Voci della Sanità 9 Novembre 2020

Carenza personale, Cisl Medici Lazio alla Regione: «Aprire urgente tavolo di confronto»

Il sindacato invia lettera all’assessore alla sanità della regione Lazio

«Diverse direzioni generali delle Asl e delle Aziende ospedaliere – spiega la Cisl Medici Lazio – stanno adottando provvedimenti di riorganizzazione che stabiliscono di assegnare dirigenti medici, non in possesso di specifiche specializzazioni, in turni di guardia in reparti dove sono ricoverati pazienti Covid-19. Questa scelta può determinare una serie di problemi».

«In primo luogo – si legge in una nota – i reparti non Covid rischiano di essere privati del proprio personale medico con possibili ripercussioni negative sulle attività cliniche ordinarie e sulla qualità della assistenza erogata».

«I medici assegnati in maniera impropria ai reparti Covid – continua – oltre a rischi personali di in termini di sicurezza, potrebbero non essere adeguati a garantire l’appropriatezza delle cure proprio a motivo della assenza di specifiche specializzazioni. Da questo potrebbero derivare anche contestazioni di presunta malasanità e problematiche medico legali. Per tali motivi la Cisl Medici Lazio ha inviato una dettagliata nota alla Regione Lazio».

Ecco la nota all’assessore alla sanità della regione Lazio da parte della Cisl Medici:

Oggetto: Richiesta di urgente tavolo di confronto in relazione alla segnalazione di criticità segnalate

L’organizzazione sindacale CISL MEDICI LAZIO, in persona del suo segretario generale del Lazio Dott. Luciano Cifaldi

PREMESSO CHE
E’ intenzione della Cisl Medici Lazio collaborare al miglioramento dei processi assistenziali presso le Asl e le Aziende Ospedaliere del Lazio anche evidenziando alla attenzione di codesto Assessorato potenziali criticità segnalate portate alla attenzione di questa sigla sindacale.

Questa sigla sindacale intende vigilare sul comportamento tenuto dalle Amministrazioni delle ASL e delle Aziende Ospedaliere nella prevenzione dall’esposizione al virus SARS-COV-2, da parte dei vertici aziendali, ad ogni livello organizzativo, comportamento che, in questa fase emergenziale, deve essere improntato alla tutela della salute del personale di cui in oggetto, iscritto o meno a questa sigla, e dell’utenza evitando possibili infezioni ed eventuali conseguenti complicazioni d’organo.

CONSIDERATO CHE

1) Alla Cisl Medici Lazio è stato segnalato che le Asl e le Aziende Ospedaliere tanno facendo uso di disposizioni di servizio per destinare all’assistenza dei pazienti nei “reparti Covid” medici non muniti della necessaria formazione e/o delle specializzazioni necessarie.

2) Per quanto riguarda la formazione degli operatori che qualche Asl sta predisponendo solo in queste ore una formazione obbligatoria del personale medico appartenente a dipartimenti e unità operative diverse, obbligatoria in quanto le note che arrivano ai dirigenti assumono il carattere di disposizioni di servizio.

3) Che questo comportamento sembra poter precedere un nuovo ricorso all’impiego temporaneo di medici in attività non correlate alla disciplina di inquadramento.

La Cisl Medici Lazio rappresenta alle SS.LL. che a tale riguardo esiste una consolidata giurisprudenza che ha dichiarato illegittimo l’impiego di medici inquadrati in branche specialistiche tra loro non equipollenti.

Il criterio di omogeneità in alcuni casi appare completamente disatteso, ponendosi in palese conflitto con il principio di appropriatezza delle cure sanitarie ma viene solitamente giustificato dallo stato di emergenza e dalla formula “come supporto ai reparti Covid” senza una esatta definizione di cosa si intenda per “supporto” e senza fare chiarezza sugli ambiti di responsabilità che ne derivano. Ne è esempio la nota protocollo U.0910383 del 23.10.2020 della Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria, Area  Rete Ospedaliera e Specialistica, avente ad oggetto “gestione del sovraffollamento in PS/DEA” dove viene chiesto alle Direzioni delle Asl e delle Aziende Ospedaliere il supporto alle attività presso i PS/DEA, le aree di valutazione, ed i reparti COVID-19 “attraverso il coinvolgimento del personale degli altri reparti dell’Ospedale”.

Secondo la Cisl Medici Lazio la scelta di destinare medici a “reparti Covid” con specifico ordine di servizio potrebbe determinare a carico dei medici l’attribuzione di responsabilità professionale che saranno ribaltate su quanti hanno costretto i professionisti a svolgere una determinata attività sulla base di un’indicazione della struttura sanitaria senza possedere le specializzazioni adeguate al tipo di assistenza richiesto.

Peraltro va considerato che il rifiuto alla chiamata potrebbe determinare il serio rischio di essere sottoposti a procedimenti disciplinari comportanti anche gravi sanzioni. E’ chiaro che tali provvedimenti saranno impugnati presso le autorità giudiziarie competenti in special modo se dovessero essere avviati procedimenti disciplinari a carico del medico.

La Cisl Medici Lazio ha già informato i propri iscritti che affinché il medico possa essere tutelato è necessario che vi sia sempre un ordine di servizio scritto e motivato in maniera da potere escludere o limitare eventuali responsabilità, in special modo nel caso in cui occorra dimostrare, a fronte di eventuali  chiamate in giudizio da parte di pazienti che abbiano subito danni, che gli stessi danni sono derivati da carenze organizzative della direzioni strategiche delle Asl e delle Aziende, anche in relazione a carenze nella formazione, nei percorsi, nella fornitura di dispositivi individuali di protezione e di strumentazioni adeguate.

La Cisl Medici Lazio ha già suggerito ai propri iscritti di informare con nota ufficiale e tracciabile le figure preposte dalle Asl e dalle Aziende Ospedaliere di appartenenza in ordine ad eventuali carenze di sicurezza o violazioni di protocolli riscontrati presso le strutture alle quali si venga assegnati in ragione dell’emergenza sanitaria. Anche se inascoltata la comunicazione sarà utile per dimostrare l’inerzia amministrativa delle direzioni strategiche oltre che possibile testimonianza, a futura memoria, del comportamento propositivo assunto dal dirigente medico che non avrà accettato in maniera acquiescente di tollerare lo stato di cose riscontrato a scapito dei pazienti.

La Cisl Medici ha suggerito inoltre di verificare presso l’Azienda di riferimento che esistano coperture assicurative adeguate a tutelare il personale per eventuali sinistri dovuti a deficit di organizzazione.

In relazione a quanto sopra la scrivente Cisl Medici Lazio chiede di aprire un urgente tavolo di confronto anche in merito alle problematiche evidenziate».

Luciano Cifaldi, segretario generale Cisl Medici Lazio

 

 

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