Salute 27 Agosto 2020

Lo yoga fa bene al cuore: ecco perché

Una recente ricerca ha dimostrato il legame tra yoga e salute del cuore. L’antica disciplina indiana è collegata al miglioramento dei sintomi nei pazienti cardiopatici

I benefici dello yoga a livello fisico e mentale sono stati ormai ampiamente riconosciuti da tutti anche dal punto di vista scientifico. Diversi studi hanno dimostrato l’efficacia dello yoga sul sistema cardiovascolare: secondo una ricerca presentata al Congresso ESC 2020, le posture yoga e la respirazione potrebbero aiutare i pazienti con fibrillazione atriale a gestire i propri sintomi e migliorare la qualità della propria vita.

La fibrillazione atriale

La fibrillazione atriale è il disturbo del ritmo cardiaco più comune: colpisce un adulto su quattro in Europa e negli USA e causa il 20-30% di tutti gli ictus.

I sintomi della fibrillazione atriale

I sintomi della fibrillazione atriale comprendono palpitazioni, battito cardiaco accelerato o irregolare, mancanza di respiro, stanchezza, dolore toracico e vertigini. «Possono essere angoscianti – ha dichiarato l’autore dello studio, il dottor Naresh Sen dell’HG SMS Hospital in India -. Vanno e vengono, causando ansia a molti pazienti e limitando la loro capacità di vivere una vita normale».

Lo studio e gli effetti dello yoga

Lo studio ha coinvolto 538 pazienti che non hanno praticato yoga per 12 settimane per poi dedicarsi alla disciplina 16 settimane per 30 minuti a giorni alterni, effettuando posture (le cosiddette asana) ed esercizi di respirazione. Durante questo periodo, i pazienti sono stati anche invitati a proseguire le posizioni e gli esercizi di respirazione a casa.

Nel corso dei due periodi di studio, i pazienti hanno tenuto un diario nel quale annotavano gli episodi di fibrillazione atriale; alcuni li verificavano con un cardiofrequenzimetro. Inoltre, i partecipati all’indagine hanno compilato questionari sull’ansia, la depressione, i livelli di energia e l’umore. Sono state misurate anche la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna. I ricercatori hanno quindi confrontato i risultati tra i periodi di stasi e quelli di yoga.

I risultati

Nel corso delle 16 settimane, le persone hanno sperimentato miglioramenti significativi rispetto alla fase di risposo. Durante la pausa, i pazienti hanno avuto una media di 15 episodi sintomatici di fibrillazione atriale rispetto agli 8 episodi occorsi nelle giornate dedicate alla pratica spirituale. E anche la pressione sanguigna ne ha beneficiato: dopo l’allenamento yoga era inferiore di 11/6 mmHg.

La conclusione

«Il nostro studio – ha ammesso soddisfatto il dottor Sen – dimostra che lo yoga ha benefici per la salute fisica e mentale ad ampio raggio nei pazienti con fibrillazione atriale e potrebbe essere aggiunto come integrazione alle terapie tradizionali».

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