Salute 22 Aprile 2020

#IoMiAllenoACasa, virale la campagna che promuove lo sport in quarantena. Il karateka Maniscalco: «Bastano 15-20 minuti per tenersi in forma»

L’iniziativa, promossa da quattro deputati del Movimento Cinque Stelle, è stata rilanciata sui social da diversi campioni come il judoka Fabio Basile e la karateka Viviana Bottaro. Il deputato M5S Felice Mariani: «Mi sto battendo in Parlamento per quella che secondo me manca in Italia, che è la cultura dello sport». Secondo l’OMS l’inattività fisica causa ogni anno un milione di decessi

Non è facile la vita ai tempi del Covid-19. L’isolamento domiciliare e l’impossibilità di effettuare spostamenti anche brevi sta costringendo tanti a una vita forzatamente sedentaria. Una inattività che può ben presto trasformarsi in un problema di salute, se non affrontato per tempo.

Nasce da questa riflessione l’idea di alcuni parlamentari del Movimento Cinque Stelle che hanno lanciato la campagna #IoMiAllenoACasa, sulla falsariga dell’analoga campagna #IoRestoACasa che ha imperversato nelle prime settimane di quarantena. Quattro i promotori: i deputati Felice Mariani, Nicola Provenza, Manuel Tuzi e Simone Valente.

«La campagna è stata apprezzata da tanti campioni, un fattore importante – ha sottolineato a Sanità Informazione Felice Mariani, deputato con un passato da judoka, essendo stato il primo italiano a conquistare una medaglia olimpica in questa disciplina nel 1976 -. Questi campioni hanno dato la loro immagine per fare questi esercizi a casa, l’ho trovata una cosa bella. È nata parlando con altri colleghi in Parlamento».

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A supporto dell’iniziativa si sono attivati campioni di livello mondiale: da Fabio Basile (medaglia d’oro alle Olimpiadi di Rio de Janeiro) al lottatore Frank Chamizo, dalla karateka Viviana Bottaro al campione del mondo Stefano Maniscalco fino ai judoka Rosalba Forciniti, Emanuele Bruno, Alessia Regis e Gabriele Sulli. E perfino un surfista, Alessandro Marcianò, primo italiano al mondo a surfare sulle onde di Nazarè, le più alte al mondo.

«A casa non possiamo fare solo i circuiti divano–letto, letto-frigorifero, non va bene – scherza il campione di karate Stefano Maniscalco -. I circuiti da fare sono circuiti semplici, perché altrimenti i muscoli si atrofizzano. Io consiglio di fare dei piccoli work out, ma leggeri, senza esagerare. Anche 15-20 minuti la mattina: delle serie di piegamenti, di flessioni, poi il pomeriggio fare delle flessioni di crunch e quindi alternare la mattina e il pomeriggio tra lavori della parte inferiore e della parte superiore. Il tempo a casa non ci manca, 20 minuti la mattina e 20 il pomeriggio tutti i giorni non sono nulla. È importante lavorare sulla parte fisica e mantenere il corpo in forma anche a livello organico e metabolico, allenato per aumentare la risposta immunitaria».

Ma non si tratta solo di un problema per sportivi. I dati dell’OMS chiariscono che in Europa l’inattività fisica è responsabile ogni anno di un milione di decessi (il 10% circa del totale) e si stima che sia un fattore dirimente nel 5% delle affezioni coronariche, nel 7% dei casi di diabete, nel 9% dei tumori al seno e nel 10% dei tumori del colon. E poi c’è il tema dell’obesità che, oltre che sulla salute delle persone, pesa in termini di costi diretti sui sistemi sanitari e costi indiretti legati all’aumento dei congedi per malattia, delle inabilità al lavoro e delle morti precoci.

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«È una buona pratica che andrebbe incentivata a prescindere dalla quarantena – sottolinea l’onorevole Mariani –. Molti colleghi parlamentari mi chiedono: come ti alleni, che fai? Che devo fare per dimagrire? A qualcuno ho fatto delle schede di allenamento, ancora mi ringrazia per aver perso peso ed essersi rimesso in forma. Farlo anche quei pochissimi minuti, 10-15 minuti al giorno, è importante, anche perché oggi possiamo trovare quegli spazi che nella vita normale non avremmo. Ognuno deve trovare i tempi in base al proprio fisico, alle proprie capacità, alle proprie conoscenze: fare un po’ di ginnastica, un po’ di yoga, esercizi per la schiena, per la colonna vertebrale. Basta poco per stare meglio e avere una posizione più eretta. Più sport, anche a casa, significa andare meno dal medico e prendere meno medicine. Su questo mi sto battendo in Parlamento per quella che secondo me manca in Italia, che è la cultura dello sport e non solo quella del calcio».

Anche per gli atleti non è semplice trovare la concentrazione e gli strumenti giusti per continuare ad allenarsi tra le quattro mura di casa. Eppure riescono, grazie a disciplina e forza di volontà: «Questo era l’anno olimpico – ricorda Maniscalco, oggi preparatore atletico delle Fiamme Gialle dopo aver vinto 3 mondiali, 5 europei e 17 titoli italiani di karate -, è stato un anno di forti motivazioni a livello mentale e fisico. Per uno sportivo allenarsi è la cosa principale: è come per un avvocato andare a studio. È difficile entrare in forma ma è facilissimo perderla. In questo periodo storico, che ci ricorderemo per tutta la vita, dobbiamo stare per forza a casa, senza strumenti, spesso senza spazi adeguati. Dobbiamo allenarci con tutti i mezzi possibili e immaginabili. Noi siamo dei professionisti, veniamo pagati per fare questo nella vita: non basta fare due piegamenti e due addominali. Dobbiamo cercare di trovare gli stimoli, essendo da soli a casa, non avendo una palestra e un preparatore atletico. Bisogna trovare gli attrezzi per allenarsi e fare un lavoro prestante, ma è fondamentale o altrimenti alle prime competizioni arriveremo del tutto impreparati».

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