Salute 17 Ottobre 2019

Ricerca, Di Francesco (Gruppo Chiesi): «Sviluppo farmaci richiede 12-15 anni, servono regole certe nel tempo»

In occasione dell’incontro “La ricerca e l’innovazione italiana, il valore della sostenibilità” il CEO del gruppo farmaceutico Ugo Di Francesco racconta il percorso che ha portato alla certificazione B Corporation: «Significa che l’azienda deve operare con un modello che da un lato deve generare un profitto e ritorno per gli azionisti ma allo stesso tempo deve restituire e generare valore per il mondo esterno»

Un parterre d’eccezione ha preso parte all’evento organizzato dal Gruppo farmaceutico Chiesi a Palazzo Wedekind a Roma dal titolo “La ricerca e l’innovazione italiana, il valore della sostenibilità”. Un’occasione per porre l’attenzione sul tema della sostenibilità per lo sviluppo del settore farmaceutico e per rafforzare la sinergia fra Industria e Istituzioni, in vista delle prossime sfide sociali ed economiche, ma anche per fare il punto sul settore della ricerca e dell’innovazione e su quali strategie adottare per potenziarlo.

Tra gli ospiti il Ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia e la titolare delle Infrastrutture Paola De Micheli ma anche Tarcisio Bertone, Cardinale Segretario di Stato Emerito di Sua Santità, Fabiola Bologna (M5S), Commissione Affari Sociali della Camera, Claudio Durigon (Lega), Commissione Lavoro della Camera, Andrea Mandelli (Forza Italia) Commissione bilancio della Camera e Presidente FOFI, Francesca Moccia, Vicesegretario Generale Cittadinanzattiva, Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione Univerde.

I numeri parlano di un’azienda in salute con oltre 5700 dipendenti che investe tanto in ricerca: gli investimenti hanno superato la soglia dei 382 milioni di euro (21,6% del fatturato) con all’attivo 47 progetti di ricerca. Non ultima, Chiesi ha ottenuto la certificazione B Corporation, rilasciata dall’ente no profit B Lab, quale azienda impegnata a migliorare la qualità della vita delle persone agendo in modo responsabile nei confronti della società e dell’ambiente. Di tutto questo abbiamo parlato con Ugo Di Francesco, CEO Gruppo Chiesi.

Dottore, voi investite oltre il 20% del vostro fatturato nella ricerca. Cosa si può fare anche a livello statale per incentivare l’innovazione farmaceutica?

«Innanzitutto quando parliamo di innovazione a mio parere bisogna fare una differenziazione tra il concetto di invenzione e di innovazione. L’invenzione è legata al singolo, a una idea geniale, a un evento che avviene temporalmente in un dato momento. L’innovazione invece è un processo continuo, è un modo di lavorare, di pensare, di organizzare le aziende, un modo di favorire un progresso scientifico, nel nostro caso un processo tecnologico che è a step incrementali. Quindi l’innovazione nella sua essenza è una innovazione incrementale ed è quella che deve essere riconosciuta e deve essere incrementata maggiormente a livello finale in termini di accesso al mercato e rimborsabilità dei farmaci. Per fare questo cosa si può fare? Ci sono due-tre cose molto semplici: da un lato c’è un settore farmaceutico che è un settore che per definizione è orientato a medio-lungo termine. Per sviluppare un farmaco ci vogliono mediamente dai 12 ai 15 anni. Un tema fondamentale è che ci siano delle regole certe e durature che non cambino nel tempo, uno snellimento della burocrazia e chiaramente delle attività a livello istituzionale che supportino la ricerca scientifica. Un ultimo tema importante è quello di fare sistema: in Italia esistono e c’è un’eccellenza a livello scientifico in ogni settore. Il problema è che molte volte noi come azienda fatichiamo un po’, per motivi strutturali e culturali ma anche per aspetti legislativi e mancanza di flessibilità, a creare sistema tra un mondo accademico-universitario, quello imprenditoriale e anche il mondo economico e finanziario insieme al mondo istituzionale. Tutti insieme lavorino per fare sistema e permettano al Paese di progredire e di poter competere a livello internazionale».

Voi siete un gruppo globale e avete una certificazione importante, la B Corporation. Cos’è e perché è così importante?

«La certificazione B Corp è un punto d’arrivo, per certi aspetti è stato un momento finale di un percorso che ci ha impegnato per quasi due anni. L’arrivo a questo primo obiettivo è legato anche alla storia della nostra azienda. È una storia che ha nell’innovazione una parte di DNA principale ma una parte anche nell’essere radicata su un territorio come Parma e che storicamente ha dedicato una grandissima attenzione a quelli che sono i temi della sostenibilità non solo ambientale ma anche sociale: la nostra azienda può giocare un ruolo importante sul territorio. All’interno di questo percorso a un certo punto ci siamo interrogati su cosa potevamo fare non solo per adottare questi principi in maniera più strutturata ma per farli propri nel nostro modo di pensare, operare, lavorare. Abbiamo quindi iniziato un percorso che è partito adottando 9 dei 17 principi delle Nazioni Unite come obiettivi del 2030, i famosi Sustainable Development Goals. Su questi 9 elementi abbiamo costruito un piano strategico in cinque anni e abbiamo iniziato un percorso che ci ha portato prima a modificare il nostro statuto sociale da Società Spa a società Spa e Società benefit per poi arrivare alla certificazione B Corp. Un obiettivo impegnativo che ci ha occupato per due anni: significa che l’azienda deve operare con un modello che da un lato deve generare un profitto e ritorno per gli azionisti ma allo stesso tempo deve restituire e generare valore per il mondo esterno sia a livello mentale che a livello sociale, di territorio e di comunità. Questo è un cambiamento culturale, non è solo un obiettivo raggiunto. È un qualcosa che andrà ad incidere nel futuro della nostra azienda dove questi due elementi dovranno essere sempre di più integrati e devono diventare parte integrante del nostro modo di operare di tutti i giorni».

 

Articoli correlati
Un minore su otto è povero: a rischio le famiglie numerose e straniere. La ricerca di Fondazione Francesca Rava – IRS
In occasione del Convegno "Povertà sanitaria minorile: chi se ne cura?" al Ministero della Salute, è stata presentata la Ricerca sulla povertà sanitaria minorile realizzata per la Fondazione Francesca Rava dall'Istituto di Ricerca Sociale - IRS che ha avuto il Patrocinio di Ministero, Federfarma e FOFI
Abruzzo, la ricetta del governatore Marsilio: «Stop debiti e nuove assunzioni. Tagli? Fake news»
Il Presidente della Regione Abruzzo fa il punto a un anno dalla sua elezione: «Non spenderemo più soldi di quelli destinati all’Abruzzo. Sui farmaci, con la centrale unica di committenza abbiamo già risparmiato molti soldi». Sulle aggressioni: «È un imbarbarimento della nostra civiltà, giusto che ci sia allarme sociale»
Cancro al seno, grazie a nuovi farmaci si vive di più e meglio. Ma come coniugare disponibilità e sostenibilità?
Conte (Università Padova): «Necessario iniziare a cambiare il modo di produrre evidenza scientifica». Del Mastro (Università Genova): «Serve pianificazione delle spese dando priorità a farmaci che hanno grosso impatto ed evitando sprechi di risorse»
Cancro al seno, ecco i tre studi più significativi presentati al San Antonio Breast Cancer Symposium
Riguardano il carcinoma mammario HER-2 positivo le novità più dirompenti presentate al simposio texano. La classifica degli abstract più interessanti secondo Lucia Del Mastro (Università di Genova), PierFranco Conte (Università di Padova) e Michelino De Laurentiis (Fondazione Pascale di Napoli)
di Giulia Cavalcanti, Inviata in Texas
Cancro al seno, dal Texas nuove speranze per pazienti con tumore metastatico HER2 positivo
Presentati al San Antonio Breast Cancer Symposium i risultati dello studio Destiny-Breast01: la risposta del tumore al Trastuzumab Deruxtecan ha raggiunto il 60,9%. Curigliano (IEO): «Il lavoro migliore, cambierà la pratica clinica. L'Italia agevoli l’accesso alle terapie innovative»
di Giulia Cavalcanti, inviata in Texas
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Ecm

Ecm, Commissione nazionale proroga triennio 2017-2019. Un anno per recuperare i crediti mancanti

FNOMCeO: «Fino al 31 dicembre 2020 si possono acquisire crediti anche per il triennio 2014-2016». Confermato l’obbligo di 150 crediti per il periodo formativo 2020-2022. Roberto Stella: «Dopo pro...
Lavoro

Spese sanitarie in contanti e sgravi fiscali, cosa cambia per i professionisti della sanità

I pareri del fiscalista esperto in materia sanitaria Francesco Paolo Cirillo e del Tesoriere Sumai Napoli Luigi Sodano
Lavoro

«Il contratto sia applicato subito con incrementi e arretrati da gennaio 2020». I sindacati della dirigenza sollecitano le aziende

I sindacati che lo scorso 19 dicembre hanno firmato il nuovo contratto hanno sottoscritto una lettera aperta indirizzata agli enti del Servizio sanitario nazionale per chiedere l’immediata applicazi...