Salute 8 Febbraio 2018 13:00

Valerio Mastandrea: «Racconto la buona sanità pubblica da difendere e garantire a tutti»

L’attore protagonista de “La Linea Verticale”, la serie firmata da Mattia Torre, si è calato nei panni di un paziente con cancro al rene. Parla ai nostri microfoni della sua esperienza sul set e di come questa gli abbia fatto vedere la sanità italiana in un modo diverso

Valerio Mastandrea: «Racconto la buona sanità pubblica da difendere e garantire a tutti»

«La buona sanità che raccontiamo con la nostra serie non deve essere un’eccezione ma la regola». A parlare è Valerio Mastandrea, attore romano che ne “La Linea Verticale” (fiction in onda su Rai Tre scritta e diretta da Mattia Torre, già padre di Boris) interpreta Luigi, paziente affetto da cancro al rene. La serie percorre la vita quotidiana del reparto di urologia oncologica di un ospedale italiano e racconta, in un contesto al tempo stesso drammatico e ironico, la malattia come occasione di crescita, di apprendimento e di riscatto.

Prestazione di attore eccezionale, quella di Mastandrea, che ai nostri microfoni confessa come, in realtà, non sia stato poi così difficile calarsi nella parte del paziente oncologico: «La storia che raccontiamo è autobiografica e la conoscevo molto bene. Ho parlato molto con Mattia, che ha scritto il copione dopo aver passato le stesse cose di Luigi. Per questo possiamo dire che, a differenza di altre volte, avevo molte più informazioni. È stato un viaggio semplice, tra virgolette. Beh, mica tanto…».

Nata appunto da un’esperienza autobiografica – quella del regista e sceneggiatore Torre –, “La Linea Verticale” vuole raccontare, nell’Italia di oggi, un reparto oncologico di un ospedale pubblico di assoluta eccellenza. Un tipo di realtà che in Italia esiste ma che spesso viene messa in secondo piano da un racconto mediatico che privilegia il lato negativo della sanità: «Senza dubbio – ci spiega ancora Mastandrea –, quella di Mattia Torre è stata un’esperienza fortunata, e non soltanto per gli aspetti tecnici. È stato molto fortunato ad aver incontrato un istituto di quel tipo, una vera eccellenza, e un personale di quel livello».

Ma il supporto prettamente sanitario a volte può non bastare, se dietro non c’è anche un supporto umano che negli ospedali di oggi è a volte molto difficile da trovare. Nella “Linea Verticale” questo supporto non manca, così come non è mancato a Torre quando ad essere ricoverato era lui: «Mattia è stato molto fortunato anche dal punto di vista degli affetti – rivela ancora Mastandrea –. Penso spesso a chi nella vita non ha nessuno e incappa in una situazione meno fortunata. Ecco, credo che sarebbe opportuno non parlare più di “fortuna” quando bisogna curare le persone e spero che prima o poi diventino consuetudine sia il fatto di trovare sempre il meglio della sanità, sia la possibilità di essere curati tutti. Questo è il mio pensiero e, credo, quello di chiunque abbia almeno un po’ di coscienza civile».

Articoli correlati
“Mi sento bene”, il progetto di inclusività in cui la dermocosmesi specialistica incontra il sociale
La farmacista e cosmetologa Myriam Mazza: «Il nostro lavoro, in sinergia con quello del dermatologo, è la chiave per aiutare le donne a prevenire e trattare patologie cutanee invalidanti»
Qualità della vita nelle pazienti oncologiche, l’esperta: «Salvaguardare benessere sociale, fisico ed emotivo»
Esther Natalie Oliva, ematologa del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, spiega quali sono le ripercussioni del cancro sulla qualità della vita delle pazienti
Il contraccolpo indiretto del Covid sul SSN e sulle altre patologie
La sanità oltre il Covid-19: ridotti del 50% gli interventi cardiologici, crollo negli screening, visite specialistiche con picchi del -70%, aumento della natimortalità
di Peter D'Angelo
Carcinoma mammario triplo negativo, scoperto meccanismo molecolare che causa le metastasi polmonari
Lo studio dei ricercatori del CEINGE-Biotecnologie Avanzate apre la strada alla diagnosi precoce e a nuove possibili terapie mirate a ridurre il processo metastatico del tumore al seno più aggressivo
Dolore in oncologia, Ripamonti (Istituto Tumori Milano): «Va trattato con uno schema terapeutico ben preciso»
Quali sono le cause del dolore in ambito oncologico e cosa si può fare per gestirlo? La parola a Carla Ida Ripamonti, Responsabile SSD Cure di Supporto al Paziente Oncologico dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 22 gennaio, sono 97.536.545 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 2.091.848 i decessi. Ad oggi, oltre 57,58 milioni di persone sono state vaccinate nel mondo. Mappa elaborata dalla Johns H...
Voci della Sanità

Covid-19, professori di Yale condividono terapia domiciliare “made in Italy”

«Il nostro Paese ancora oggi non dispone di un adeguato schema terapeutico condiviso con i medici che hanno curato a domicilio e in fase precoce la malattia» spiega l'avvocato Erich Grimaldi, Presid...
Lavoro

Medici di famiglia vaccinatori, Scotti (Fimmg): «Impensabile coinvolgerci a queste condizioni»

Il Segretario Nazionale si scaglia contro la mancanza di programmazione: «Per noi nessun fondo in Finanziaria, ma non esiste vaccinazione di massa senza medicina del territorio»