Mondo 13 Novembre 2020 10:57

Una molecola potrebbe inibire l’ingresso del Covid nel corpo umano: la scoperta di una 14enne texana

Anika Chebrolu ha vinto il primo premio della 3M Young Scientist Challenge 2020 e si racconta a Sanità Informazione: «Ho intenzione di utilizzare parte del denaro del concorso per promuovere la mia ricerca e per finanziare il mio progetto no-profit AcademyAid, dedicato ai bambini svantaggiati»

di Isabella Faggiano
Una molecola potrebbe inibire l’ingresso del Covid nel corpo umano: la scoperta di una 14enne texana

Sogna di lavorare come ricercatore medico e a soli 14 anni ne ha già provato l’emozione. Anika Chebrolu, un’adolescente di Frisco, nel Texas, ha scoperto una molecola che può legarsi selettivamente alla proteina spike della SARS-CoV-2. «Questo legame – racconta la giovane a Sanità Informazione – potrebbe potenzialmente bloccare l’ingresso del virus nella cellula, creando un bersaglio farmacologico valido». Nella sua ricerca, Anika ha esaminato milioni di piccole molecole per verificare le proprietà di somiglianza con i farmaci, le proprietà ADMET e le affinità di legame con la proteina spike utilizzando numerosi strumenti software. L’unica molecola con la migliore attività farmacologica e biologica verso la proteina spike del virus SARS-CoV-2 è stata scelta come molecola principale che può essere un potenziale farmaco per il trattamento efficace di Covid-19.

Una scoperta straordinaria che le ha fatto meritare il primo premio – 25 mila dollari e un viaggio con una destinazione speciale – della 3M Young Scientist Challenge 2020, il principale concorso di scienze per le scuole medie negli Stati Uniti. «Ho intenzione di utilizzare parte del premio in denaro del concorso per promuovere la mia ricerca e per finanziare il mio progetto no-profit AcademyAid, che fornisce il materiale e le attrezzature di cui hanno bisogno i bambini svantaggiati per aiutarli a perseguire le carriere e le opportunità che desiderano – dice Anika -. Voglio che la mia ricerca sia di pubblico dominio e accessibile a tutti, in modo che chiunque possa trarre beneficio dal mio studio e contribuire agli sforzi di ognuno per combattere questo virus».

Anika coltiva la sua passione per la scienza fin da bambina: «Mio nonno era un professore di chimica e trascorreva il suo tempo con me insegnandomi la tavola periodica e mostrandomi divertenti esperimenti – spiega la quattordicenne -. Qualche anno fa, poi, dopo aver fatto delle ricerche sulla pandemia di influenza spagnola del 1918 per un progetto scolastico, sono rimasta affascinata dai virus e dalla scoperta dei farmaci. Nonostante la nostra costante battaglia contro il virus dell’influenza, le vaccinazioni e i farmaci antinfluenzali in commercio, l’anno scorso ci sono stati ancora oltre 60 mila morti solo negli Stati Uniti. Volevo trovare un modo per cambiare questa situazione e ho iniziato la mia ricerca sulla scoperta dei farmaci, venendo così a conoscenza della metodologia in-silico (simulazione matematica al computer, ndr). Mi ha stupito il modo in cui abbiamo potuto usare metodi computazionali per identificare e sviluppare potenziali molecole simili ai farmaci per combattere molte malattie».

«L’anno scorso ho provato a utilizzare il metodo in-silico per identificare un composto guida che potesse legarsi alla proteina emoagglutinina del virus dell’influenza. Dopo aver fatto ricerche su pandemie, virus e scoperte di farmaci, è stato pazzesco pensare che stessi davvero vivendo una situazione del genere. A causa dell’immensa gravità della pandemia di Covid-19 e del drammatico impatto che ha avuto sul mondo in meno di un anno, io, con l’aiuto del mio mentore, il dottor Mahfuza Ali di 3M, come parte della 3M Young Scientist Challenge – spiega la quattordicenne – ho cambiato la direzione del mio progetto iniziale per puntare alla proteina spike del virus SARS-CoV-2».

Oltre alla scienza, Anika ama la danza, la musica e l’arte. «Pratico una danza classica indiana chiamata “Bharatanatyam” da quando avevo sei anni – racconta -. Mi piace disegnare e creare opere d’arte. Suono la chitarra anche se non sono molto brava – ammette -. Ma continuo a farlo perché mi piace». Anika trascorre le sue giornate come la maggior parte dei ragazzi della sua età: frequenta il primo anno di liceo, con le lezioni in modalità virtuale a causa della pandemia, e dedica il tempo libero alle sue passioni, ai suoi genitori, a suo fratello e sua sorella. Eppure, dietro questa apparente normalità, si nasconde un indiscutibile talento che Anika crede possa racchiudersi in un’unica qualità: «Per natura sono curiosa – confessa la giovane -, cerco di mettere in discussione tutto e di esplorare oltre i confini dell’immaginazione, sia che si tratti di STEM, sia che si tratti della vita di tutti i giorni. La curiosità richiede coraggio e ci permette di fare domande e cercare risposte, in ogni cosa della vita».

 

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