Lavoro 18 Novembre 2020

Medicina generale in agitazione, i sindacati: «Siamo passati da eroi a imputati»

MMG e PLS non ci stanno: «Ormai siamo noi a chiudere le quarantene. Questa mobilitazione è qui per crescere, chiediamo assunzioni e interventi strutturali»

di Tommaso Caldarelli
Medicina generale in agitazione, i sindacati: «Siamo passati da eroi a imputati»

Stato di agitazione dei medici di medicina generale italiani: una affollata e corale conferenza stampa su piattaforma digitale ha lanciato mobilitazione dei clinici di territorio che oggi lamentano un a loro dire inaccettabile abbandono da parte del governo e delle istituzioni. «Le organizzazioni sindacali Federazione CIPe SISPe SINSPe, Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN, La.Pe.L, SIMET, SMI, SNAMI, denunciano le condizioni di malessere della categoria medica», si legge nel comunicato di lancio della rivendicazioni: «Siamo davanti ad una tragedia che sta investendo i cittadini e il mondo delle professioni mediche. Sono duecento i colleghi morti sul lavoro dall’inizio della pandemia. In questa seconda fase della pandemia stiamo assistendo non solo al collasso degli ospedali e dei pronto soccorso, ma anche al collasso del territorio».

LA CONFERENZA STAMPA

Un folto gruppo di delegati e rappresentanti dei MMG e dei PLS si è riunito per l’appuntamento proiettato sulla pagina del Sindacato Medici Italiani. Pina Onotri, segretaria generale dello S.M.I., ha detto: «Noi vogliamo essere aiutati per poter aiutare al meglio i nostri pazienti, noi chiediamo conto del perché non siano state attuate le misure di prevenzione su tutto quanto il territorio nazionale e del perché gli uffici di igiene sanità pubblica sono carenti di organico. Vedete, noi ci stiamo facendo carico delle loro funzioni, stabilendo quarantene e fine delle quarantene. Ma stabilire una quarantena significa emettere un provvedimento di restrizione della libertà personale che solo un pubblico ufficiale può fare, noi lo stiamo facendo per evitare che il virus circoli, lo stiamo facendo per evitare che i nostri pazienti rimangano prigionieri dentro casa perché è sempre più comune avere notizie di persone che non sanno quando possano uscire. Però vorremmo anche un intervento parlamentare che ci abilitasse e non solo le delibere dei presidenti regionali. Chiediamo la stabilizzazione dei medici precari, dei medici dei servizi, dei medici del 118, del personale della continuità assistenziale che pure in precarietà stanno egregiamente fronteggiando la pandemia», ha continuato la dirigente sindacale. «Diventare da eroi a imputati è stato un attimo. Noi non siamo eroi, siamo semplicemente medici che stanno facendo il proprio dovere ma non vogliamo essere neanche imputati perché è troppo facile scaricare sull’ultimo anello della catena tutte quelle che sono le inefficienze dello Stato e le inefficienze amministrative. Per questo – ha concluso –, chiediamo degli investimenti strutturali ed una riorganizzazione complessiva di tutta quanta l’area medica».

LE TESTIMONIANZE

Per la FP CGIL ha preso la parola Giorgio Barbieri, responsabile per il sindacato di Corso Italia dei MMG: «Quando c’è una pandemia si devono adottare semplici ed efficaci misure di sicurezza; però questo in uno studio di medicina generale spesso non è possibile. Non è possibile separare dei percorsi riservati e a questo punto, nel momento in cui un paziente con sospetto Covid si trova nello studio, tutto l’ambiente diventa un ambiente contaminato». «Chiediamo il superamento delle scuole di formazione di medicina generale a favore di un corso di laurea che abbia la stessa dignità delle altre specializzazioni», ha aggiunto. Mauro Mazzoni, Segretario Nazionale SIMET, ha continuato: «Nella Conferenza Stato Regioni è emersa la totale mancanza di volontà di investire sulla sanità pubblica territoriale. Si continua con la mancata assunzione di medici e infermieri e torneremo a ripeterlo nella prossima conference call con il ministro». Ha poi parlato Angelo Testa, Presidente Nazionale SNAMI: «Questa mobilitazione è qui per crescere, noi non possiamo scioperare e non vogliamo nemmeno scioperare ma vogliamo alzare l’attenzione su fandonie che vengono dette riguardo il nostro lavoro. Noi non siamo tutelati, non abbiamo DPI, non abbiamo nemmeno l’INAIL. Si dice in giro che il paziente va in pronto soccorso perché i MMG non l’hanno visitato, questo non è vero, i pazienti vanno al PS perché sono spaventati e su questo c’è un ruolo anche dei media che gli dicono che andranno in ventilazione polmonare. Io ho visitato 40 pazienti Covid, uno l’ho mandato in ospedale e gli altri 39 li seguo personalmente, come tutti del resto».

LA PIATTAFORMA

Le organizzazioni in mobilitazione hanno diffuso una piattaforma rivendicativa composta da sette contestazioni, fra cui la «manifesta volontà della Conferenza Stato Regioni, attraverso l’atto di indirizzo, nel non investire nella sanità territoriale in tutti i suoi settori, la mancata, insufficiente e/o limitata attivazione uniforme delle Usca, il mancato rinforzo degli organici dei Dipartimenti di assistenza territoriale e dei SISP in particolare, la sempre più frequente, ingiusta e immotivata denigrazione, sostenuta da organi istituzionali, da parte dei mass media nei confronti dei medici, il mancato riconoscimento dell’attività svolta dai Medici di Medicina Generale e PLS nella gestione dei pazienti acuti e cronici non affetti da covid-19; ancora l’obbligatorietà dell’esecuzione dei tamponi da parte dei Medici di Medicina Generale e PLS negli studi medici per mancata sicurezza nei confronti dei cittadini e dei medici stessi e infine la chiara volontà, manifestata in commissione parlamentare nel bocciare l’emendamento alla legge 502/92, colpendo la medicina territoriale e di fatto impedendo l’assunzione dei medici convenzionati nell’area della medicina dei servizi, nell’ambito delle attività distrettuali». Le richieste comprendono «l’assunzione di medici ed infermieri secondo il fabbisogno, la stabilizzazione di tutti i medici precari della continuità assistenziale, dell’emergenza urgenza territoriale e della medicina dei servizi, l’estensione della tutela INAIL ai medici di medicina generale e PLS, le garanzie di salute e sicurezza di operatori sanitari e cittadini con particolare riferimento ai luoghi ed ai processi assistenziali. l’emissione di linee guida nazionali che rendano omogenea l’attività dei Medici di Medicina Generale e PLS su tutto il territorio e da ultimo contrattualizzazione dei carichi aggiunti di lavoro della medicina territoriale, soprattutto in questa emergenza».

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