Mondo 12 Gennaio 2018 13:34

La Linea Verticale: «Ospedali pubblici e medici modello di un’altra Italia possibile»

Su Rai3 parte il 13 gennaio alle 21.45 la serie tv interamente ambientata in un reparto di urologia oncologica. È lì che, con tono surreale e satirico, si svolgono le vicende dei medici e pazienti protagonisti della fiction (tra i tanti, Valerio Mastandrea, Giorgio Tirabassi, Greta Scarano) ed emerge un bel ritratto della sanità pubblica italiana. GUARDA LE IMMAGINI

La Linea Verticale: «Ospedali pubblici e medici modello di un’altra Italia possibile»

Il primario considerato da tutti mezzo uomo e mezzo Dio; l’infermiera materna che disprezza tutti i medici; il paziente appassionato di medicina che si aggira per il reparto dispensando a tutti pareri e diagnosi; il medico spocchioso, teatrale nei gesti e nei monologhi; la caposala gentile, ma cattivissima. Nella nuova serie scritta e diretta da Mattia Torre ‘La Linea Verticale’, dal 13 gennaio in onda ogni sabato alle 21.45 su Rai 3, sono presenti tutti i personaggi che animano la vita di ogni ospedale italiano.

La serie percorre, in tono surreale e satirico, la vita quotidiana del reparto di urologia oncologica di un ospedale italiano, affrontando vicende molto realistiche da un punto di vista clinico e presentando, pure in un contesto spesso doloroso e tragico, la malattia come occasione di crescita, di apprendimento, e persino di riscatto. Raccontata dal punto di vista dei pazienti, l’intera vicenda si svolge all’interno del reparto, che diventa quindi palcoscenico: un microcosmo fuori dal mondo, che ha regole e gerarchie proprie con rapporti di forza che vengono messi alla prova ogni giorno.

Il protagonista è Luigi, interpretato da Valerio Mastandrea, che scopre di avere un tumore e per questo deve sottoporsi a un delicato intervento chirurgico. Entra così in un mondo di cui tutti conosciamo approssimativamente le regole ma che, esplorato in profondità, riserva straordinarie e tragicomiche sorprese.

L’ospedale «è sempre identico eppure muta sempre – nota il regista e sceneggiatore Mattia Torre -. Cambiano i pazienti, fanno i turni medici e infermieri, vive di gioie, di dolori lancinanti, ma anche di grande (e talvolta involontaria) comicità; e di amicizie che poi durano per sempre. La vita, la morte, la sofferenza, la malattia: tutto viene sistematizzato in una routine a cui ci si abitua presto, e che pure rappresenta una formidabile esperienza umana».

«”La linea verticale” nasce da un’esperienza ospedaliera autobiografica – prosegue Torre -, ma più che dall’esigenza di raccontare una vicenda personale, il desiderio è stato di raccontare, nell’Italia di oggi, un reparto oncologico di un ospedale pubblico di assoluta eccellenza, capitanato da un chirurgo che ribalta il cliché del primario barone arrogante e scollato dalla realtà, e che anzi rappresenta, per gentilezza, generosità e amore verso il proprio mestiere, l’idea di un’altra Italia possibile».

Ma oltre ai medici e alla visione positiva che emerge del nostro Servizio Sanitario pubblico, sono i pazienti i protagonisti della storia. Non solo Luigi, ma anche i suoi improbabili compagni di viaggio: un iraniano dalle convinzioni radicali, un ristoratore che sa tutto di medicina, un prete in crisi, un intellettuale taciturno, decine di anziani «cattivi perché in cattività». E poi c’è il personale del reparto: dal professor Zamagna, chirurgo di fama e genio assoluto, nonché primario del reparto, fino ai vari addetti. Tutti sono operativi, tutti in lotta, ognuno con i propri mezzi. I medici e gli infermieri per curare i pazienti, i pazienti per guarire e per vivere la vita.

Molti i punti in comune tra “La linea verticale” e “Boris”, che condividono non solo lo stesso regista e sceneggiatore (in “Boris” affiancato da Luca Vendruscolo e Giacomo Ciarrapico), ma anche molti attori che ritroviamo nei panni di medici o pazienti: da Paolo Calabresi a Ninni Bruschetta, da Antonio Catania a Federico Pacifici a Giorgio Tirabassi, cui si aggiunge Greta Scarano che interpreta la moglie di Mastandrea. «Come in Boris – conclude Mattia Torre – gli attori sono, oltre che interpreti di razza, anche persone che hanno condiviso gli intenti del racconto, ne sono stati garanti, e ne hanno consentito la riuscita. Insieme abbiamo cercato di eseguire la commedia in maniera serissima, senza ammicchi né compiacimenti, in modo mai farsesco, e con appassionata precisione. È lavorando con loro che sono riuscito a trovare la temperatura emotiva della mia serie».

Tutti gli episodi della serie sono già disponibili su Rai Play a questo link.

 

Articoli correlati
Il contraccolpo indiretto del Covid sul SSN e sulle altre patologie
La sanità oltre il Covid-19: ridotti del 50% gli interventi cardiologici, crollo negli screening, visite specialistiche con picchi del -70%, aumento della natimortalità
di Peter D'Angelo
Covid-19, è emergenza posti letto internistici. Lo studio di Anaao-Assomed
«Dal confronto, regione per regione, dei posti letto internistici nel 2018 e quelli attivati nel 2020 con l’attuale numero dei ricoveri Covid-19, emerge un quadro drammatico»
Mi hanno chiesto di coprire turni in un reparto dell’ospedale completamente estraneo alle mie competenze, è legittimo?
Mi hanno chiesto di coprire turni in un reparto dell’ospedale completamente estraneo alle mie competenze, è legittimo?  In questo particolare momento, le Regioni e le Province autonome possono rimodulare o sospendere le attività di ricovero e ambulatoriali differibili e non urgenti, ivi incluse quelle erogate in regime di libera professione intramuraria, per far fronte alla […]
Pronto Soccorso, percorsi separati sulla carta ma in realtà non si riesce a isolare i positivi
La situazione negli ospedali romani raccontata dal segretario di CGIL Sanità Lazio e Michela Flores di Usb Sanità: «Le ambulanze sono utilizzate come camere di isolamento, in attesa di trovare un posto letto ai pazienti»
di Peter D'Angelo
Francia, medico italiano racconta: «Crescono i contagi ma gli ospedali reggono»
«Contagi a macchia di leopardo con zone più e meno colpite. Gli ospedali sono preparati, hanno più esperienza e la sanità del territorio sta contenendo la seconda ondata. Terapie intensive al 20% in alcune grandi città»
di Federica Bosco
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 12 aprile, sono 136.063.656 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 2.937.096 i decessi. Ad oggi, oltre 773,55 milioni di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata ...
Salute

Vaccini, mai più dosi avanzate: come funzionano le “liste di sostituti” in Lombardia, Lazio e Campania

Le chiamano "panchine", sono le liste straordinarie che le Regioni utilizzano per ottimizzare le dosi dopo l'ordinanza di Figliuolo. Ma chi rientra tra coloro che verranno contattati?
di Federica Bosco e Gloria Frezza
Salute

Terapia domiciliare anti-Covid, guida all’uso dei farmaci

Antivirali, antitrombotici, antibiotici e cortisone: facciamo chiarezza con gli esperti della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) ed il dirigente medico in Medicina Interna presso l&rs...