Salute 18 Luglio 2018 10:00

Infezioni ospedaliere, Klebsiella killer alle Canarie. Andreoni (SIMIT): «A rischio anche case di cura. Infettivologi poco coinvolti»

Nel 2030 ci saranno 10 milioni di morti per infezioni ospedaliere resistenti agli antibiotici. «L’OMS ha fatto questa previsione da circa due anni, adesso serve strategia mondiale» così Massimo Andreoni, Direttore U.O.C. Malattie infettive a Tor Vergata e Direttore Scientifico della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali

Infezioni ospedaliere, Klebsiella killer alle Canarie. Andreoni (SIMIT): «A rischio anche case di cura. Infettivologi poco coinvolti»

«Batteri resistenti agli antibiotici? Si tratta di un problema ampiamente segnalato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha stimato 10 milioni di morti nel 2030 per questa emergenza. Per questo, almeno per adesso, l’Italia indossa la maglia nera» così Massimo Andreoni, Direttore del reparto Malattie infettive Tor Vergata e Direttore Scientifico della Società Italiana di malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) commenta il caso del super batterio delle Canarie che ha infettato una dozzina di turisti nordeuropei e che minaccia di diffondersi in tutta Europa.

«Si chiama Klebsiella pneumoniae ed è uno dei 12 batteri killer segnalati dall’OMS per l’alta resistenza agli antibiotici – prosegue il Professor Andreoni -. La preoccupazione adesso è che questo germe si possa diffondere, purtroppo sì, questo può accadere».

L’allarme è stato lanciato dal Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) che nella valutazione del rischio ha consigliato agli ospedali dei Paesi europei di considerare con attenzione, al momento del ricovero di un paziente, la cronologia dettagliata di tutti i viaggi fatti nell’ultimo periodo. «Questo genere di batterio – aggiunge il Professore -, è molto temuto perché ha una grande capacità di sviluppare resistenza. Basta pensare che in Italia il 34% di tutte le Klebsielle pneumoniae presenti negli ospedali sono resistenti agli antibiotici».

La Klebsiella colpisce prevalentemente l’apparato gastrointestinale, l’epidermide e il tratto respiratorio superiore e può essere causa di infezioni polmonari, urinarie e delle vie biliari, soprattutto «quando si tratta di pazienti fragili o immunodepressi – prosegue Andreoni -. Questo batterio, come altri in circolazione nelle strutture ospedaliere, ha la capacità di trasmettere resistenza agli antibiotici anche agli altri batteri, questo determina l’espansione massiccia del fenomeno».

LEGGI ANCHE: PROBIOTICI, ECCO LA “VERITÀ”. NON TUTTI SONO UGUALI: SOLO POCHI SOPRAVVIVONO AI SUCCHI GASTRICI

L’Ecdc fa sapere che il batterio è molto diffuso nei Paesi in via di sviluppo e nell’Europa meridionale e orientale «ma non solo negli ospedali – sottolinea il Professore -, anche nelle strutture di lunga degenza e nelle case di cura per gli anziani».

Un allarme sanitario che preoccupa, ma esistono delle soluzioni? «Certamente – risponde il Direttore -. Esistono dei protocolli ben strutturati, per esempio il Policlinico Tor Vergata aderisce a queste misure, ma non serve che un solo ospedale rispetti le indicazioni per il controllo delle infezioni ospedaliere, occorre una strategia globale».

LEGGI ANCHE: PIANO NAZIONALE DI CONTRASTO ALL’ANTIMICROBICO-RESISTENZA

«L’Italia sta cominciando seriamente ad affrontare questa emergenza – conclude -, il Ministero della Salute ha realizzato un programma generale per la lotta alla antibiotico-resistenza che affronta tutte le diverse tematiche legate a questo fenomeno. Certamente per affrontare il problema bisogna muoversi a tutto campo, io ritengo fondamentale che lo specialista delle malattie infettive debba diventare l’elemento centrale per l’appropriatezza dell’uso degli antibiotici, il suo ruolo è fondamentale e serve che sia maggiormente preso in considerazione all’interno del Sistema Sanitario Nazionale.  Infatti, è difficile pensare che oggi un ospedale possa affrontare il problema delle infezioni correlate all’assistenza senza usufruire di uno specialista di Malattie Infettive».

 

SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK <— CLICCA QUI

 

Articoli correlati
Ucraina: attacchi a ospedali e ambulanze, la denuncia dell’Oms
L'Oms ha dichiarato che, negli ultimi giorni, sono aumentati gli attacchi alle strutture sanitarie dell'Ucraina, come ospedali e ambulanze
1,2 milioni di morti per super-batteri. Maga (Cnr): «Sia da monito contro uso improprio di zitromax»
Nel 2019 l'antibiotico-resistenza ha ucciso ben 1,27 milioni di persone, più di quanto abbiano fatto AIDS e malaria. Maga del Cnr: «Fondamentale contrastare uso inappropriato di antibiotici, come lo zitromax contro Covid-19»
Covid-19, Ecdc: «Italia unico Paese classificato a scarsa preoccupazione»
La scorsa settimana era ritenuta a livello moderato ma ora ricoveri e intensive tenderanno a stabilizzarsi. Cosa dice il report
Infermieri specialisti del rischio infettivo, Mongardi (ANIPIO): «In Italia siamo 497, dovremmo essere almeno il doppio»
La figura professionale è nata negli anni ’80. La presidente ANIPIO: «Dopo oltre trent’anni la formazione è ancora inadeguata e non esiste un sistema di sorveglianza nazionale»
Antibiotico resistenza, Andreoni (infettivologo): «Sarà la prima causa di morte nel mondo: 10 milioni di vittime entro il 2050»
Italia bocciata dall’UE, il direttore scientifico della Simit: «Nel nostro Paese c’è un vero e proprio abuso di antibiotici che causa più di 10mila morti ogni anno». Nel PNRR previsto un piano straordinario di “formazione sulle infezioni ospedaliere”
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 24 giugno, sono 542.130.868 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.326.038 i decessi. Ad oggi, oltre 11,63 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&nb...
Covid-19, che fare se...?

Quali sono i sintomi della variante Omicron BA.5 e quanto durano?

La variante Omicron BA.5 tende a colpire le vie aeree superiori, causando sintomi lievi, come naso che cola e febbre. I primi dati indicano che i sintomi durano in media 4 giorni
Covid-19, che fare se...?

Il vaccino può causare il Long Covid?

Uno studio americano ha segnalato una serie di sintomi legati alla vaccinazione anti-Covid. Ma per gli esperti non si tratta di Long Covid, ma solo di normali effetti collaterali