determinante nella selezione non è la reale potenzialità dei candidati, ma la possibilità di avere una preparazione migliore ottenuta grazie alla propria disponibilità economica».

QUI MILANO: Timore di non farcela, ma anche folclore all’Università Bicocca di Milano. Alle 8.30, nel piazzale antistante l’ingresso dei padiglioni 6 e 7, migliaia di candidati erano già fila con una buona dose d’ansia. Neppure gli slogan degli studenti indipendenti della Bicocca, impegnati in una battaglia contro le istituzioni ed il numero chiuso per difendere i diritti dei giovani medici, ha turbato la goliardica atmosfera creata dai “testbuster”, giovani studenti di Medicina impegnati a dare gli ultimi suggerimenti e a sostenere gli aspiranti medici.  Tutta la macchina organizzativa ha funzionato al meglio e alle 11 in punto è partito il test, come ha confermato la direttrice del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università Bicocca, la professoressa Maria Grazia Valsecchi: «Il lavoro procede al meglio – ha dichiarato –. L’affluenza è di oltre 2mila studenti per 158 posti, con un incremento del 20% rispetto allo scorso anno. Per far fronte alla carenza di camici bianchi servono maggiori risorse, un tema su cui noi non possiamo fare molto e ci affidiamo alle istituzioni». Una curiosità: il candidato più “anziano” è un uomo di 60 anni, mentre la più giovane è una ragazza di 17 anni.

QUI FERRARA: Volti tesi, pensierosi, di chi sa che si sta giocando un pezzo di futuro. Solo quelli degli studenti in attesa a Ferrara di svolgere il test di Medicina. L’ateneo estense vede quest’anno un grande incremento di posti, da circa 180 a 600, secondo solo alla Sapienza di Roma. È la presperimentazione voluta dal rettore Giorgio Zauli, che dall’anno prossimo si trasformerà in una sperimentazione piena con un semestre comune alle facoltà di area medica senza lo sbarramento del numero chiuso. Un cambiamento che in molti apprezzano. Al contrario, tanti ragazzi contestano la scelta di selezionare i medici del futuro con un quiz: «Giusto mettere uno sbarramento, ma il quiz non può essere il metodo giusto» dicono in molti. E c’è chi non esclude il ricorso in caso di irregolarità.

QUI NAPOLI: Sono quasi 5mila, e dalle 6 del mattino affollano il piazzale antistante il complesso universitario di Monte Sant’Angelo, sede dei test d’accesso alla facoltà di Medicina dell’università Federico II di Napoli. Sono gli studenti che oggi tenteranno di realizzare il loro sogno, diventare medici. Ad accompagnarli genitori, amici, fidanzati. Palpabile la tensione, ma soprattutto il timore che «come quasi tutti gli anni» vengano commesse irregolarità. All’apertura dei cancelli viene issato uno striscione: è il Fronte della Gioventù Comunista, presieduto dal responsabile provinciale Giorgio Di Fusco, che protesta contro il numero chiuso, reo di «favorire solo gli studenti di classe sociale più abbiente, e contrario ad ogni principio di Sanità democratica e di uguale diritto allo studio». Non solo giovani e giovanissimi ad inseguire il loro sogno: il candidato più anziano è del 1949.

QUI FIRENZE: Concentrazione, incertezza, tanta paura di non farcela e allo stesso tempo speranza. Stati d’animo diversi accompagnano i 1938 partecipanti al test d’ingresso 2019 di Medicina e odontoiatria che si sta svolgendo nella magnifica cornice di Fortezza da Basso a Firenze. Hanno studiato tanto ma sanno che non basta: anche quest’anno, solo 365 di loro potranno andare avanti nel duro cammino – e pieno di ostacoli – per diventare medico. Gli altri, migliaia, sbatteranno contro il muro del numero chiuso. «Sono contrario, meglio lo sbarramento al primo anno», sostengono alcuni studenti in attesa della prova. E ancora: «Un quiz a crocette non valuta la mia preparazione e non può decidere il mio futuro», sbotta un altro ragazzo. «La verità è che la scuola non prepara al test. Devono aumentare i posti e magari, spezzare i turni delle lezioni per far frequentare tutti» propone un aspirante matricola. Dello stesso parere anche amici e parenti, supporto morale con cui gioire o dispiacersi.

 

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