Salute 15 Settembre 2021 16:51

Sei punti per ridisegnare la sanità. Il documento delle società scientifiche

Le proposte emerse dal Forum Permanente sul Sistema Sanitario Nazionale nel post-Covid: «Subito una campagna di informazione per il ritorno alle cure e un ‘Piano Marshall’ per recuperare i ritardi per visite, screening e interventi. Servono ospedali moderni e tecnologici»

Sei punti per ridisegnare la sanità. Il documento delle società scientifiche

Ridefinizione del Ssn, modernizzazione degli ospedali, rifondazione della medicina territoriale. E ancora netta separazione fra ospedali, ambiti di cura e assistenza per pazienti Covid e non Covid, programmi avanzati e strutturati di telemedicina e riavvio degli screening anticancro.

Sono le principali proposte d’intervento del “Forum Permanente sul Sistema Sanitario Nazionale nel post Covid” promosso da diverse società scientifiche e costituito da illustri rappresentanti della sanità. Il recente primo incontro, a cui ha partecipato il Direttore Generale AGENAS Domenico Mantoan ha permesso la stesura di un documento programmatico.

Nel 2020 1,3 milioni di ricoveri in meno rispetto al 2019

Il primo obiettivo è favorire un ritorno alla normalità con campagne di informazione per tranquillizzare i cittadini sulla sicurezza degli ospedali. «Va avviata una attività straordinaria per il recupero dei ritardi accumulati negli screening, nelle visite programmate, in quelle di follow-up e negli interventi chirurgici – affermano le società scientifiche nel documento -. Bastano alcuni numeri per comprendere la portata delle prestazioni ancora da recuperare a causa della pandemia. Nel 2020 sono stati oltre 1,3 milioni i ricoveri in meno rispetto al 2019, sono saltati anche quelli urgenti (-554.123). I ricoveri di chirurgia oncologica hanno visto una contrazione vistosa ed una diminuzione di circa l’80% dell’attività elettiva. Ridotti del 15% i ricoveri per radioterapia e del 10% quelli per chemioterapia».

Ridotti del 15% i ricoveri per radioterapia e del 10% quelli per chemioterapia

Nell’ambito cardiovascolare il calo è stato di circa il 20% (impianti di defibrillatori, pacemaker ed interventi cardiochirurgici rilevanti) i ricoveri in area medica per i pazienti cronici complessi e con riacutizzazione si sono ridotti di circa 600.000 rispetto al 2019 e la specialistica ambulatoriale ha visto una contrazione di 144,5 milioni di prestazioni. Inoltre, l’Italia ha registrato finora quasi 130.000 morti per Covid: la seconda in Europa e nelle primissime posizioni a livello mondiale.

È molto elevata anche la mortalità per patologie non Covid, già registrata per le malattie tempo-dipendenti e destinata a crescere significativamente anche per le malattie oncologiche. «Gli screening oncologici per la prevenzione dei tumori – precisano – hanno subito numerose cancellazioni e ritardi. Dal punto di vista clinico già da mesi si osservano con una certa frequenza neoplasie più avanzate alla prima diagnosi rispetto al passato, ed è prevista già nei prossimi mesi una impennata nella mortalità per tumori nel nostro Paese».

Secondo le società scientifiche, la ristrutturazione del sistema sanitario deve partire dagli ospedali. In Italia sia il numero totale di posti letto ordinari per 100 mila abitanti che quello degli operatori sanitari sono molto più bassi rispetto alla media europea. I medici specialisti ospedalieri sono circa 130mila, 60mila unità in meno della Germania e 43mila in meno della Francia. L’Italia è negli ultimi posti in Europa anche per le spese sanitarie: solo l’8,8% del PIL quando Francia e Germania superano l’11%.

L’8,3% dei fondi del Recovery Plan alla sanità: «Non basta»

C’è, inoltre una “Questione Meridionale”. Gli ospedali del Sud «sono i più malandati e rischiano di non poter fornire servizi adeguati ai pazienti e il Recovery Plan prevede di riservare solo l’8,3% dei fondi alla sanità (18,5 miliardi su 222). Sette miliardi – continuano – sono per il potenziamento dell’assistenza sanitaria territoriale, 8,6 miliardi (3,9%) per l’aggiornamento tecnologico degli ospedali e la ricerca scientifica. Ma questo non basta. Il Governo sta provando a fornire una risposta a questa situazione attraverso il recente Decreto-Legge 25 maggio 2021, n. 73 ma il finanziamento di questa misura da solo non basta più. Si pone l’assoluta necessità di ridisegnare il Ssn anche sulla base delle carenze emerse durante la pandemia ed utilizzando i fondi cospicui, anche se insufficienti, che arriveranno con il Recovery Fund».

La formazione universitaria: «Più borse di studio per medici specialisti. Sì agli infermieri di famiglia sul territorio»

Tra le proposte di intervento emerse dal Forum: la revisione del numero chiuso all’accesso delle Facoltà di Medicina, l’aumento delle borse di specializzazione e l’assunzione degli infermieri di famiglia sul territorio. «È prioritario – aggiungono – creare opportunità diverse e più interessanti per i nuovi laureati e per gli specialisti perlomeno simili a quelle offerte da altri Paesi Europei, per arrestare il consistente esodo attualmente in atto da parte dei giovani medici italiani ed eventualmente anche attrarre giovani laureati provenienti da Paesi esteri».

Ospedali moderni e “Piano Marshall”: recuperare i ritardi per visite, screening e interventi

Il Decreto Ministeriale 70 prevede per gli ospedali «la conferma della logica di Hub e Spoke chiudendo i piccoli ospedali – proseguono – sostituiti da nuove strutture del territorio, gli ospedali della comunità, gestiti prevalentemente da infermieri e parzialmente da medici, per assorbire le piccole patologie. Ma su questo tipo di provvedimenti la comunità medico-scientifica ha già dichiarato la sua contrarietà».

Le società scientifiche lamentano «una grave sottovalutazione dei problemi legati all’ospedale. Chiediamo al Governo di riconsiderare la questione dell’ospedale valutandone i problemi strutturali, organizzativi e funzionali. Siamo contrari alla concezione di ospedale minimo di prossimità e, tantomeno, alla sua gestione delegata agli infermieri. L’ospedale di comunità rappresenta una concezione obsoleta, eccessivamente semplificante ma, soprattutto, inadeguata a far fronte alle tante e diverse complessità poste in essere dalle domande di salute della medicina moderna».

Le carenze del Ssn si colmano con il potenziamento e la riorganizzazione delle strutture sanitarie. «È necessaria una modernizzazione dei nosocomi italiani, la cui vita media in moltissimi casi ha ben superato ogni limite plausibile, rendendoli spesso inadeguati anche solo ad ospitare le nuove tecnologie» concludono.

 

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