Salute 10 Marzo 2021 19:57

Lombardia, al via il primo progetto pilota per vaccinare i lavoratori in azienda

Siglato l’accordo con Confindustria, Confapi e Anma. A somministrare le dosi saranno i medici competenti

di Federica Bosco

Parte da Regione Lombardia il primo progetto pilota per la vaccinazione dei lavoratori in azienda. Il protocollo d’intesa firmato con Confindustria, Confapi e Anma, l’associazione dei medici competenti, diventerà operativo nel momento in cui prenderà il via la vaccinazione di massa.

Pubblico e privato insieme per battere il virus sul tempo

«Quello che abbiamo fatto oggi è di attualizzare ancora una volta la ricetta vincente di Regione Lombardia: ovvero mettere in campo una squadra con pubblico e privato insieme, e lo facciamo anticipando tutti – ha spiegato durante la conferenza stampa l’assessore allo sviluppo economico Guido Guidesi -. La speranza è che altre Regioni seguano il nostro esempio e che il progetto possa presto arrivare anche al Governo centrale».

Da oggi AstraZeneca anche agli over 65

Un progetto che non andrà a variare il piano vaccinale nazionale, e neppure a cambiare le priorità di vaccinazione dei cittadini lombardi. A ribadirlo questa mattina il Presidente Attilio Fontana e la Vicepresidente Letizia Moratti.

«Abbiamo diversi obiettivi – ha sottolineato l’assessore al Welfare Moratti -: il primo di vaccinare più rapidamente possibile tutti, il secondo di poter utilizzare AstraZeneca sopra i 18 anni senza vincoli di età, evitando coloro che presentano particolari fragilità, e di poter contare, dal mese di aprile, anche sul vaccino di Johnson&Johnson. Questo allarga la nostra capacità vaccinale e dunque la possibilità di somministrare più dosi alle categorie previste dal piano vaccinale nazionale e parallelamente ai lavoratori delle imprese. È una grande opportunità».

Medici competenti chiedono garanzie

Un ruolo fondamentale spetterà ai medici competenti che in Lombardia sono circa un migliaio. L’associazione di riferimento ha posto però alcune condizioni: la possibilità di vaccinare solo per chi si rende disponibile e una copertura assicurativa che metta al riparo da eventuali rischi che potrebbero derivare dallo svolgimento di un’attività che oggi non è prevista tra le loro mansioni.

«Il nostro compito può essere quello di partecipare, illustrare e predisporre le modalità affinché questa somministrazione possa essere fatta in sicurezza» ha sottolineato Rino Donghi, coordinatore dell’Associazione dei Medici Competenti (Anma).

Confindustria e Confapi: «Con spazi e dosi si può fare»

Per Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia, «questo protocollo d’intesa è un’ottima occasione per dimostrare ancora una volta che la Lombardia è la regione del fare». Anche se non ha nascosto la necessità di affrontare alcune difficoltà per rendere operativo il progetto: «Come tutti i modelli organizzativi ci sono dei vincoli e in questo caso sono gli spazi e le dosi».

«È una lotta contro le varianti – ha rimarcato Maurizio Casasco, presidente nazionale CONFAPI –. Il problema è riuscire a vaccinare il maggior numero di persone possibile in breve tempo. Oggi la Lombardia ha presentato, prima in Italia, un modello che è replicabile in altre regioni. Le modalità di attuazione saranno dettate dalle istituzioni, da parte nostra metteremo a disposizione risorse e spazi affinché si possa agire velocemente».

 

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