Sanità internazionale 5 Marzo 2019

Gli 11 errori più comuni in Grey’s Anatomy & Co.

E.R., Dr. House, Grey’s Anatomy o Scrubs, ma anche il nostrano Medico in Famiglia o la parodia Medical dimension messa su dalla squadra di Boris. L’elenco delle serie TV ambientate in ospedale che vedono protagonisti medici e personale sanitario è infinito. Sono tra le più apprezzate dal pubblico di tutto il mondo e hanno inevitabilmente influenzato […]

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E.R., Dr. House, Grey’s Anatomy o Scrubs, ma anche il nostrano Medico in Famiglia o la parodia Medical dimension messa su dalla squadra di Boris. L’elenco delle serie TV ambientate in ospedale che vedono protagonisti medici e personale sanitario è infinito. Sono tra le più apprezzate dal pubblico di tutto il mondo e hanno inevitabilmente influenzato l’immaginario dei tanti fan che rimangono delusi quando, entrati in ospedale, trovano strutture ben diverse da quelle proposte da Hollywood e compagnia bella, e a curarli non sono sempre medici che sembrano appena usciti dalle copertine di riviste glamour. Ma oltre all’aspetto fisico, anche quello che i medici della TV fanno è ben diverso dalla realtà. Ad elencare gli undici errori più comuni commessi dai medical drama è la testata americana Insider, che si è rivolta a medici, infermieri ed altri professionisti sanitari per far luce sul divario tra la realtà e la finzione.

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1- Se il cuore del paziente si è fermato, non si utilizza il defibrillatore

È una delle scene più classiche e più viste: il monitor segna linea piatta ed il medico prende immediatamente le piastre del defibrillatore. «Libera!». In realtà, la defibrillazione è possibile solo per alcune aritmie, come la fibrillazione ventricolare o la tachicardia ventricolare. In caso di asistolia, e quindi l’arresto delle contrazioni del cuore, la defibrillazione è invece ritenuta dannosa.

2- La rianimazione cardiopolmonare non fa miracoli

Nei momenti più drammatici per il paziente è frequente vedere il medico fare pressioni sul petto del paziente sospeso tra la vita e la morte ed eseguire la rianimazione cardiopolmonare. Sebbene sia la cosa migliore da fare se il cuore smette di battere, la RCP non è una cura istantanea. Serve a fare in modo che il sangue continui a circolare e a raggiungere il cervello, ma è solo una soluzione temporanea, che salva la vita di un paziente ogni 30.

3- Pratiche burocratiche e lavoro amministrativo sono molto più presenti nella vita dei medici

Ogni tanto arriva l’operatrice che fa firmare dei moduli al medico, senza nemmeno farglieli leggere. Ma non si va molto più in là di così. In realtà, i compiti amministrativi richiesti ai medici sono molto più complessi e gravosi, e possono arrivare ad occupare gran parte della loro giornata lavorativa.

4- La diagnosi di una malattia rara richiede molto più tempo

Il re indiscusso era il dottor House. Con il suo bastone e la sua lavagnetta, impiegava pochi giorni a scovare malattie rare e complesse e a dare diagnosi per le quali in realtà possono servire anche diversi anni. Non bastano di certo una chiacchierata con il paziente o le sole analisi del sangue.

5- I medici non passano la giornata accanto al letto del paziente

La cura del paziente ricoverato coinvolge numerose figure, dagli infermieri ai fisioterapisti, i nutrizionisti o gli operatori sanitari. Il medico quindi nella realtà non svolge tutte quelle attività al fianco del letto del paziente che si vedono in televisione, ma è aiutato da tantissime altri professionisti con cui collabora.

6- Le relazioni tra colleghi non sono così frequenti

Flirt tra colleghi ed incontri nella stanza del medico di guardia o negli sgabuzzini non sono in realtà così frequenti. Esistono ovviamente relazioni e storie d’amore negli ospedali così come in qualunque altro luogo di lavoro, ma la maggior parte dei medici che ne sono coinvolti mantengono un comportamento professionale.

7- Le relazioni tra medici e pazienti non sono accettate

Gli ospedali e le strutture sanitarie hanno regole molto chiare sulle relazioni tra i professionisti sanitari e gli assistiti. Anche in questo caso può accadere, ma l’amore tra il medico ed il paziente può compromettere l’assistenza e portare a conseguenze legali da non sottovalutare.

8- Il parto non avviene subito dopo la rottura delle acque

Come sanno bene tutte le mamme, tra la rottura delle acque e l’inizio del travaglio possono passare anche 48 ore. Un lasso di tempo spesso ignorato dagli sceneggiatori. Sono giustificati dai tempi televisivi?

9- Il rapporto medico-paziente è ben più complesso

Per convincere un paziente a sottoporsi ad un intervento o ad una terapia, non si può urlargli contro. Non ci si può neanche intromettere nella sua vita privata, dando consigli non richiesti su come migliorare il rapporto con il partner, con i genitori o con i figli. Situazioni spesso presenti invece nei medical drama.

10 – I medici sono specializzati, non sanno fare tutto

Chirurghi generali che fanno i cardiologi, interventi condotti da non chirurghi. Assurdità che non tengono in considerazione l’elevato livello di specializzazione dei medici odierni. Ogni professionista può gestire un numero limitato di situazioni, lasciando le altre ai colleghi che le hanno appositamente studiate.

11- Le serie TV non tengono in considerazioni gli alti costi della sanità americana

Quest’ultimo punto è per lo più a stelle e strisce. Nei Paesi che non hanno la fortuna di avere un Servizio sanitario nazionale universale, libero e gratuito come quello italiano, la sanità è un fardello estremamente pesante per l’economia delle famiglie. Negli Stati Uniti, la sanità è la prima causa di fallimento. Eppure, è raro che in televisione vengano mostrati drammi di questo tipo, con pazienti che combattono con le assicurazioni o con il portafoglio.

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