Salute 3 Agosto 2022 12:52

Vaiolo delle scimmie. In Italia aumentano i casi e il Ministero diffonde le linee guida per le quarantene

In Italia accertati 505 casi, 26 in più di 4 giorni fa. Il Ministero della Salute ha diffuso una circolare sulle misure da adottare in vista di possibili quarantene. In attesa di direttive su un’eventuale campagna vaccinale lo Spallanzani di Roma ha annunciato di essere già pronto a partire con la vaccinazione

Vaiolo delle scimmie. In Italia aumentano i casi e il Ministero diffonde le linee guida per le quarantene

Mentre i casi di vaiolo delle scimmie in Italia hanno raggiunto quota 505, 26 in più rispetto all’ultima rilevazione di 4 giorni fa, il Ministero della Salute ha diffuso una circolare sulle misure da adottare in vista di possibili quarantene. Ad oggi non vige alcun obbligo di isolamento per chi sia entrato in contatto con una persona affetta dal Monkeypox virus. Su questo punto il documento ministeriale è chiaro: «In specifici contesti ambientali ed epidemiologici – si legge nella circolare -, sulla base delle valutazioni delle autorità sanitarie, potrebbe essere richiesta l’applicazione di misure quarantenari».

Contatto asintomatico o “stretto”: ecco cosa fare

Chiunque abbia avuto un contatto con una persona positiva al virus e resti asintomatico può, controllando adeguatamente e regolarmente il proprio stato di salute, continuare le attività quotidiane di routine, come andare al lavoro o frequentare la scuola. «In questi casi – specifica il Ministero – la quarantena non è necessaria». Le indicazioni ministeriali si fanno più stringenti per i cosiddetti “contatti stretti”, per i quali – si legge nella circolare «è indicato di evitare di donare sangue, cellule, tessuti, organi, latte materno o sperma mentre sono in regime di sorveglianza».

L’auto-sorveglianza

Tutti i contatti con soggetti positivi al vaiolo delle scimmie per cui è indicato l’auto-monitoraggio devono controllare la febbre almeno due volte al giorno ed accertarsi che non compaiano altri sintomi come mal di testa, mal di schiena, eruzione cutanea da causa sconosciuta o linfadenopatia, ovvero un ingrandimento o una trasformazione patologica dei linfonodi. Il monitoraggio deve essere costante per 21 giorni dall’ultimo contatto, periodo durante il quale è indicato anche di astenersi dalle attività sessuali. È importante mantenere una buona igiene delle mani, coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, con fazzoletti monouso da smaltire correttamente. Evitare di frequentare, sempre per le tre settimane successive all’ultimo contatto ritenuto a rischio, persone immunocompromesse, bambini sotto i 12 anni e donne in gravidanza. Evitare anche il contatto stretto e diretto con animali. Sarà a discrezione delle autorità sanitarie locali la scelta di escludere i bambini in età prescolare da asili nido, scuole materne o altri ambienti di gruppo.

La campagna vaccinale

Nella circolare, firmata dal direttore generale per la prevenzione Gianni Rezza, si specifica anche che «apposite indicazioni sulla strategia di vaccinazione in Italia contro il vaiolo delle scimmie saranno fornite con successiva pubblicazione». Intanto, in attesa di tali direttive ministeriali e che il comitato per i medicinali per uso umano dell’Ema concluda l’esame per estendere l’uso del vaccino contro il vaiolo Imvanex anche al vaiolo delle scimmie, l’Istituto per le malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma ha annunciato di essere pronto a partire con la vaccinazione. Come spiegato dalla Regione Lazio il vaccino sarà suddiviso in due dosi, da somministrare con un intervallo di 2-3 mesi l’una dall’altra.

L’ultimo bollettino

In Italia, chi si ammala di vaiolo delle scimmie ha un’età media di 37 anni, anche se il range di chi è stato colpito dall’infezione è piuttosto esteso, va dai 20 ai 71 anni. Secondo l’ultimo bollettino pubblicato dal Ministero della Salute tra i 505 casi accertati in Italia ci sarebbero solo 4 donne e 149 delle persone infettate avrebbero contratto il virus durante un viaggio all’estero.

La situazione regione per regione

È Lombardia, con 232 pazienti affetti da vaiolo delle scimmie, la regione con il più alto numero di casi confermati, seguita dal Lazio con 104 casi, Emilia Romagna con 57, Veneto 33, Piemonte 18 e Toscana 17. Dopo la prima infezione rilevata in Sardegna, scendono a 5 le regioni che non hanno ancora segnalato nessun caso di Monkeypox, ovvero la Basilicata, la Calabria, il Molise, l’Umbria e la Valle d’Aosta. Tutte le altre, comprese le province autonome di Bolzano e di Trento, contano meno di 10 casi.

In Europa e nel mondo

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, attraverso il sistema Tessy che monitora 32 paesi, nel suo ultimo bilancio datato 26 luglio, ha segnalato 12.761 casi.

Intanto negli Usa la situazione continua a destare particolare preoccupazione, tanto che il presidente americano Joe Biden ha nominato il direttore della Fema, la Protezione civile Usa, Robert Fenton, come coordinatore nazionale delle attività da mettere in campo per arginare l’epidemia: negli Usa si contano 1.345 casi, ma solo a New York, secondo il sindaco Eric Adams, sarebbero 150 mila le persone a rischio contagio.
Anche in Francia gli esponenti politici dell’opposizione, rappresentanti associativi e cittadini chiedono la creazione di una commissione d’inchiesta del Senato di Parigi sull’azione del governo nella lotta contro il vaiolo delle scimmie, al momento ritenuta “insufficiente”.

 

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