Salute 3 Giugno 2019

Emergenza-urgenza in pediatria, Roscio (cardiologo) «Tutti i medici, specialisti e non, siano preparati alla gestione degli episodi critici»

Il coordinatore del gruppo di emergenza extraospedaliera dell’OMCeO di Roma: «Abbiamo promosso il corso di aggiornamenti in tossicologia pediatrica perché i casi di avvelenamento e intossicazione sono molto più frequenti di quanto si possa immaginare, soprattutto in ambiente domestico»

di Isabella Faggiano

«Annegamento, sindromi respiratorie acute, esposizione a sostanze tossiche. Sono solo alcune delle emergenze più frequenti in età pediatrica che, se mal gestite, possono portare anche alla morte del bambino coinvolto. Per questo – spiega Giancarlo Roscio, cardiologo, coordinatore del gruppo di emergenza extraospedaliera dell’OMCeO di Roma e coordinatore nazionale della società italiana di Cardiologia per l’mergenza-urgenza Cardiovascolare – è necessario che tutti i medici, specialisti e non, siano educati alla gestione di questi episodi critici».

Un obiettivo che Giancarlo Roscio, che è anche il responsabile scientifico del corso Fad Consulcesi Club – Sanità In-Formazione, “Con tutto il cuore. Storia completa dell’organo nell’età antica“, porta avanti sin dal 2008, anno in cui gli è stata affidata la carica di coordinatore del gruppo di emergenza extraospedaliera dell’Ordine romano: «Lavoriamo affinché medici di medicina generale, pediatri, ma anche specialisti sappiano come comportarsi in presenza di alcuni particolari segni e sintomi, come le palpitazioni acute o il dolore toracico improvvisi. Questo per due motivi fondamentali: rendere l’intervento quanto più tempestivo possibile e ridurre le complicazioni che possono derivare da un’azione inappropriata».

LEGGI ANCHE: CARDIOLOGIA, A LISBONA TUTTI I SEGRETI DELLE ARITMIE. IL PRESIDENTE EHRA: «STIAMO ENTRANDO IN UNA NUOVA EPOCA»

E il Corso di aggiornamento in Tossicologia Pediatrica, ospitato oggi presso l’aula Roberto Lala dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Roma, è soltanto l’ultimo tassello di questo lungo percorso dedicato alla formazione. «È fondamentale che i nostri medici siano preparati in materia – continua Roscio – perché i casi di avvelenamento e intossicazione sono molto più frequenti di quanto si possa immaginare e, soprattutto, possono incorrere in maniera accidentale anche in quegli ambienti che dovrebbero essere sicuri per un bambino, come quello domestico».

«L’età più a rischio è intorno ai 3- 4 anni – aggiunge Nicola Pirozzi, direttore del dipartimento di Emergenza Accettazione (DEA) e A.R.C.O dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma – periodo della vita in cui la conoscenza del mondo avviene attraverso la bocca.  A questa età è, dunque, facile che un bambino sia esposto a sostanze tossiche, come farmaci, cosmetici o prodotti per la pulizia della casa, soprattutto se custoditi in modo inappropriato».

E chiunque entri in contatto con questi prodotti velenosi per la salute non solo deve essere portato in ospedale, ma deve anche arrivarci nelle migliori condizioni possibili. «Per questo – sottolinea Corrado Cecchetti, responsabile dell’Unità Operativa Complessa Area Rossa dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma – è fondamentale fornire ai medici di medicina generale ed ai pediatri gli strumenti conoscitivi di base per riuscire a cogliere gli elementi che indicano la presenza nell’organismo di sostanze tossiche, nel rispetto delle linee guida nazionali ed internazionali. Soltanto in questo modo – conclude – il piccolo potrà essere trasportato nella struttura sanitaria più adeguata alle sue esigenze, ottenendo il migliore trattamento possibile».

Articoli correlati
Dotto di Botallo, al Niguarda i primi interventi su neonati prematuri per chiuderlo con procedura mininvasiva
Il dottor Vignati, responsabile della Cardiologia Pediatrica dell'ospedale: «Introducendo un sondino nella vena della gamba chiudiamo il dotto di Botallo nei neonati prematuri, evitando problematiche importanti a livello cardiocircolatorio e respiratorio»
di Federica Bosco
Coronaropatie, arteriopatie e malattia renale cronica nel paziente con Fibrillazione Atriale. Ecco come cambia l’approccio con rivaroxaban
Un paziente su cinque, dopo 3-4 anni da un infarto, può subire o una ri-ospedalizzazione, o un nuovo evento infartuale, o un ictus, oppure un evento fatale. Nei Paesi occidentali c’è una frequenza degli eventi avversi molto elevata, anche nei pazienti che aderiscono correttamente alle terapie raccomandate. Questo sta a significare che, in generale, i […]
Morte improvvisa, si può prevenire? Risponde il cardiologo tedesco Axel Bauer
«Se si individuano i pazienti a rischio, si può intervenire con un defibrillatore cardiaco impiantabile. In futuro i dispositivi indossabili che monitorano il paziente 24 ore su 24 ci aiuteranno molto, ma per ora forniscono informazioni limitate»
#6StatoDiscriminato, parte la campagna di tutela dei medici di base. Milano (FIMMG): «È ora di riconoscere i nostri diritti»
Prima tappa ad Alessandria dove, nella sede locale dell’OMCeO, i medici di Medicina Generale hanno potuto informarsi sui loro diritti violati e ricevere ascolto
La storia di Anezka, 25 anni: «Il pacemaker mi ha offerto una seconda possibilità di vita»
Intervenuta alla sessione “Meet my patient” del congresso EHRA a Lisbona, Anezka Gombosova, di Praga, ha spiegato ai cardiologi cosa significa convivere con il pacemaker. Poi li ha esortati: «Dovete imparare dai vostri pazienti»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Salute

Il medico di famiglia che paga di tasca propria lo psicologo per i suoi pazienti: la storia di Antonio Antonaci

A Galatina i “precursori” del decreto Calabria. La psicologa: «La compresenza di queste due figure professionali all’interno dello studio di medicina generale limita l’assunzione di farmaci e...
di Isabella Faggiano
Lavoro

Riposo dopo la reperibilità, Spedicato (Fems): «In altri Paesi europei sempre garantito recupero di 24-48 ore»

La delegata della Federazione europea dei medici salariati illustra il funzionamento dell’istituto della reperibilità nel resto d’Europa: in Slovenia c’è una soglia limite oltre la quale diven...
di Giovanni Cedrone e Giulia Cavalcanti
Lavoro

Pronta reperibilità, ecco perché il nuovo contratto dei medici potrebbe violare la direttiva europea sulle 11 ore di riposo

L’ipotesi di CCNL dei medici, all’articolo 27, sembra derogare dalla direttiva Ue 88 del 2003 che sancisce le 11 ore di riposo consecutive. Sindacati sul piede di guerra. I casi di Francia, Spagna...
di Cesare Buquicchio e Giovanni Cedrone