Salute 19 Luglio 2018

Vacanze esotiche e rischi per la salute: malaria e diarrea infettiva le patologie più diffuse, ecco rischi e precauzioni

Roberto Cauda (Gemelli): «Il vaccino rappresenta l’unico modo per poter contrastare delle malattie per le quali non esiste un’efficace terapia. Ma non sempre è necessario: prima di partire consultare i centri di medicina del viaggiatore»

di Isabella Faggiano

«Quando ci si mette in viaggio, specialmente verso le zone esotiche del mondo, è sempre bene prepararsi in anticipo e non fare nulla all’ultimo minuto. È vero che molto spesso si ricorre al last minute per risparmiare del denaro, ma per preservare la nostra salute il programma di viaggio ha bisogno di qualche settimana in più per essere definito nei dettagli». Sono le parole di Roberto Cauda, Direttore dell’Area Microbiologia e Malattie infettive del Policlinico Gemelli di Roma.

E se “il risparmio – soprattutto quando si tratta di salute – non è mai guadagno”, allora, molto prima di preparare le valige, sarà meglio conoscere le caratteristiche del Paese ospitante per capire se c’è il rischio di contrarre particolari malattie ed eventualmente vaccinarsi.

LEGGI LO SPECIALE DI SANITÀ INFORMAZIONE SU VIAGGI E SALUTE

Cominciamo dalle destinazioni. «Qualunque meta – ha sottolineato Cauda – può essere sicura o a rischio. Esistono dei siti web, alcuni italiani, altri stranieri, che Paese per Paese indicano quelli che sono i probabili rischi. Ma passare da un potenziale rischio al fatto che andando in vacanza si contragga quella malattia è cosa ben diversa. L’esistenza di una particolare patologia, in un’area del mondo, magari molto distante dalla nostra, non deve assolutamente scoraggiare chi si vuole mettere in viaggio. L’importante è farlo con la testa e muoversi per tempo, appunto».

Paese che vai, patologia che trovi. Ma fare un elenco di tutte quelle esistenti, come ha sottolineato Cauda «non è possibile. Piuttosto – ha continuato – possiamo ricordare le malattie che più frequentemente incontriamo in questi luoghi. Prima fra tutte la malaria, che in alcune aree del mondo è una vera emergenza. Poi, le diarree infettive e tutte quelle patologie legate alla trasmissione per via oro-fecale. A queste principali emergenze si affiancano, poi, situazioni più particolari che possono richiedere la somministrazione di un vaccino, prima di mettersi in viaggio».

Il vaccino è molto di più di una semplice prevenzione: «La vaccinazione è importantissima perché, in generale – ha aggiunto Cauda – rappresenta l’unico modo per poter contrastare delle malattie per le quali non esiste un’efficace terapia. Ciò premesso, però, è necessario rivolgersi ai centri o agli ambulatori di malattie infettive o di medicina del viaggiatore che, a seconda della destinazione scelta, possono consigliare alla persona di fare una vaccinazione piuttosto che un’altra».

Facciamo un esempio. «Esiste la cosiddetta cintura della meningite che va dal nord Africa – ha specificato il Professore – fino all’Africa subsahariana. Quindi chi si reca in quell’area, o più in generale chi va in Africa, è bene che faccia la vaccinazione quadrivalente meningococcica contro la meningite».

Informarsi, programmare ed eventualmente vaccinarsi. Accorgimenti necessari che mettono il viaggiatore al sicuro. Ma cosa accade quando a partire per queste mete da sogno sono i più piccoli? «Rispondo da esperto di malattie infettive e non da pediatra – ha sottolineato Cauda -. Con i bambini ci vuole un’accortezza ancora maggiore e, soprattutto, è necessario interpellare il proprio pediatra di fiducia. Sarà lui a valutare la situazione specifica del bimbo. Ci sono dei disturbi che noi consideriamo facili da trattare ma che altrove non saprebbero affrontare. In altre parole, il vero problema può essere rappresentato da una difficoltà di accesso alle cure, piuttosto che dalla gravità di una determinata patologia. Questo significa – ha concluso il Professore – che non precluderei il viaggio solo sulla base dell’età».

LEGGI ANCHE: INFEZIONI OSPEDALIERE, KLEBSIELLA KILLER ALLE CANARIE. ANDREONI (SIMIT): «A RISCHIO ANCHE CASE DI CURA. INFETTIVOLOGI POCO COINVOLTI»

 

SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK <— CLICCA QUI

 

Articoli correlati
Coronavirus e influenza, la sfida della diagnosi differenziale fra urgenze e necessità di precisione
Cauda (Gemelli): «Secondo uno studio il 25% dei francesi non ha alcuna intenzione di sottoporsi alla vaccinazione contro il coronavirus. Servirà uno sforzo importante da parte di infettivologi e medici di famiglia»
di Tommaso Caldarelli
Covid-19, Magrini (Aifa): «Primi dati sui vaccini all’inizio del prossimo anno»
Il direttore Generale dell’Agenzia italiana del Farmaco ha fatto il punto su farmaci e vaccini in corso di valutazione e sugli attuali standard terapeutici per il COVID-19
La Fimp replica a D’Amato: «Nel Lazio i Pediatri sono 757 e non 1100»
«Le critiche rivolte al nostro operato ci amareggiano, ma non ci abbattono perché il nostro ruolo e il nostro compito principale rimane quello di tutelare la salute dei bambini e di sostenere le famiglie» così il Segretario della F.I.M.P Teresa Rongai
Vaccini antinfluenzali, Federfarma Roma: «Già esaurite le prime 20mila dosi»
Già disponibili altre 20mila dosi per la popolazione tra i 18 e i 59 anni. Cicconetti: «Ulteriore prova dell’importanza delle farmacie nel sistema salute regionale e italiano. Entrare nella rete di sorveglianza sanitaria ci permetterà di seguire i soggetti eventualmente positivi fino alla somministrazione del tampone»
Vaccini in farmacia. Magi (Omceo Roma): «Pronti a collaborare purché si cambi la norma. Altrimenti siamo tutti fuorilegge»
La posizione del presidente dell’ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, in merito al tavolo tecnico che si è svolto ieri in regione Lazio. «La legge purtroppo impedisce la presenza del medico in farmacia. La vaccinazione è e resta un atto medico»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 30 ottobre, sono 45.041.948 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 1.181.321 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 30 ottobre: Ad oggi in I...
Salute

Covid-19, chi sono e cosa devono fare i contatti stretti di un positivo? Il vademecum del Ministero della Salute

In quali casi si può parlare di "contatto stretto"? Il Ministero della Salute spiega tutte le possibili situazioni in cui ci si può trovare
Salute

Covid-19, il virologo Palù: «Vi spiego perché non sempre gli asintomatici sono da considerare malati»

Il virologo veneto, già Presidente della Società Europea di Virologia, spiega dove si può intervenire per contenere i contagi: «Stop alla movida, contingentare gli ingressi nei supermercati e ridu...