Salute 10 gennaio 2017

INCHIESTA | Vaccini e code: «Vergognoso, siamo in fila dalle 4… Serve più informazione»

La paura del meningococco continua ad ingolfare le Asl di tutta Italia: siamo andati a visitarle con le nostre telecamere. Festività natalizie, ferie del personale sanitario e grande rilievo mediatico per i casi di meningite: «Anche gli anni scorsi c’era folla, ma mai come in questi giorni»

«Uno scandalo. C’è gente in fila dalle 5 del mattino e non ha la certezza di prenotarsi in tempo per le vaccinazioni». Perché al tagliandino di prenotazione che chi si è alzato all’alba prende dopo una prima fila (già bella corposa) quando il sole ancora non è sorto, né va aggiunto un altro con il numero di prenotazione definitivo. Se il numero è troppo alto, ovvero se c’è troppa gente prima, la prenotazione non serve e si deve tornare il giorno dopo. E, il giorno dopo, la storia si ripete.

È quanto sta succedendo nelle ultime settimane in praticamente tutte le Asl d’Italia che effettuano vaccinazioni contro il meningococco, ovvero il batterio che causa la meningite. Le cause di questa corsa al vaccino? «Tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio – ci dicono le persone in fila –, si crea una situazione particolare: i bambini non vanno a scuola, i genitori sono più liberi e buona parte del personale sanitario, giustamente, è in ferie». In aggiunta a tutto questo, la sua parte l’ha fatta anche l’enorme (e spesso ingiustificata) eco mediatica che ha trasformato una patologia di certo pericolosa, ma tutto sommato non diffusissima, nel nemico pubblico numero 1 in Italia. Ciò è avvenuto nonostante sia il Ministero della Salute che l’Istituto Superiore di Sanità abbiano cercato di tranquillizzare tutti confermando che non esiste alcuna emergenza, in quanto i dati relativi a contagi e morti non sono sostanzialmente diversi da quelli degli anni passati.

«Anche gli altri anni – ci conferma una madre che, insieme al marito, ha portato i propri bambini in ospedale per le vaccinazioni – abbiamo trovato molta gente in fila per le prenotazioni. Certo, mai così tanta, ma è comunque scandaloso che non riescano a garantirci il servizio». «Siamo venuti la prima volta a dicembre – ci racconta invece un padre con il proprio piccolo in braccio –, ma non abbiamo potuto far niente. Siamo tornati oggi e dovremmo riuscire a farcela. In ogni caso – rivela – so che a partire dal 15 gennaio cambieranno le modalità di prenotazione e le code dovrebbero scomparire».

Resta il fatto che, dopo anni di declino e scetticismo, l’attenzione verso i vaccini sembra tornata ai livelli di un tempo. «Il medico ci ha consigliato di fare questo tipo di vaccino, ma non ce n’era bisogno: lo avremmo fatto comunque. Sappiamo che c’è gente che non la pensa come noi. Per questo serve più informazione, sia tra i medici che tra i pazienti».

In tema vaccini ecco altri approfondimenti:

Vaccini, Burioni: «Medici anti-vaccini da radiare subito come in Francia». Ricciardi (ISS): «Torneranno poliomielite e difterite»

Psicosi vaccini, la parola a Piero Angela: «Medici ecco quello che non sapete…»

Allarme meningite: Toscana, dal 2015 ad oggi 60 casi e 13 decessi. È corsa ai vaccini

Vaccini, obbligo o scelta? Lavra (OMCeO Roma): «Rischiamo ritorno della poliomielite»

Articoli correlati
Studio Nazionale Fertilità, l’87% degli adolescenti si rivolge al “dottor Google”. Grillo: «Creare un database di notizie verificate, adatto a giovani e adulti»
La salute arriva tra i banchi di scuola, il ministro: «Di recente approvazione, in concerto con il Miur, un documento sugli indirizzi di policy integrate per gli istituiti scolastici che promuovono la salute».
di Isabella Faggiano
Morbillo, OMS: «Nel 2018 record di casi in Europa. Oltre 82mila contagi e 72 morti»
Nei 53 Paesi della regione aumentano anche le coperture vaccinali, ma i gap esistenti a livello locale lasciano le porte aperte al virus. I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità
UniVax Day, i più giovani non cascano nelle fake news sui vaccini. Duse (Siica): «Messaggi di speranza per il futuro»
Migliaia di studenti delle scuole superiori si sono riuniti in 21 università italiane per la giornata di formazione e sensibilizzazione sui vaccini. La presidente della Società italiana di immunologia clinica e allergologia: «Gli operatori sanitari devono vaccinarsi e dare il buon esempio»
Ue e sanità, Castaldo (M5S): «Al lavoro per ottenere la certificazione europea dei chirurghi. Per ogni medico che va all’estero perdiamo fino a 500mila euro»
Il vicepresidente del Parlamento europeo sottolinea: «Occorre investire nelle scuole di specializzazione. Professione medica sempre meno attrattiva nel nostro paese per la responsabilità e per l’offerta economica». Sui vaccini: «Polemica surreale, abbiamo sempre sostenuto la volontà di passare dall’obbligatorietà alla raccomandazione proprio per evitare quella contrapposizione tra medico e paziente»
di Giovanni Cedrone e Serena Santi
Meningite, Regione Lazio: «Al via vaccinazioni per studenti Istituto Alberghiero Vespucci»
«A partire da domani mattina e fino alla prossima settimana presso il centro vaccinale della Asl Roma 2 (via Bardanzellu, n°8) i docenti e gli studenti dell’Istituto alberghiero A. Vespucci potranno vaccinarsi contro la meningite. I ragazzi dell’istituto romano hanno ricevuto una lettera della Asl per la prenotazione al servizio e potranno vaccinarsi con il […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Sanità internazionale

La lettera di un medico stressato: «Il mio lavoro sta prosciugando la mia umanità»

«L’ultimo tuo contatto umano, poco prima che le tue condizioni peggiorassero velocemente e morissi, è stato con un medico stressato e distaccato, che ha interrotto il tuo ricordo felice. Ti chiedo...
Lavoro

Ex specializzandi: nel 2018 dallo Stato rimborsi per oltre 48 milioni e nuovi ricorsi sono pronti per il 2019

La "road map dei risarcimenti" regione per regione: Lazio in testa con 9 milioni, sul podio Lombardia e Sicilia. Più di 31 milioni al centro-sud con la Sardegna in forte crescita. Pronta la nuova azi...
Mondo

Da Messina alla Nuova Zelanda, la storia del fondatore di Doctors in Fuga: «Così aiuto giovani medici ad andare all’estero»

Stipendi più alti, maggiore attenzione al merito, assenza di contenziosi legali grazie ad una migliore comunicazione tra medici e pazienti. Davide Conti è in Nuova Zelanda da nove anni e non ha alcu...