Salute 5 Maggio 2021 11:32

Maltrattamenti su minori in aumento per effetto del Covid: dietro una denuncia, nove casi sommersi

Cesvi lancia l’allarme dopo un anno di pandemia: «Cresce il numero di abusi e violenze tra le mura domestiche. È necessario rafforzare le cure e ricostruire un sistema di servizi capace di metterle in atto»

di Federica Bosco
Maltrattamenti su minori in aumento per effetto del Covid: dietro una denuncia, nove casi sommersi

«Dietro ad ogni denuncia di maltrattamenti o abusi su minori ci sono altri nove casi sommersi». Con questo dato allarmante Cristina Parodi ha aperto l’evento on line dedicato alla IV edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia curato da Fondazione Cesvi di cui è da tempo ambasciatrice. L’edizione del 2021 ha evidenziato un aumento del disagio mentale all’interno delle famiglie come effetto del trauma collettivo da Covid, con conseguente aumento dei maltrattamenti su minori. In particolare, dall’analisi presentata dalle ricercatrici Giovanna Badalassi e Federica Gentile è emerso che le zone del Sud sono molto più a rischio.

Abusi su minori, maglia nera al Mezzogiorno

La classifica vede il Mezzogiorno maglia nera nei maltrattamenti su minori con Campania, Sicilia, Calabria e Puglia tra le zone più a rischio, mentre il Trentino-Alto Adige risulta la regione più virtuosa nel contrasto al fenomeno davanti a Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Umbria. Seguono Liguria, Toscana, Valle d’Aosta e Piemonte. Stabile è risultata la Lombardia.

Per arrivare a questa graduatoria sono stati considerati da un lato i fattori di rischio presenti sul territorio e dall’altro la capacità delle amministrazioni locali di prevenire e contrastare il fenomeno attraverso i servizi offerti. Il risultato ha tenuto conto di 64 indicatori classificati rispetto a sei capacità: cura di sé e degli altri, vivere una vita sana, vivere una vita sicura, acquisire conoscenza e sapere, lavorare, e accedere a risorse e servizi.

Più 30% di casi di tentativi di autolesionismo e suicidio tra gli adolescenti

«Nelle famiglie già fragili il trauma collettivo da Covid è stato devastante. Considerando che la casa rappresenta il luogo più pericoloso dove si verifica il 70% di episodi di violenza fisica o psicologica ai danni dei bambini tra i due e i quattordici anni, è facile intuire come i lunghi periodi di lockdown abbiano aggravato il problema – ha commentato la dottoressa Badalassi -. Non solo, nell’ultima parte dell’anno, la resilienza sviluppata nei primi mesi ha lasciato il passo alle preoccupazioni economiche, alla crescente paura di ammalarsi e a contatti sociali sempre più assenti. Ne è scaturito un quadro preoccupante in cui il maltrattamento ai minori ha trovato terreno fertile e questo ha generato anche, dall’ottobre del 2020 fino ad oggi, un aumento del 30% dei tentativi di autolesionismo e di suicidio da parte degli adolescenti».

Tempo della cura

«Siamo in una situazione emergenziale che richiede una riflessione profonda per capire e attivarsi al fine di ricostruire il sistema delle cure», ha dichiarato Gloria Zavatta, presidente di Cesvi, l’organizzazione non governativa presente in 22 Paesi che attraverso le case del sorriso offre opportunità di crescita, sviluppo e cure ai bambini, proteggendoli da ogni forma di violenza.

«Dal 2017 ci sono oltre un milione e duecentomila bambini in assoluta povertà in Italia. Cesvi ha attivato molti progetti in diverse città, tra cui Bergamo, Bari, Roma e Arezzo lavorando insieme alle famiglie perché alla base di una forma di violenza c’è sempre un adulto in difficoltà ed è evidente che la pandemia ha aggravato ancor più la situazione. Per prima cosa è necessario ridurre il divario sociale ed economico delle regioni del Mezzogiorno tramite l’attuazione pratica dei Liveas (livelli essenziali di assistenza sociosanitaria) e poi proporre iniziative specifiche di protezione della salute mentale delle persone e di conseguenza del benessere e della sicurezza dei bambini. È fondamentale, pertanto, adottare politiche a medio e lungo termine che investano sulle persone per integrare servizi sulla salute mentale specifica con quelli delle famiglie, con l’introduzione della figura dello psicologo nelle scuole. È altresì importante fare rete e creare network solidi e consueti».

La risposta della politica

Chiamata in causa la politica, ha risposto il ministro delle pari opportunità e della famiglia Elena Bonetti che durante l’incontro ha sottolineato come «i dati raccolti da Cesvi siano fondamentali per portare all’emersione del fenomeno e renderlo misurabile, primo passo per costruire strategie a medio e lungo termine che siano efficaci nel prevenire e contrastare maltrattamenti e violenze. Allo stesso modo – ha detto – è urgente cooperare a tutti i livelli istituzionali per vincere la sfida di questo tempo».

 

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