Salute 8 novembre 2018

Medicina generale, Michieli (SIMG): «Professionisti sempre più anziani, occorre ‘svecchiare’ e incrementare formazione»

«Anni fa non esistevano i farmaci biologici e non si sapeva che la gravidanza potesse coesistere con alcune terapie. Insomma i tempi sono cambiati ed è importante che anche i medici che si sono laureati 40 anni fa restino al passo», così Raffaella Michieli, Segretario nazionale della Società Italiana di Medicina Generale

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Oberati di lavoro, sovraccarichi di pazienti, precari o bloccati da un turnover immobilizzato. È la fotografia dei medici di medicina generale a cui, inoltre, manca anche una buona formazione su alcune branche della medicina più recente. Almeno secondo il parere di Raffaella Michieli, Segretario nazionale della Società Italiana di Medicina Generale.

«Io vorrei fare un appello – ha dichiarato la Michieli dal palco del convegno “La salute della donna con malattie reumatiche”, organizzato da HPS-AboutPharma e Onda -: basta formare i medici di medicina generale sempre sulle stesse tematiche, cerchiamo di andare oltre e consentirgli di fare una formazione più accurata e attenta ad alcune patologie (per esempio quelle rare) a cui spesso non viene data la giusta importanza».

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L’aggiornamento «è importantissimo perché l’età media dei medici di famiglia a questo punto è molto alta – sottolinea il segretario SIMG -. Parliamo, più o meno, di una buona prevalenza di medici che sono over 60 anni. Questo significa – prosegue -, che la laurea è lontana di circa 40 anni dal percorso di vita e professionale».

La medicina è una disciplina in continua evoluzione e seguirne gli sviluppi è condizione imprescindibile per rimanere al passo con il progresso. «Anni fa le informazioni erano diverse – sottolinea la Michieli -, per esempio non esistevano i farmaci biologici che vengono ampiamente utilizzati oggi per varie patologie come quelle reumatiche. A proposito di malattie reumatiche, io stessa, fino a pochi anni fa, non sapevo che una donna che soffre di queste patologie può comunque continuare la terapia farmacologica anche durante la gravidanza».

«Dunque un update costante su queste materie e non solo – conclude – è necessario per garantire una valida preparazione al professionista che si traduce in servizio efficiente».

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