Salute 11 Novembre 2019 09:42

Tecnologia in sanità, Leonardi (Ministero Salute): «Un sistema che non si innova non può fornire servizi adeguati ai cittadini»

«Investire su invecchiamento, sanità elettronica, medicina di precisione, sviluppo farmaceutico e nutraceutica» ha spiegato Giovanni Leonardi, della Direzione Generale della ricerca e innovazione in sanità per il Ministero della Salute

di Cesare Buquicchio e Viviana Franzellitti
Tecnologia in sanità, Leonardi (Ministero Salute): «Un sistema che non si innova non può fornire servizi adeguati ai cittadini»

C’è un grande bisogno di introdurre innovazione in sanità e integrare soluzioni e interventi strutturali per garantire la sostenibilità del SSN. Ma la digitalizzazione delle cure è un processo che in Italia procede ancora molto lentamente.

Di ruolo dell’innovazione e accesso alle nuove tecnologie come leva di sviluppo dell’attuale SSN si è discusso in occasione dell’ottava edizione dell’Healthcare Summit, organizzato da 24 ORE Business School in collaborazione con Il Sole 24Ore e che si è svolta di recente presso la sede Roma Eventi Fontana di Trevi.

All’evento hanno partecipato rappresentanti del settore sanitario e farmaceutico e delle istituzioni, tra cui Giovanni Leonardi, della Direzione Generale della ricerca e dell’innovazione in sanità del Ministero della Salute, che ha tracciato a Sanità informazione i punti chiave su cui lavorare e misurarsi per un’assistenza al paziente 4.0.

Dottor Leonardi, il tema del Forum è l’innovazione e la sostenibilità. Lei ha sottolineato, nel suo intervento, quanto sia importante anche per il ministero della salute e per il SSN puntare sull’innovazione con queste parole: “Un sistema che non si innova è destinato a non fornire i servizi adeguati ai cittadini”

«Certo per due motivi: il primo perché non sarà più al passo con i tempi e in grado di fornire le nuove tecnologie e mezzi di cura ai pazienti. Il secondo perché comunque non rinnovandosi non riesce a fronteggiare i costi ed essere sostenibile. Per questo, è necessario trovare nuove formule per fornire i servizi ai cittadini in un bilancio tra i costi e l’efficacia dei trattamenti».

Lei ha citato alcuni progetti e cinque aree di intervento su cui il ministero sta lavorando. Quali sono quelle su cui lavorare di più, meglio e in cui si stanno facendo progressi?

«La prima è l’area dell’invecchiamento della popolazione che si porta dietro il tema della cronicità, anche se non sono due temi perfettamente sovrapponibili. Purtroppo, abbiamo anche dei malati cronici che non sono anziani. La cronicità è un tema a sé stante ma che si incrocia con quello dell’invecchiamento. Il secondo tema è quello della sanità elettronica, dell’innovazione tecnologica e dei nuovi dispositivi. Il terzo della medicina di precisione e dei big data e delle analisi genomiche e il quarto è quello dello sviluppo farmaceutico. L’Italia è il primo produttore europeo di farmaci e per noi è un asset strategico fondamentale di sviluppo nel nostro paese. L’ultimo, è il tema della nutraceutica con i nuovi studi sull’alimentazione che hanno grande importanza a livello curativo oltre che per il fabbisogno personale».

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