Salute 19 Ottobre 2021 11:54

Covid-19, Lorenzin: «Mio obbligo vaccinale e Green pass molto simili»

L’ex ministra della Salute ha partecipato all’ultimo congresso Sumai: «Medici fondamentali per convincere quella nicchia di pazienti che non si vuole vaccinare»

Due le strade da seguire per superare i problemi del Ssn italiano sia precedenti al Covid che successivi. Avanti tutta con le vaccinazioni e medici in prima linea per convincere gli indecisi. Poche, semplici indicazioni quelle che l’ex ministra della Salute Beatrice Lorenzin (oggi deputata per il Partito Democratico) ha dato nel corso del suo intervento nel corso dell’ultimo congresso Sumai-Assoprof, al quale ha partecipato «per essere vicina ai professionisti della Sumai e per ragionare insieme sulle grandi sfide del Covid e del post-Covid».

«La pandemia non è ancora finita – spiega Lorenzin –, quindi abbiamo bisogno del lavoro e della voce dei medici per cercare di convincere quella nicchia di pazienti che ancora non si vuole vaccinare. Non ci sono messaggi televisivi o social che tengano rispetto al rapporto one to one tra medici e pazienti in cui i nostri camici bianchi cercano di tranquillizzare le persone rispetto alle loro paure. Tutto questo è molto importante perché anche se abbiamo raggiunto un numero molto elevato di vaccinati non basta ancora». Insomma, «non siamo ancora al riparo dalla circolazione del virus, sia della variante Delta che di altre varianti che potrebbero arrivare».

«Sfruttare tutti i fondi del Pnrr»

Il secondo punto di cui l’ex ministra ha parlato riguarda il futuro del Servizio sanitario nazionale, che «richiede non solo un grande investimento ma anche capacità di scelta. È ormai evidente – spiega – che il sistema salute sia sovrapponibile a quello della sicurezza, e quindi c’è bisogno di cambiare i propri modelli sia di investimento sia di organizzazione ed essere un asset strategico del Paese». In che modo? «Da un lato utilizzando tutti i fondi del Pnrr, dall’altro aumentando strutturalmente il fondo sanitario nazionale facendolo arrivare al 9-10% del nostro Pil, in modo da poter gestire non solo i problemi che avevamo prima dell’arrivo del Covid ma anche quelli che abbiamo avuto dopo». E quindi «riorganizzare il sistema sulla prevenzione e sulla cronicità, investire sul personale sanitario sia dal punto di vista formativo che retributivo perché, essendo i professionisti meno pagati in Europa, sia il privato che gli altri Paesi possono rubarcelo».

«Il mio obbligo simile al Green pass»

«Quando introdussi l’obbligatorietà vaccinale cercavamo di convincere i genitori a vaccinare i figli, in quanto avevamo perso percentuali importantissime di vaccinazione su malattie come il tetano, la pertosse, la difterite e così via. Ma se ci pensiamo bene – spiega l’On. Lorenzin –, nel mio meccanismo relativo all’obbligatorietà, la sanzione era molto simile, ovvero il bambino non andava a scuola se non era vaccinato». Con il Green pass invece «non entri al cinema, al ristorante o anche al lavoro se non sei vaccinato. Ma questo serve per mettere in sicurezza tutti gli altri».

Il Green pass, a dir la verità, contiene un elemento in più rispetto all’obbligo vaccinale targato Lorenzin: il tampone. «Perché c’è gente che non solo non vuole sottoporsi al vaccino ma rifiuta anche il tampone? Questo non è possibile. Sono convinta però che dobbiamo realmente arrivare a vaccinare quasi tutti, perché è importante e necessario per uscire da questa crisi». Anche perché prevedere la direzione che prenderà una pandemia mondiale è compito difficilissimo: «Non sappiamo quale strada imboccheremo – spiega ancora Lorenzin – in quanto abbiamo ancora più di mezzo pianeta non vaccinato». Ciò significa che «il virus sta circolando liberamente ed è libero di evolversi in varianti che potrebbero bucare il vaccino». E questo, conclude l’ex Ministro della Salute, «ci porterebbe a ricominciare tutto daccapo».

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Dopo il Covid-19, la pneumologia guarda al futuro
Parte la “Next generation. Pneumologi di domani a confronto” nell’Aula Magna dell’Università La Sapienza a Roma. Fino a domenica 5 dicembre i lavori in presenza e online del convegno SIP/IRS a cura di Francesco Lombardi e Carlo Vancheri
Dati ISS: Rt a 1,20 e incidenza in salita. Forte aumento casi non associati a catene già note
Ancora in salita Rt e incidenza sul territorio nazionale. Diminuiscono i casi rilevati tramite tracciamento contatti e anche l'Rt ospedaliero, che arriva a 1,09
Omicron, Cavaleri (Ema): «Servono due settimane per capire se evade l’immunità dei vaccini. Presto nuove autorizzazioni»
Il direttore della strategia vaccinale dell’Agenzia europea del farmaco elenca le prossime scadenze e i progetti in cantiere
Vaccino Covid 5-11 anni: il sì di AIFA e tutte le informazioni utili
Dopo il via libera di AIFA al vaccino Covid per i bambini l'Italia si prepara alle prime somministrazioni per metà mese. Subito attivata la rete dei pediatri per fornire supporto, in attesa di ricevere le dosi. C'è un rischio miocarditi?
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 3 dicembre, sono 264.261.428 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 5.235.680 i decessi. Ad oggi, oltre 8,08 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&nb...
Ecm

Proroga ECM in scadenza, De Pascale (Co.Ge.A.P.S.): «Inviate agli Ordini posizioni formative degli iscritti»

Il presidente del Consorzio Gestione Anagrafica Professioni Sanitarie a Sanità Informazione: «Pronti ad affrontare fine proroga, poi Ordini valuteranno che azioni intraprendere con inadem...
Salute

«A Natale 25-30mila casi al giorno e 1000 decessi settimanali. Tutto dipenderà dal Governo». L’analisi del fisico Sestili

L’intervista al divulgatore scientifico Giorgio Sestili: «La curva continuerà a crescere di un 25-30% settimanale. Lo scenario drammatico in Austria e Germania si può ripropo...