Lavoro 17 Novembre 2020 16:12

Stanchi nel corpo, avviliti nello spirito. Lo stato d’animo dei professionisti sanitari coinvolti nell’emergenza

La situazione in Italia resta grave e la pressione sugli ospedali non si alleggerisce. Medici e infermieri lavorano senza sosta, al limite delle forze. Ma devono difendersi anche dal fuoco amico

Stanchi nel corpo, avviliti nello spirito. Lo stato d’animo dei professionisti sanitari coinvolti nell’emergenza

Da eroi a vittime. È amaro il sorriso di chi lotta tutti i giorni per salvare vite umane nei reparti Covid degli ospedali italiani. Medici, professionisti sanitari e operatori sociosanitari sono allo stremo delle forze, sfiniti fisicamente: non hanno avuto il tempo di metabolizzare e smaltire la stanchezza accumulata nella prima ondata che la seconda si è abbattuta prepotentemente su di loro.

La fase della pandemia che stiamo vivendo si sta rivelando sempre più faticosa e impegnativa per il personale sanitario. Carenza di personale specializzato, errori di programmazione, turni massacranti, blocco delle assunzioni e mancanza di organizzazione li hanno assai demoralizzati, ma la vera mortificazione è doversi difendere anche dal fuoco amico, dagli attacchi e dalla mancanza di riconoscenza dei cittadini. Quel sentimento di vicinanza che univa i professionisti sanitari alla popolazione, così vivo a marzo, sembra essersi affievolito per lasciar spazio a manifestazioni di aggressività, ignoranza e ingratitudine. Anziché ricevere solidarietà, arrivano offese, provocazioni e perfino aggressioni fisiche. “Stanchi di cosa?” e “Lo hai scelto tu, è il tuo lavoro, fai solo il tuo dovere e sei pagato per farlo” sono gli insulti che più spesso si leggono sui social.

Pagano gli appelli al rispetto delle regole oppure la mancanza delle dosi vaccinali. La casa della salute di Rubiera di Reggio-Emilia ha segnalato che alcuni utenti «si rivolgono in modo sgarbato e con linguaggio offensivo al personale. Questo è del tutto inaccettabile – sostiene il sindaco Emanuele Cavallaro – il personale medico non ha il potere di creare il vaccino dal nulla».

Considerati il capro espiatorio delle debolezze del sistema – posti letto che mancano, file al pronto soccorso, inefficienze territoriali  – ci si dimentica che sono loro a lottare al fronte contro il virus, ad assistere al meglio i malati negli ospedali, oggi come a marzo, a fare il conto di colleghi, familiari e amici contagiati o, peggio, deceduti. I malati aumentano, così come medici e infermieri contagiati.

Martina Benedetti, l’infermiera che divenne il simbolo del sacrificio dei sanitari grazie alla foto pubblicata sui social in cui mostrava i segni lasciati sul viso dai dispositivi di protezione, è molto rammaricata: «Nella prima fase venivamo celebrati come eroi, con i canti e gli applausi dai balconi, adesso abbiamo visto vari fenomeni aberranti, come i negazionisti o i no mask. Varie categorie di persone se la sono presa con noi» evidenzia nel format “I Lunatici” su Rai Radio2. «Da eroi – sottolinea Martina – siamo diventati assassini, oppure ‘assicurati’, quelli con lo stipendio statale, che devono stare zitti. Io e i miei colleghi siamo basiti, dopo tutto l’impegno che abbiamo messo a marzo e aprile e stiamo mettendo ora. Ti fa male» ammette.

Anche la dottoressa Alessandra D’Angelo, medico palermitano che lavora all’ospedale Covid di Partinico, si esprime con amarezza all’Adnkronos: «Per alcuni siamo diventati degli ‘speculatori’, se non degli ‘untori’. Tutto questo è molto triste. E fa male». Ma è il menefreghismo e la mancanza di responsabilità a preoccuparla: «Dobbiamo affrontare a mani nude, inermi, questa valanga, questo tsunami – spiega -. Ecco perché fa male sentire tante cose orribili sui social, con gente che ci attacca. Noi facciamo solo il nostro mestiere -conclude -. Non c’è bisogno di esibirci, siamo lì per questo». Non pretendono di essere chiamati eroi, ma il rispetto, quello sì.

 

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Medici di famiglia sull’orlo di una crisi di nervi… Stressati 9 su 10. Pesano Covid, burocrazia e Whatsapp
Il malessere dei medici di famiglia, tra carenza di colleghi, difficoltà a trovare sostituti e una burocrazia sempre più elevata, «è palpabile» e arriva a sfiorare il 90% di professionisti. Lo dicono i sindacati, gli esperti di sanità, gli analisti del settore. E lo dicono i pensionamenti anticipati che crescono
di V.A.
Aviaria: il Brasile dichiara emergenza sanitaria animale
Sei mesi dopo aver riscontrato diversi casi di influenza aviaria negli uccelli selvatici, il Brasile ha dichiarato lo stati di emergenza sanitaria. Sette casi sono stati segnalati nello stato di Espirito Santo, con un altro scoperto nello stato di Rio de Janeiro. La dichiarazione di emergenza rende più facile per il governo adottare misure per fermare la diffusione del virus altamente infettivo H5N1
Medici e cittadini contro la deriva del Ssn: manifestazioni il 15 giugno nelle piazze e sciopero in vista
Fermare la deriva verso cui sta andando il nostro Servizio sanitario nazionale, con liste di attesa lunghissime per accedere alle prestazioni, personale medico e infermieristico allo stremo, contratti non rinnovati e risorse insufficienti per far fronte all’invecchiamento progressivo della nostra popolazione e dunque della crescente richiesta di cure per malattie croniche. E’ l’appello che arriva […]
Giornata vittime Covid, Fnopi: «D’accordo con Schillaci, ora la priorità è investire sul capitale umano»
Tra gli infermieri 90 decessi e oltre 390mila contagi, per chi ha accompagnato fino alla fine  le persone colpite più duramente dal virus
Covid, alcune persone potrebbero aver perso l’olfatto per sempre? L’ipotesi allarmante in uno studio
La perdita dell'olfatto a causa di Covid-19 potrebbe durare a lungo o addirittura per sempre. Uno studio rivela che una persona su 20 non l'ha recuperato dopo 18 mesi
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Politica

Approvato in Consiglio dei Ministri il “decreto anziani”. Normata anche la figura del Caregiver

Approvato in via preliminare il Decreto Legislativo sulle politiche in favore delle persone anziane in attuazione della Legge Delega n. 53 del 23 marzo 2023. Stanziamenti per 500 milioni di euro nel b...
di CdRR
Advocacy e Associazioni

Anziani, il ‘Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza’ al Premier: “Riformare i servizi domiciliari e riqualificare le strutture residenziali”

Le 60 organizzazioni che hanno sottoscritto il 'Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza' in una lettera aperta al Premier Meloni: “Lo schema di decreto legislativo recante disposizi...
Advocacy e Associazioni

Cancro delle ovaie: e se fosse possibile diagnosticarlo con un test delle urine? Nuove speranze per la diagnosi precoce

Cafasso (ALTo): “La sopravvivenza a cinque anni delle pazienti che scoprono la malattia ad un primo stadio si aggira intorno al 85-90%, percentuale che si riduce drasticamente al 17% nel quarto ...