Salute 29 Maggio 2020

Settimana della tiroide, Toscano (AME): «È legata allo stress e condiziona la fertilità»

Si celebra, quest’anno, dal 25 al 31 maggio. Vincenzo Toscano (Past President dell’Associazione Medici Endocrinologi) «La gestione dello stress è importante per la salute della tiroide. Dobbiamo tornare a sensibilizzare le persone sulle patologie tiroidee»

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Così piccola ma tanto preziosa, motivo per cui va salvaguardata. Sei milioni di italiani soffrono di problemi tiroidei, ma molti ne sono inconsapevoli e non ricevono un trattamento adeguato. Tra le più frequenti, ci sono le forme di iper e ipotiroidismo, il gozzo, i noduli tiroidei e le patologie autoimmuni.

«I sintomi di malattie legate alla tiroide – spiega a Sanità Informazione il professor Vincenzo Toscano, Past President dell’Associazione Medici Endocrinologi (AME) sono sovrapponibili a quelli di altre patologie: aumento o perdita di peso, stanchezza, affaticamento, debolezza, ma anche sbalzi d’umore, alterazioni del ciclo mestruale e difficoltà nel concepimento di un bambino. Questo confonde e rende più difficile la diagnosi di una specifica patologia tiroidea».

Qual è il primo esame per verificare la salute tiroidea? «Innanzitutto – risponde Toscano, professore ordinario di Endocrinologia a Roma – va quantificato nel sangue il livello dell’ormone ipofisario TSH che è più che sufficiente per darci un’informazione sulla funzionalità tiroidea». Utile anche valutare la concentrazione degli ormoni tiroidei (FT3 e FT4) che regolano il metabolismo: un’eccessiva o un’insufficiente produzione di questi due ormoni causa le disfunzioni note come ipertiroidismo e ipotiroidismo. «Poi – aggiunge Toscano – è fondamentale assumere il giusto fabbisogno di iodio nella dieta». Lo iodio, infatti, è un componente essenziale per la produzione di questi ormoni e deve essere presente in quantità adeguata nella nostra alimentazione; la carenza di iodio determina un malfunzionamento della tiroide.

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L’emergenza Covid-19 ha drasticamente cambiato le nostre vite e questo ha generato ansia e tensione. «La tiroide è legata allo stress perché i soggetti con ipertiroidismo possono essere in qualche modo “predisposti” a scatenare di fronte allo stress una problematica di ripresa dell’iperattività della tiroide. Inoltre – precisa il professore – la tiroide subisce lo stimolo di una situazione stressante perché condiziona moltissimo il sistema endocrino nelle sue due componenti che sono rappresentate dall’iperproduzione di cortisolo e di prolattina, gli ormoni dello stress – sottolinea -. In risposta ad un elevato stress psico-fisico, la prolattina può subire alterazioni momentanee e ci può essere una modificazione del TSH».

Le malattie della tiroide condizionano anche la fertilità: «Le persone che soffrono sia di ipotiroidismo che di ipertiroidismo presentano dei problemi mestruali di irregolarità e di ovulazione. A livello di ovulazione, la situazione della positività degli anticorpi ha portato all’osservazione di una maggiore abortività nelle donne soprattutto over-35. Questa può essere una delle cause di infertilità – continua il professore – e nel momento in cui si progetta una gravidanza un po’ più avanti con gli anni è necessaria una valutazione degli ormoni tiroidei perché la salute della tiroide è equivalente a una migliore ovulatorietà, concepimento e mantenimento della gravidanza. Inoltre – evidenzia Toscano – nei soggetti che hanno un ipotiroidismo oltre a iniziare la tiroxina va valutato il valore del TSH durante tutta la gravidanza per essere certi di mantenere un buon compenso tiroideo».

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La probabilità di contrarre l’infezione virale da nuovo coronavirus non è maggiore nei pazienti con malattie autoimmuni. «Tuttavia – continua il professor Toscano – i soggetti che soffrono di ipotiroidismo da tiroidite, se contagiati, potrebbero avere una risposta immunitaria leggermente meno vivace rispetto al resto della popolazione e sviluppare una malattia più seria».

La settimana della tiroide, che si celebra dal 25 al 31 maggio, è dedicata alla prevenzione delle malattie tiroidee. «Dobbiamo tornare a sensibilizzare le persone soprattutto dopo il lockdown, quando c’è stata una difficoltà oggettiva ad accedere alle strutture, condizionate dall’emergenza in atto, anche, purtroppo, per i soggetti ammalati di tumore della tiroide o di patologie tiroidee importanti. Gli ambulatori degli ospedali sono stati riaperti – conclude Toscano – ed è importante che le persone tornino negli ospedali, soprattutto chi ha patologie che richiedono un approccio assistenziale–terapeutico».

 

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