Salute 5 Maggio 2020

Covid-19, l’arma terapeutica potrebbe arrivare dalle cellule staminali del cordone

Studi clinici dimostrano l’efficacia delle cellule staminali prelevate da cordone ombelicale: infuse per endovena riducono l’infiammazione dovuta alla tempesta citochinica e consentono un miglioramento delle condizioni dei pazienti. Totta (Futura Stem Cells): «Legge italiana andrebbe rivista, terapia cellulare nuova frontiera»

Scienziati, virologi, immunologi e ricercatori di tutto il mondo stanno unendo le forze per arginare la diffusione del virus SARS-CoV-2 e combattere la pandemia. Attualmente, sono tanti gli approcci terapeutici utilizzati sui pazienti contagiati e altri farmaci nuovi sono in fase di sperimentazione. Dallo studio del virus si evince che, una volta infettate le cellule, causa una tempesta infiammatoria che provoca i sintomi peggiori associati alla Covid-19.

Per abbassare l’infiammazione, medici e studiosi stanno valutando anche il trapianto di cellule staminali mesenchimali su pazienti positivi al Covid-19. Sono partiti studi clinici in Cina – dove i risultati preliminari hanno portato a miglioramenti nei malati – Israele e Stati Uniti. Ma perché queste cellule agirebbero con efficacia? Perché hanno un potere immunomodulatorio, possono agire non solo sull’infiammazione ma anche sui danni creati dal virus sull’ambiente circostante. Stimolano, infatti, la riparazione endogena dei tessuti.

LEGGI ANCHE: STAMINALI DA CORDONE OMBELICALE E COVID-19

La migliore fonte di cellule staminali per questo trattamento sono le cellule staminali mesenchimali derivanti dal tessuto del cordone ombelicale: «Le cellule staminali mesenchimali del cordone ombelicale si trovano nella parte tessutale del cordone ombelicale ed hanno una peculiarità rispetto a quelle che possiamo prelevare dal sangue del cordone ombelicale: se trapiantate, non hanno bisogno di compatibilità – spiega Pierangela Totta, Responsabile scientifica di Futura Stem Cells -. Il cordone ombelicale non è l’unica fonte da cui si possono prelevare le cellule staminali mesenchimali: ci sono anche il midollo osseo e il tessuto adiposo. Ma il cordone ombelicale ha due vantaggi: il facile prelevamento di queste cellule – il cordone altrimenti sarebbe un materiale di scarto –  e il fatto che queste cellule mantengono alcuni geni di staminalità precoce e quindi se e quando vengono amplificate in laboratorio – per essere trapiantate c’è bisogno di un numero elevato di cellule – si moltiplicano molto più velocemente rispetto a quelle prelevate da altre fonti. Riusciamo ad avere un numero maggiore di cellule se amplifichiamo le cellule da tessuto cordonale piuttosto che da midollo osseo oppure da tessuto adiposo».

La ricerca va avanti e gli studi in atto dimostrano l’importanza delle cellule staminali mesenchimali del cordone ombelicale: «Ad oggi queste cellule sono utilizzate in più di 300 studi clinici; c’è grande fermento scientifico legato alle cellule staminali mesenchimali di ogni fonte e in particolare del tessuto cordonale. Vengono utilizzate anche in questa lotta contro la Covid-19 – precisa la dottoressa Totta -. In America, proprio la settimana scorsa, l’FDA ha approvato un trial clinico per uso compassionevole per tutti quei pazienti che non rispondono alle terapie convenzionali. Si tratta di persone che si trovano in condizioni critiche e una semplice infusione di queste cellule può portarle fuori dalla terapia intensiva».

Il trapianto avviene in maniera semplice, tramite infusione. Le cellule staminali mesenchimali si accumulano nel polmone, per proteggere gli alveoli, prevenendo la fibrosi polmonare e migliorandone la funzionalità. «Questo perché le cellule staminali mesenchimali infuse, come in una trasfusione, raggiungono per loro natura il polmone: lì, abbassano l’infiammazione causata dal Sars-CoV2 e permettono a questi pazienti una maggiore ventilazione per poi poterli aiutare con altre terapie» evidenzia la dottoressa Totta.

LEGGI ANCHE: AUTOLOGA SOLIDALE, DIFFERENZE IN UE SULLA CONSERVAZIONE DELLE STAMINALI DEL CORDONE. TOTTA (FUTURA): «MODELLO IBRIDO PUBBLICO-PRIVATO IL MIGLIORE, ITALIA COLGA OCCASIONE»

Gli studi in corso dimostrano il valore terapeutico di queste cellule e invitano a ripensare ad una legge che permetta, anche in Italia, di prendere in considerazione la conservabilità e l’utilizzo di queste cellule ad oggi non prelevabili e conservabili. Ne è convinta anche Pierangela Totta: «La legge andrebbe rivista perché la terapia cellulare, ad oggi, è importante per il trattamento di tante malattie, non solo quelle del sistema immunitario. Le cellule staminali mesenchimali, quelle del cordone in particolare, sono una fonte facilmente prelevabile che può essere d’aiuto. Parliamo di serbatoi di cellule che potrebbero aiutare molte persone affette da differenti tipi di patologie qualora queste sperimentazioni andassero a buon fine e si passasse alla fase clinica».

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

Articoli correlati
Arrivi da Paesi extra Ue ed extra Schengen, Speranza: «Urgenti nuove misure rigorose»
La lettera del ministro della Salute al Commissario Ue Stella Kyriakides e al presidente del Consiglio dei ministri della Salute Jens Spahn: «Serve maggior coordinamento tra gli Stati membri»
Il software intelligente che monitora la salute per tornare in ufficio in sicurezza
Ideato e promosso da un gruppo di aziende sotto il coordinamento di Technogenetics, il kit prevede test sierologico rapido e software per rilevare temperatura, saturazione dell’ossigeno e battito cardiaco
di Federica Bosco
Assistenza Domiciliare Integrata, solo il 2,7% degli over 65 ne beneficia. Bernabei (Italia Longeva): «Investire in formazione e tecnologia»
Al webinar "Assistenza Domiciliare Integrata (ADI): ripensare modelli e strumenti a partire da quanto imparato in emergenza” anche la Sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa: «Nel Dl Rilancio stanziamento senza precedenti di 734 mln di euro»
Sanità post-Covid, il primario del PS di Lodi: «Bene rinforzare terapie intensive e territorio, ma non si dimentichino le degenze ordinarie»
Intervista a Stefano Paglia: «Necessario tutelare meglio i medici dalle denunce finalizzate al profitto»
di Federica Bosco
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

All’8 luglio, sono 11.838.384 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 544.414 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 8 luglio: nell’ambi...
Diritto

Pensioni, la Cassazione: «Necessaria richiesta per lavorare fino a 67 anni». Altrimenti due anni di attesa per il primo assegno

Il rischio per il lavoratore è di essere sollevato dall’incarico al compimento dei 65 anni, senza ricevere la pensione. Possibile eccessiva riduzione degli organici in sanità
Lavoro

Riforma sistema 118, le posizioni (opposte) di medici dell’Emergenza e SIS 118

Presentato al Senato il Ddl di riforma del 118: prevede organici propri e un sistema dipartimentale. Ma è scontro tra Balzanelli (SIS 118) e Manca (Simeu)