Salute 6 Maggio 2019 15:19

I migranti non trasmettono malattie ma hanno difficoltà ad accedere alle cure: tutti i dati del rapporto Oms

I risultati del primo ‘Rapporto sulla salute dei rifugiati e dei migranti nella Regione Europea dell’Oms’ presentati oggi alla presenza del ministro Giulia Grillo. «A volte abbiamo preconcetti sulla salute dei migranti, ma ora abbiamo concrete basi scientifiche per ridurre i miti a riguardo», è il commento di Piroska Östlin, vicedirettore dell’OMS Europa in merito al Rapporto sulla salute dei rifugiati e dei migranti nella Regione Europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms)

I migranti non trasmettono malattie ma hanno difficoltà ad accedere alle cure: tutti i dati del rapporto Oms

La maggior parte dei rifugiati e dei migranti che arrivano nei Paesi europei è sostanzialmente in buona salute e il rischio di trasmissione di malattie infettive alla popolazione dei Paesi ospitanti è molto basso. Quanto all’Italia, grazie al servizio sanitario universalistico di cui dispone, è in grado di fornire risposte efficaci in termini di individuazione precoce e trattamento, garantendo la salute delle comunità. Questo, in sintesi, il contenuto del primo ‘Rapporto sulla salute dei rifugiati e dei migranti nella Regione Europea dell’Oms’, presentato oggi al ministero della Salute dall’Organizzazione mondiale della Sanità e dall‘Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e il contrasto delle malattie della povertà.

LEGGI ANCHE: SALUTE E MIGRAZIONE, LA FNOMCeO PRESENTA IL CORSO ECM PER CURARE E CURARE E PRENDERSI CURA. ANELLI: «NESSUNO VA TRASCURATO»

«Dall’analisi- hanno fatto sapere durante la conferenza- emerge che la maggior parte delle evidenze scientifiche raccolte si concentra sulle malattie infettive, mostrando che i rifugiati e i migranti possono essere più vulnerabili sia nei luoghi di origine, sia di transito che di destinazione, a causa, ad esempio, dell’alta prevalenza di malattie infettive in alcuni Paesi di partenza, dei problemi nell’accesso ai servizi sanitari o di condizioni di vita deprivate nei Paesi di transito e destinazione. Ma risulta anche che vi è un rischio molto basso di trasmissione di queste malattie alla popolazione dei Paesi ospitanti. Infatti, la maggior parte di coloro che giungono nei Paesi europei confermano l’ipotesi del ‘migrante sano’, legata alle buone condizioni di tali individui alla partenza».

LEGGI: MIGRANTI, FOAD AODI (AMSI): «CON IL RAPPORTO OMS SUL “FALSO MITO” CHE GLI IMMIGRATI PORTANO MALATTIE, È FINITA LA PACCHIA DEGLI SPOT DA BAR»

Per i migranti le malattie non trasmissibili e le problematiche legate alla salute mentale e a quella materno-infantile tendono spesso ad acuirsi con il passare del tempo, a causa dell’esposizione continua a determinanti sociali negativi nei Paesi ospitanti, specie laddove il sistema di integrazione del Paese ospitante risulti carente. Inoltre, sebbene i rifugiati e i migranti abbiano un rischio più basso per quasi tutte le neoplasie, è «più probabile che queste possano essere diagnosticate in una fase più tardiva rispetto alla popolazione ospite».
Le evidenze disponibili in tema di accesso ai servizi sanitari descrivono un quadro variegato nella Regione europea, che dipende da molti fattori: tra questi, lo status giuridico (in particolare la condizione di regolarità nel Paese), l’organizzazione stessa dei servizi e la loro gratuità. In conclusione, il Rapporto mostra come le malattie infettive abbiano ricevuto «maggiore attenzione nella letteratura scientifica, ma cresce la consapevolezza che esiste una vasta gamma di problematiche sanitarie, come le malattie non infettive, la salute materno-infantile e la salute dei lavoratori, che richiedono politiche mirate e culturalmente orientate».

«La nuova sfida per il servizio sanitario nazionale, che deve riorientarsi dal tradizionale focus su malattie infettive e condizioni acute eventualmente presenti all’arrivo, ai problemi della cronicità tipici di una popolazione stabilmente presente, nonché alle condizioni correlate a diseguaglianze socioeconomiche nella salute, ponendo in tale scenario un’attenzione cruciale alla prevenzione». Sono le parole del ministro della Salute, Giulia Grillo, ospite della presentazione del Rapporto sulla salute dei rifugiati e dei migranti nella regione europea dell’Oms.

«Cresce la consapevolezza che esiste una vasta gamma di problematiche sanitarie, come le malattie non infettive, la salute materno-infantile e la salute dei lavoratori, – continua il ministro Grillo – che richiedono politiche mirate e culturalmente orientate. Occorre, pertanto, e per questo ringrazio l’Oms Europa e l’Inmp, rafforzare la raccolta delle evidenze, la collaborazione intersettoriale e multidisciplinare, nonché i sistemi informativi nazionali. Per la salute di tutti è necessario abbattere le barriere d’accesso ai servizi sanitari, con l’obiettivo di una sempre maggiore equità nella salute ed efficacia delle politiche di sanità pubblica».

Il documento, prodotto dal ‘Migration and Health Program’ dell’Oms, con il contributo scientifico e il supporto finanziario dell’Inmp, raccoglie e analizza le evidenze contenute in più di 13mila documenti di letteratura a partire dal 2014, relativamente allo stato di salute dei rifugiati e dei migranti presenti nei 53 Paesi della Regione Europea dell’Oms, che accolgono complessivamente circa 90 milioni di migranti internazionali (circa il 10% della popolazione generale e il 35% della popolazione migrante globale), fra i quali meno del 7,4% sono rifugiati. Presentato per la prima volta a gennaio 2019 a Ginevra, nella sede dell’Oms, e successivamente in alcuni Paesi della Regione, il Rapporto è il primo del suo genere in quanto fornisce sia un’istantanea della salute dei rifugiati e dei migranti nella Regione, sulla base dell’evidenza scientifica, sia un quadro chiaro delle risposte al fenomeno da parte dei relativi sistemi sanitari.

Articoli correlati
Immigrazione, Aodi (Amsi): «Solo il 7% di 800.000 persone senza tessera sanitaria ha il green pass»
Solo in 13 regioni su 21 si possono effettuare vaccini per irregolari, ribadisce Aodi (AMSI) e denuncia i ritardi nelle vaccinazioni nei paesi più poveri
L’Oms inaugura il Centro mondiale di formazione a Lione
Dotata di tecnologie pedagogiche di punta, l'Accademia punta a formare milioni di sanitari
Speranza al Meeting di Rimini: «Sui vaccini no a diseguaglianze tra Paesi. Ora investire sul personale sanitario»
Il ministro della Salute: «Se non aiuteremo tutti i Paesi del mondo a vaccinarsi, molto presto ci arriveranno altre varianti. Serve una rete internazionale capace di assumere decisioni e di detenere una sovranità superiore a quella delle nazioni in tema di sanità»
La doppia dose di AstraZeneca è meno efficace del mix con altri vaccini?
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità sarebbe inoltre «plausibile il nesso tra AstraZeneca e casi di trombosi»
Variante Delta, OMS: «Nessun calo significativo della protezione dei vaccini da esiti gravi»
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ricorda che è «già previsto che si verifichi una quota di casi anche fra vaccinati»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 15 ottobre, sono 239.611.288 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 4.882.126 i decessi. Ad oggi, oltre 6,57 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&nb...
Ecm

Formazione ECM, Sileri: «Tre mesi per recuperare trienni passati, poi controlli e sanzioni a irregolari»

Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ricorda la scadenza della proroga dei trienni formativi 2014-2016 e 2017-2019 prevista per il 31 dicembre 2021, e chiarisce: «Non ci saranno altre...
Formazione

Punteggi anonimi per il test di Medicina 2021, a qualcuno non tornano i conti

Si confrontano i punteggi anonimi del test di Medicina 2021 e si fanno le prime previsioni sulla soglia minima per entrare, che oscilla tra due cifre. Intanto in molti lamentano di non aver ricevuto i...