Formazione 6 Agosto 2019

Numero chiuso, a Ferrara record di posti. Il Rettore Zauli: «Test d’accesso da rivedere, ecco come funzionerà nostra sperimentazione»

Quattro esami del primo anno stabiliranno chi entra a Medicina e chi no. Dal 2020, se il Miur darà l’assenso, a Ferrara ci sarà un semestre propedeutico ad accesso libero e poi, in base alla media degli esami, l’accesso alla Facoltà. Il Rettore a Sanità informazione: «C’è un gran bisogno di metter mano all’accesso a Medicina»

Immagine articolo

«C’è un gran bisogno di metter mano sia all’accesso a Medicina, che dimostra tutti i suoi limiti, sia al post-laurea: tra un po’ ci troveremo con una grave carenza di dirigenti medici. Bisogna fare in fretta». È preoccupato il Rettore dell’Università di Ferrara Giorgio Zauli che, proprio per far fronte a questo problema, ha deciso di farsi portabandiera di una ‘rivoluzione’ nell’accesso alla Facoltà alla Medicina dell’ateneo estense: quest’anno infatti ha chiesto e ottenuto 600 posti a Medicina (seconda solo a La Sapienza di Roma) contro i 183 dello scorso anno accademico. «In attesa dell’autorizzazione del Miur, diamo il via a una pre-sperimentazione per l’accesso universitario».

La sperimentazione, che Zauli si augura possa partire dall’anno accademico 2020-2021, prevede un semestre comune accessibile a tutti e poi una scrematura a febbraio-marzo in base ai voti conseguiti ai test scritti di Fisica medica, Biologia, Istologia e Anatomia umana 1. «Noi abbiamo proposto l’ingresso alla Facoltà di Medicina con un valore soglia di 27 trentesimi. Quest’anno vediamo la percentuale di superamento di questi esami e la media per stabilire qual è la soglia più ragionevole da sperimentare l’anno prossimo». La proposta di Zauli ha trovato il plauso del vicepremier Matteo Salvini e di molti esponenti della Lega, ma in qualche modo va nella direzione indicata dal deputato M5S Manuel Tuzi, relatore della legge sulla riforma dell’accesso all’università: «Anche lì è stato inserito il concetto della soglia: questo è il punto comune tra la mia proposta e quella che è in Parlamento. La differenza è che noi riteniamo che la selezione si debba fare alla fine del primo semestre, mentre il Ddl dovrebbe prevedere che la selezione avvenga alla fine del primo anno». Il Ddl potrebbe portare dunque a una radicale revisione dell’istituto del test di ingresso e dell’istituto del “numero chiuso”, da sempre molto contestato dagli studenti che lo ritengono ingiusto e limitante, tanto che numerosi sono ogni anno i ricorsi per irregolarità.

LEGGI ANCHE: NUMERO CHIUSO, 1800 POSTI IN PIU’ PER MEDICINA. ECCO TUTTE LE NOVITA’ E LA SUDDIVISIONE PER ATENEO

Rettore, lei è stato il primo a mettere in discussione il numero chiuso e a lanciare una sperimentazione nella sua università. A che punto siamo?

«Quest’anno a noi sono stati attribuiti 600 posti per Medicina, però l’accordo che stiamo raggiungendo con il Miur prevede che l’anno accademico in corso, 2019-2020, costituisca una sorta di pre-sperimentazione: c’erano dei nodi da sciogliere e così abbiamo aspettare ancora un anno per la proposta del Ministero. Noi abbiamo proposto l’ingresso alla Facoltà di Medicina con un valore soglia di 27 trentesimi. Un’agenzia esterna valuterà gli esami di quattro materie che sono Fisica medica, Biologia, Istologia e Anatomia umana 1 e la soglia sulla base della quale ci orienteremo per l’anno prossimo dipenderà dalla percentuale di successo e di superamento di questi 4 esami da parte degli studenti dell’anno accademico 2019-2020. In pratica quest’anno non usciamo dal sistema, il Ministero vuole vedere se siamo in grado di gestire 600 studenti. E soprattutto cerchiamo di capire anche noi: ci siamo impegnati a mandare un effort al Ministero a febbraio–marzo per proporre la soglia più ragionevole per l’accesso all’anno accademico 2020-2021».

Dunque si parte quest’anno con una sorta di monitoraggio…

«La chiamerei una fase di pre-sperimentazione. Io ho trovato anche ragionevole la proposta del Ministero: dimostrami che non è troppo stringente o troppo facile la media di 27/30 oppure tariamo. Quest’anno saranno semplici esami, ma dal prossimo costituiranno prova di ammissione».

Quindi dal prossimo anno, almeno all’inizio, non ci sarà un limite di ingresso a Medicina…

«Dal 2020, se la sperimentazione andrà a regime, entreranno quelli per cui c’è la disponibilità massima dell’università. La massima per Ferrara sono 600 studenti. C’è il tema della laurea abilitante, dei tirocini. Più di così non riusciremmo, a meno che con ulteriori accordi riuscissimo ad ampliare la capacità soprattutto dei tirocini del terzo anno. L’anno prossimo verranno messi a disposizione questi posti, però l’immatricolazione vera e propria avverrà alla fine del corso propedeutico, che sostanzialmente è il primo semestre».

Allora quest’anno ci sarà il test anche da voi.

«Quest’anno rimaniamo nel sistema, avendo però introdotto una serie di elementi di novità nel corso di studi. Prima gli esami erano orali, adesso abbiamo adattato tutto il percorso in maniera propedeutica alla sperimentazione».

La sua sperimentazione, che ha avuto anche il plauso del ministro Salvini, si avvicina al Ddl che verrà presentato a settembre alla Camera…

«Devo dire che c’è stata grande attenzione da parte delle forze politiche, soprattutto dalla Lega. Oltre al ministro Salvini, ci ha supportato il senatore Pizzoni, presidente della 7ª Commissione Istruzione pubblica e Beni culturali. Ma anche il sottosegretario alla Salute Armando Bartolazzi ed il relatore del Ddl Manuel Tuzi hanno dimostrato molta attenzione. Da quello che mi pare di aver capito, anche nel Ddl è stato inserito il concetto della soglia: questo è il punto comune tra la mia proposta e quella che è in Parlamento. La differenza è che noi riteniamo che la selezione si debba fare alla fine del primo semestre, mentre il Ddl dovrebbe prevedere che la selezione avvenga alla fine del primo anno. Però ci sono elementi comuni, coma la possibilità di riconoscere i crediti maturati anche negli altri corsi come Biologia, Farmacia, ecc. Io avevo detto all’onorevole Tuzi che fare un anno comune presuppone il rimettere mano agli ordinamenti, che non è una cosa né automatica né che si può facilmente imporre alle università. Ma c’è un gran bisogno di metter mano sia all’accesso a Medicina, che dimostra tutti i suoi limiti, sia al post-laurea: è stato fatto qualcosa con il decreto Calabria, però bisogna far di più. Bisogna pensare anche a dei contratti paralleli formazione-lavoro, responsabilità crescenti che affianchino il percorso delle specializzazioni, perché tra un po’ ci troveremo con una scarsità di dirigenti medici che metterà a repentaglio il sistema. La situazione è grave e bisogna fare in fretta».

LEGGI ANCHE: NUMERO CHIUSO, ZAULI (UNIV. FERRARA) ROMPE FRONTE DEI RETTORI: «NON SIA QUIZ A SELEZIONARE MEDICI DEL FUTURO»

Articoli correlati
Dal Ddl Vaccini alla legge antiviolenza, ecco tutti i provvedimenti a rischio in caso di elezioni
La fine anticipata della legislatura potrebbe mettere a rischio anche il finanziamento del fondo sanitario che per il 2020 era di 3,5 miliardi. Rischia lo stop anche la riforma del numero chiuso a Medicina e quella sulla sanità trasparente
Numero chiuso, il Consiglio di Stato riammette cento studenti esclusi per mancanza di posti
La sentenza mette in discussione la capacità ricettiva degli Atenei. Il Presidente Consulcesi, Massimo Tortorella: «A questo punto non si può credere neanche dell’esattezza del numero dei posti stabiliti per l’anno accademico 2019/2020. Di fronte a queste continue irregolarità Consulcesi è pronta a scendere in campo per tutelare il diritto allo studio dei futuri camici bianchi»
Numero chiuso, presentato testo della riforma. Il relatore Tuzi: «Studenti dimostrino loro impegno prima di essere esclusi»
Dal 2021 previsto lo spostamento del test alla fine di un primo anno comune tra facoltà di area sanitaria (tra cui medicina, odontoiatria, biotecnologie e farmacia). Numero chiuso abrogato per le altre facoltà non sanitarie che non presentano tirocini o laboratori propedeutici
Università, chiuse le iscrizioni ai test per i corsi ad accesso programmato. Gli aspiranti medici sono: 79mila
Le iscrizioni ai test per l’ammissione ai corsi di laurea in Medicina e Odontoiatria, Architettura e Veterinaria per il 2019/2020, si sono chiuse ieri. Si sono iscritti 84.716 i candidati
«Numero chiuso non sarà abolito, ma dal 2021 il test sarà dopo il primo anno». Parla il relatore della riforma Manuel Tuzi (M5S)
Il deputato Cinque Stelle, medico specializzando, presenterà a breve il testo base della riforma che andrà in discussione a settembre a Montecitorio. Accesso al primo anno comune a diverse facoltà di area sanitaria e poi selezione in base agli esami e a un test
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Salute

Il medico di famiglia che paga di tasca propria lo psicologo per i suoi pazienti: la storia di Antonio Antonaci

A Galatina i “precursori” del decreto Calabria. La psicologa: «La compresenza di queste due figure professionali all’interno dello studio di medicina generale limita l’assunzione di farmaci e...
di Isabella Faggiano
Lavoro

Riposo dopo la reperibilità, Spedicato (Fems): «In altri Paesi europei sempre garantito recupero di 24-48 ore»

La delegata della Federazione europea dei medici salariati illustra il funzionamento dell’istituto della reperibilità nel resto d’Europa: in Slovenia c’è una soglia limite oltre la quale diven...
di Giovanni Cedrone e Giulia Cavalcanti
Lavoro

Pronta reperibilità, ecco perché il nuovo contratto dei medici potrebbe violare la direttiva europea sulle 11 ore di riposo

L’ipotesi di CCNL dei medici, all’articolo 27, sembra derogare dalla direttiva Ue 88 del 2003 che sancisce le 11 ore di riposo consecutive. Sindacati sul piede di guerra. I casi di Francia, Spagna...
di Cesare Buquicchio e Giovanni Cedrone