Sanità internazionale 26 Settembre 2017 10:48

Senza nuovi antibiotici la tubercolosi tornerà. L’allarme dell’OMS

Nei prossimi anni la tubercolosi e altre infezioni comuni quali la polmonite o le infezioni del tratto urinario potrebbero tornare ad essere gravi minacce per la nostra vita. Colpa dell’antimicrobico-resistenza e dell’insufficiente sviluppo e produzione di nuovi antibiotici in grado di combattere classi di patogeni sempre più resistenti. «Questa è un’emergenza sanitaria globale che metterà a rischio i progressi della medicina moderna», ha dichiarato il Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus. Oltre alla tubercolosi, che ogni anno ancora uccide circa 250mila persone, sono 12 le classi di patogeni più a rischio individuate in un rapporto dell’OMS che necessitano urgentemente di nuovi trattamenti. Tra gli altri, viene evidenziata una grave mancanza di opzioni di trattamento per la tubercolosi multiforme e ad ampio spettro di farmaco e per i patogeni gram-negativi, tra cui Acinetobacter e Enterobacteriaceae (come Klebsiella e E.coli) che possono causare infezioni gravi e spesso mortali e che rappresentano una minaccia in particolare negli ospedali e nelle case di cura. «Non abbiamo una linea di difesa contro questi tipi di infezioni estremamente pericolosi, che possono uccidere un paziente in pochi giorni», ha dichiarato Suzanne Hill, Direttrice del Dipartimento dei Medicinali essenziali dell’OMS.

Dei 51 nuovi antibiotici che sono attualmente in via di sviluppo, solo 8 sono trattamenti innovativi. La maggior parte infatti sono modifiche delle classi esistenti di antibiotici e rappresentano solo delle soluzioni a breve termine. L’appello dell’OMS è quindi chiaro: sono necessari nuovi investimenti per la ricerca e lo sviluppo di antibiotici efficaci contro queste infezioni, altrimenti ci ritroveremo come ai tempi in cui infezioni comuni e semplici interventi mettevano a rischio la vita dei pazienti. L’OMS e la “Drugs for Neglected Diseases Initiative” (DNDi) hanno quindi dato vita ad una partnership globale per la ricerca e lo sviluppo di antibiotici. Lo scorso 4 settembre Germania, Lussemburgo, Olanda, Sud Africa, Svizzera, il Regno Unito e il Wellcome Trust hanno stanziato più di 56 milioni di euro per questa iniziativa, «ma per porre fine alla tubercolosi sono necessari oltre 800 milioni di dollari l’anno», ha chiarito il dottor Mario Raviglione, Direttore del programma globale di tubercolosi dell’OMS.

Tuttavia, sottolinea l’Organizzazione, nemmeno i nuovi trattamenti saranno sufficienti per combattere la minaccia della resistenza antimicrobica se non verranno accompagnati da iniziative per migliorare la prevenzione e il controllo delle infezioni. L’OMS, insieme a governi e partner, ha già iniziato a lavorare su progetti che intendono raggiungere questi obiettivi e a promuovere l’utilizzo corretto degli antibiotici attuali e futuri.

Articoli correlati
Report Osmed 2019, Italia nella fascia peggiore per antibiotico resistenza
Acquisti aumentati a marzo con l'avvento della pandemia. L'uso inappropriato degli antibiotici con virus e influenze è ancora alto, specie al Sud. Il fantasma dell'antibiotico resistenza si fa più reale. Magrini: «Occorrono riduzioni del 50% negli utilizzi»
HappyAgeing: «Contro i virus non servono antibiotici. Puntare su vaccinazioni contro influenza e pneumococco per over 65»
Michele Conversano, presidente CTS HappyAgeing: «Un uso eccessivo ed errato degli antibiotici aumenta il rischio di sviluppare antibioticoresistenza: è un fenomeno che rende più deboli e porta a lunghi ricoveri, da evitare #Oggipiùchemai»
«Che fine hanno fatto le altre malattie?»
di Luciano Cifaldi, oncologo, Segretario generale Cisl Medici Lazio
di Luciano Cifaldi, Segretario generale Cisl Medici Lazio
Antibiotico-resistenza, l’igiene personale e domestica può fare la differenza
Lo studio del Global Hygiene Council: «Migliorando le pratiche igieniche si riducono infezioni e costi per la sanità pubblica. E si combatte la resistenza agli antibiotici»
di Tommaso Caldarelli
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 26 gennaio, sono 99.755.496 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 2.141.228 i decessi. Ad oggi, oltre 68,41 milioni di persone sono state vaccinate nel mondo. Mappa elaborata dalla Johns H...
Voci della Sanità

Covid-19, professori di Yale condividono terapia domiciliare “made in Italy”

«Il nostro Paese ancora oggi non dispone di un adeguato schema terapeutico condiviso con i medici che hanno curato a domicilio e in fase precoce la malattia» spiega l'avvocato Erich Grimaldi, Presid...
Lavoro

Medici di famiglia vaccinatori, Scotti (Fimmg): «Impensabile coinvolgerci a queste condizioni»

Il Segretario Nazionale si scaglia contro la mancanza di programmazione: «Per noi nessun fondo in Finanziaria, ma non esiste vaccinazione di massa senza medicina del territorio»