Salute 1 Settembre 2022 16:11

Attività sportiva panacea contro le “devianze”? Ecco perché non è così

La psicologa Morgilli (OdP Lazio): «Lo sport non è un medicinale che può essere prescritto. Attenzione alle attitudini individuali e al contesto, per intercettare fattori di rischio»

Attività sportiva panacea contro le “devianze”? Ecco perché non è così

Sui benefici dell’attività sportiva, sulla sua centralità nell’ambito di uno stile di vita sano, nessuno ha mai osato porre dubbi. Ultimamente però, complici alcune dichiarazioni di parte politica che hanno suscitato non poco scalpore nell’opinione pubblica, lo sport sembrerebbe assurgere a panacea, capace di prevenire e di curare una serie di disturbi e condizioni patologiche che interessano specialmente i giovani, ma non solo.

Dai disturbi alimentari alle ludopatie, passando per il tabagismo e il bullismo, gli studi insegnano che è impossibile ricondurli tutti sotto un unico ombrello né attribuire loro connotati ambigui sul piano etico (le “devianze”, così definite dalla leader di Fratelli D’Italia, Giorgia Meloni), viceversa ad approcciarli con strategie multidisciplinari, che coinvolgano l’ambito clinico, sociale, relazionale. Che ruolo ha lo sport in tutto questo? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Luana Morgilli, Psicologa dello Sport e Consigliera dell’Ordine degli Psicologi del Lazio.

I vantaggi dell’attività sportiva

«Sicuramente lo sport influisce positivamente sulla nostra sfera fisica e psichica apportando una serie di benefici e vantaggi – afferma Morgilli – soprattutto nei giovani. Dagli aspetti relazionali, con la capacità di rapportarsi agli altri e fare squadra, agli aspetti legati all’autostima, legati ad un miglioramento progressivo nelle prestazioni. Ma anche la capacità di accettare la sconfitta, un fattore che nella società moderna riveste molta importanza, perché nello sport, come nella vita, si vince e si perde. Sono tutti aspetti che aiutano i ragazzi a crescere e a sviluppare in modo sano la propria psiche. Un ruolo essenziale in tutto questo – sottolinea – è però giocato dal vissuto personale, cui tutti coloro che ruotano intorno al mondo sportivo devono essere sensibili o sensibilizzati».

Lo sport come trigger di comportamenti a rischio. Valutiamo il contesto

«Ci sono alcuni sport in cui l’attenzione sul peso corporeo è molto evidente – osserva Morgilli – ad esempio le discipline artistiche, dalla ginnastica alla danza, ma anche alcuni sport di combattimento, come il pugilato o il judo, in cui per rientrare in una determinata categoria di peso bisogna necessariamente rispondere a certi standard. Non pensiamo solo all’anoressia, ma anche alla bulimia, dove il provocarsi il vomito dopo l’abbuffata può non essere il solo meccanismo di compensazione messo in atto dal soggetto, ma può esserlo una sessione sfiancante di attività fisica o sportiva. Ecco perché è necessario – spiega – porre attenzione al contesto in cui si sviluppa l’attività sportiva e alle caratteristiche e al vissuto del soggetto che la pratica. Lo sport può essere una risorsa, se ben valorizzata all’interno di un contesto che sia educativo e che attenzioni tanti altri aspetti. Prendiamo ad esempio il fenomeno del bullismo – aggiunge la psicologa – che in teoria lo sport dovrebbe aiutare a prevenire perché insegna a fare squadra, ad essere parte di un gruppo. Tuttavia episodi di bullismo e nonnismo esistono all’interno delle società sportive. Semplificare è sempre un errore».

In palestra? Attenzione al ragazzino che preferisce la sala pesi alla scuola calcio

«La palestra – prosegue Morgilli – che non è ascrivibile ad attività sportiva in senso stretto in quanto manca del fattore competizione e degli aspetti legati al far parte di una federazione, può essere terreno fertile per lo sviluppo o l’esacerbarsi di disturbi quali anoressia o vigoressia (l’ossessione per la propria massa muscolare), soprattutto quest’ultima collegata esclusivamente all’immagine corporea. Qui è fondamentale essere attenti agli estremi soprattutto con i più giovani, formando e sensibilizzando il personale che lavora con i ragazzi, e questo vale dalle scuole, alle società sportive alle palestre. Attenzione, insomma, al quindicenne che si iscrive alla sala pesi piuttosto che a calcio».

L’importanza dell’attitudine e della formazione per insegnanti e istruttori

«Lo sport non è qualcosa che può essere prescritto come un medicinale – spiega Morgilli – anche perché risente molto del fattore attitudinale. Attuare un orientamento sportivo per capire se e quale può essere la disciplina più adatta sia da un punto di vista fisico che psicoattitudinale, che tenga conto delle preferenze della persona è importante. Senza motivazione da parte di chi la pratica, qualsiasi attività sportiva non apporterà i benefici che si prefigge. Fare formazione e informazione, rispetto al campo dei DCA in particolare, è essenziale. Come OdP Lazio – aggiunge – è partito il progetto F.A.R.O. (Formare in tema dei disturbi Alimentari e creare una Rete di Orientamento all’intervento e alla prevenzione), volta a sensibilizzare sia gli insegnanti scolastici sia gli istruttori sportivi rispetto al tema dei DCA, per dare informazioni su come riconoscerli ed intercettarli precocemente, ed indirizzare correttamente situazioni che sembrano a rischio. Sarebbe – conclude la psicologa – auspicabile una presenza sempre più capillare di psicologi all’interno di questi contesti».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Diabete. Fand ai medici di famiglia: “Applicare la Nota 100 di Aifa”
I diabetologi denunciano la “mancata applicazione di quanto previsto in materia di compilazione del Piano Terapeutico da parte dei medici di medicina generale sul territorio sta provocando disagi ai pazienti” e invitano Fimmg e Simg a vigilare sui propri iscritti
di Redazione Sics
L’Intelligenza artificiale conquista l’Healthcare: cresce l’impiego in ricerca, diagnosi e cura
In occasione della Milano digital Week confronto tra protagonisti di design, Ai e digitale sull’impiego in sanità. Dalle app che dialogano con i pazienti, ai software che fanno interagire le strutture sanitarie, ma resta aperto il quesito sul consenso dei dati
Scandalo ginnastica ritmica. L’esperto: «La dieta degli atleti sia elaborata insieme al nutrizionista»
A parlare è il dott. Emilio Buono, nutrizionista sportivo di campioni d’élite e formatore professionale. Dal 1° novembre online il nuovo corso Consulcesi sul tema della nutrizione nello sport
Scandalo ginnastica ritmica, il monito dei medici: «Non sottovalutare i rischi della triade dell’atleta»
Gli specialisti di Medicina dello sport dell'Auxologico Irccs invitano genitori e tecnici a non sottovalutare magrezza, amenorrea e osteoporosi che possono creare danni immediati e a lungo termine oltre ai traumi psicologici che possono provocare anoressia e bulimia
Malaria in Africa: perché la maggior parte dei paesi non l’ha ancora sconfitta?
La malaria rimane una delle malattie parassitarie più devastanti che colpiscono gli esseri umani. Nel 2020 si sono registrati circa 241 milioni di casi e 672.000 decessi
di Stefano Piazza
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Politica

Liste d’attesa: nel decreto per abbatterle c’è anche la Carta dei diritti dei cittadini

Il Cup dovrà attivare un sistema di “Recall”. Il paziente che non si presenterà alla visita senza disdirla dovrà pagare la prestazione. Cambiano le tariffe orarie per ...
Contributi e Opinioni

Giornata Infermieri. Testimonianze: “Chi va via, e chi ritorna…”

Rosaria ha accolto l’ordine di servizio arrivato a dicembre 2013. Ad accompagnarlo una frase: “Sono pazienti particolari, si prenda cura di loro”. Era il 2013 e Rosaria da allora non...
Politica

Diabete: presentate al Governo le istanze dei medici e dei pazienti

Dopo aver promosso gli Stati Generali sul Diabete, lo scorso 14 marzo, alla presenza del ministro della Salute, di rappresentanti dell’ISS e di AGENAS, FeSDI, l'Università di Roma Tor Ver...