Salute 8 Gennaio 2021 05:52

Covid-19, la speranza arriva dalle staminali cordonali. Il nuovo studio

La ricerca, pubblicata sulla rivista Stem Cells Translational Medicine, è stata coordinata dallo scienziato italiano Camillo Ricordi: «Le cellule staminali mesenchimali possono rappresentare un valido strumento contro la pandemia»

Covid-19, la speranza arriva dalle staminali cordonali. Il nuovo studio

La sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) nel Covid‐19 è associata ad alta mortalità. Le infusioni di cellule staminali cordonali sono associate a una significativa riduzione di eventi avversi gravi, mortalità e tempi di recupero. Un singolo cordone ombelicale contiene cellule staminali mesenchimali con cui trattare oltre 10mila pazienti.

È quanto emerge dal nuovo studio condotto dai ricercatori del Cell Transplant Center dell’Università di Miami guidati dallo scienziato italiano Camillo Ricordi, pubblicato sulla rivista Stem Cells Translational Medicine. È già noto che le cellule staminali mesenchimali esercitano effetti immunomodulatori e antinfiammatori. L’obiettivo dello studio era determinare la sicurezza e l’efficacia delle infusioni di staminali mesenchimali cordonali in soggetti con sindrome da distress respiratorio acuto a causa del Covid-19.

Ricordi: «Nessun evento avverso né collaterale da staminali cordonali»

«Il trattamento con cellule staminali mesenchimali si è dimostrato efficace ed efficiente – sostiene il professor Ricordi del Cell Transplant Center dell’Università di Miami -. I partecipanti hanno ricevuto due infusioni di cellule staminali mesenchimali a distanza di diversi giorni, mentre il gruppo di controllo ha ricevuto infusioni di placebo. Ogni soggetto nel gruppo di trattamento ha ricevuto un totale di duecento milioni di cellule. Il trattamento non ha mostrato eventi avversi o reazioni collaterali correlati all’infusione».

Il ruolo delle staminali cordonali

«Le cellule staminali mesenchimali sono davvero preziose, si tratta di una risorsa unica – spiega l’autore principale del documento, Giacomo Lanzoni, ricercatore presso il Diabetes Research Institute – attualmente sono più di 260 gli studi clinici per il trattamento di altre malattie autoimmuni. Queste unità biologiche – aggiunge – aiutano a correggere le risposte immunitarie e infiammatorie difettose, svolgono attività antimicrobica e hanno dimostrato di promuovere la rigenerazione dei tessuti».

Risultati formidabili e tempi di recupero più veloci. Ricordi: «Valido strumento contro la pandemia»

I risultati dello studio effettuato su 24 pazienti ricoverati presso l’Università di Miami Tower o il Jackson Memorial Hospital con sindrome da distress respiratorio acuto grave sembrano essere «formidabili». La sopravvivenza, a distanza di un mese, è stata del 91% nel gruppo trattato con cellule staminali rispetto al 42% nel gruppo di controllo. «Tra i pazienti di età inferiore agli 85 anni – prosegue lo scienziato – la totalità di quelli trattati con cellule staminali mesenchimali è sopravvissuta a un mese di distanza».

Per di più, la ricerca consegna tempi di recupero molto più veloci: «Oltre la metà dei partecipanti trattati – continua Ricordi – è stata dimessa entro due settimane dall’ultima infusione, più dell’80% si è ripreso entro 30 giorni, rispetto al 37% del gruppo di controllo».

«I nostri risultati confermano il potente effetto antinfiammatorio e immunomodulatore delle cellule staminali mesenchimali – spiega Ricordi – e, nel caso di Covid-19, hanno chiaramente inibito la tempesta di citochine». Il trattamento consiste in una semplice infusione endovenosa, simile a una trasfusione di sangue. «Nonostante lo scetticismo legato a questo tipo di procedura – commentano i ricercatori – perché gli studi precedenti non erano stati randomizzati, i risultati del nostro lavoro, approvato dalla Food and Drugs Administration, mostrano chiaramente che le cellule staminali mesenchimali possono rappresentare un valido strumento contro la pandemia».

A breve il primo studio in Italia: si attende il via libera di Iss-Aifa-Spallanzani

Il nuovo trial italiano coinvolgerà centri di terapie cellulari di tutto il territorio nazionale, riguarderà l’utilizzo delle cellule staminali mesenchimali da fonti diverse e indagherà le prospettive terapeutiche nei pazienti affetti da coronavirus. Si tratterebbe del primo studio al mondo: l’autorizzazione a procedere da parte dei tre soggetti interessati dovrebbe arrivare nelle prossime settimane.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Sono stato vaccinato. Cosa posso o non posso fare ora?
Devo continuare ad indossare la mascherina e mantenere il distanziamento? Chi è vaccinato deve adottare le misure di sicurezza anche sul luogo di lavoro? Le risposte dell’ISS
Covid-19, l’appello dei medici: «Ospedali ancora sovraccarichi, no a un allentamento prematuro delle restrizioni»
L'intersindacale: «Rallentamento delle restrizioni possibile solo con contagi giornalieri al di sotto di 5.000 casi, ricoveri in area Covid medica e intensiva al di sotto del 40% e 30% e vaccinazione completata almeno per fragili e ultra 60enni»
Nuovo report Cabina di Regia: «Scende incidenza ma terapie intensive ancora sopra soglia critica»
Brusaferro: «Rt in decrescita. L’occupazione delle terapie intensive è ancora sopra il 41% e quella delle aree mediche è superiore al 44%». Rezza: «Variante inglese non può essere più definita variante: è il nuovo ceppo»
Studio Tsunami, il plasma non riduce rischio di peggioramento o morte dei malati Covid
Intervista al coordinatore dello studio Francesco Menichetti: «Debole segnale di vantaggio solo in pazienti senza grave insufficienza respiratoria»
di Federica Bosco
Covid-19, Draghi: «I vaccini ci sono. Priorità ai più fragili per riaprire tutto»
Locatelli: «Fiducia su AstraZeneca. Eventi avversi estremamente rari»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 13 aprile, sono 136.676.442 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 2.946.124 i decessi. Ad oggi, oltre 788,19 milioni di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata ...
Salute

Vaccini, mai più dosi avanzate: come funzionano le “liste di sostituti” in Lombardia, Lazio e Campania

Le chiamano "panchine", sono le liste straordinarie che le Regioni utilizzano per ottimizzare le dosi dopo l'ordinanza di Figliuolo. Ma chi rientra tra coloro che verranno contattati?
di Federica Bosco e Gloria Frezza
Salute

Terapia domiciliare anti-Covid, guida all’uso dei farmaci

Antivirali, antitrombotici, antibiotici e cortisone: facciamo chiarezza con gli esperti della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) ed il dirigente medico in Medicina Interna presso l&rs...