Sanità internazionale 26 settembre 2017

Senza nuovi antibiotici la tubercolosi tornerà. L’allarme dell’OMS

Nei prossimi anni la tubercolosi e altre infezioni comuni quali la polmonite o le infezioni del tratto urinario potrebbero tornare ad essere gravi minacce per la nostra vita. Colpa dell’antimicrobico-resistenza e dell’insufficiente sviluppo e produzione di nuovi antibiotici in grado di combattere classi di patogeni sempre più resistenti. «Questa è un’emergenza sanitaria globale che metterà […]

Nei prossimi anni la tubercolosi e altre infezioni comuni quali la polmonite o le infezioni del tratto urinario potrebbero tornare ad essere gravi minacce per la nostra vita. Colpa dell’antimicrobico-resistenza e dell’insufficiente sviluppo e produzione di nuovi antibiotici in grado di combattere classi di patogeni sempre più resistenti. «Questa è un’emergenza sanitaria globale che metterà a rischio i progressi della medicina moderna», ha dichiarato il Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus. Oltre alla tubercolosi, che ogni anno ancora uccide circa 250mila persone, sono 12 le classi di patogeni più a rischio individuate in un rapporto dell’OMS che necessitano urgentemente di nuovi trattamenti. Tra gli altri, viene evidenziata una grave mancanza di opzioni di trattamento per la tubercolosi multiforme e ad ampio spettro di farmaco e per i patogeni gram-negativi, tra cui Acinetobacter e Enterobacteriaceae (come Klebsiella e E.coli) che possono causare infezioni gravi e spesso mortali e che rappresentano una minaccia in particolare negli ospedali e nelle case di cura. «Non abbiamo una linea di difesa contro questi tipi di infezioni estremamente pericolosi, che possono uccidere un paziente in pochi giorni», ha dichiarato Suzanne Hill, Direttrice del Dipartimento dei Medicinali essenziali dell’OMS.

Dei 51 nuovi antibiotici che sono attualmente in via di sviluppo, solo 8 sono trattamenti innovativi. La maggior parte infatti sono modifiche delle classi esistenti di antibiotici e rappresentano solo delle soluzioni a breve termine. L’appello dell’OMS è quindi chiaro: sono necessari nuovi investimenti per la ricerca e lo sviluppo di antibiotici efficaci contro queste infezioni, altrimenti ci ritroveremo come ai tempi in cui infezioni comuni e semplici interventi mettevano a rischio la vita dei pazienti. L’OMS e la “Drugs for Neglected Diseases Initiative” (DNDi) hanno quindi dato vita ad una partnership globale per la ricerca e lo sviluppo di antibiotici. Lo scorso 4 settembre Germania, Lussemburgo, Olanda, Sud Africa, Svizzera, il Regno Unito e il Wellcome Trust hanno stanziato più di 56 milioni di euro per questa iniziativa, «ma per porre fine alla tubercolosi sono necessari oltre 800 milioni di dollari l’anno», ha chiarito il dottor Mario Raviglione, Direttore del programma globale di tubercolosi dell’OMS.

Tuttavia, sottolinea l’Organizzazione, nemmeno i nuovi trattamenti saranno sufficienti per combattere la minaccia della resistenza antimicrobica se non verranno accompagnati da iniziative per migliorare la prevenzione e il controllo delle infezioni. L’OMS, insieme a governi e partner, ha già iniziato a lavorare su progetti che intendono raggiungere questi obiettivi e a promuovere l’utilizzo corretto degli antibiotici attuali e futuri.

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