Speciale del 03 maggio 2018

Come umanizzare la cura

Una corretta comunicazione medico-paziente, un’attenzione maggiore al paziente con il primary nursing e luoghi di cura più accoglienti. Le buone pratiche della sanità raccontano le nuove frontiere dell’umanizzazione delle cure

Umanizzazione cure, Dante Palli (senologo): «Ambienti ospedalieri vivibili riducono lo stress e migliorano approccio a malattia»

Il primario di chirurgia senologica dell’ospedale di Piacenza spiega: «La diagnosi va comunicata in un luogo idoneo e con i tempi giusti. Informare le pazienti in modo frettoloso, magari in corridoio, o tra un esame e l’altro, è inaccettabile»

‘Primary Nursing’, a Biella l’infermiere di ‘riferimento’ è realtà. E i pazienti approvano…

«La figura si assume la responsabilità del percorso del paziente per tutto il tempo della degenza e poi gli organizza la dimissione», spiega la dirigente Antonella Croso. Al nosocomio piemontese il terzo posto del Premio Alesini per le buone pratiche in sanità

Ansia e depressione dopo diagnosi di tumore, la psiconcologa Pugliese (IFO): «Possono influire negativamente su decorso malattia»

«Nel 35% dei casi la situazione raggiunge livelli preoccupanti», spiega la dottoressa Patrizia Pugliese, che mette in guardia sui possibili rischi per i pazienti oncologici che non seguono una terapia psicologica adeguata

di Isabella Faggiano
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