Mondo 14 Marzo 2019 19:16

Salute e migrazione, la FNOMCeO presenta il corso ECM per curare e prendersi cura. Anelli: «Nessuno va trascurato»

Il corso è disponibile gratuitamente per tutti i medici italiani ed è stato realizzato con la collaborazione di Sanità di Frontiera OIS, presieduta da Francesco Aureli: «La salute e il benessere dei migranti devono procedere di pari passo con la salute e il benessere della comunità ospitante»

Salute e migrazione, la FNOMCeO presenta il corso ECM per curare e prendersi cura. Anelli: «Nessuno va trascurato»

«I medici non lasciano indietro nessuno». Con queste parole il presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, Pierpaolo Sileri, ha iniziato il suo intervento alla conferenza stampa di presentazione del corso di formazione “Salute e migrazione: curare e prendersi cura”, realizzato dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri in collaborazione con Sanità di Frontiera Ois. Un corso offerto gratuitamente dalla FNOMCeO a tutti i medici italiani, disponibile sulla piattaforma www.fadinmed.it.

Una presa di posizione netta, quella di Sileri, che rispecchia il pensiero del presidente della FNOMCeO Filippo Anelli: «Con questo corso offriamo un servizio alla classe medica italiana – dichiara ai nostri microfoni –, ma coniughiamo anche il diritto alla salute previsto nella nostra Costituzione con il nostro codice deontologico. L’accoglienza – prosegue Anelli – si coniuga con il diritto inviolabile di ogni uomo di ottenere salute, e nessuno va trascurato».

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Sono circa 5 milioni e mezzo gli stranieri che risiedono regolarmente in Italia e che si rivolgono ai medici e alla sanità italiani per risolvere i loro problemi di salute. Problemi e patologie che spesso sono legati al loro vissuto e che includono traumi, violenze e shock psicologici subiti nel Paese di provenienza e nel viaggio che li ha portati in Italia. Per affrontarli sono quindi necessari un approccio e una comunicazione differenti, ma anche competenze e conoscenze specifiche, che vengono spiegati e proposti nel corso: «Offriamo – prosegue Anelli – un sistema di formazione che consenta ai medici di acquisire competenze specifiche in questo campo sfruttando lo strumento della Formazione a distanza, che consente di raggiungere tutti i 400mila medici iscritti alla Federazione. Sarà poi possibile collegarsi alla piattaforma in qualsiasi momento e completare l’aggiornamento anche in diverse tranche a seconda delle loro disponibilità, ottenendo alla fine i 12 crediti ECM previsti».

«Il corso – spiega Francesco Aureli, presidente di Sanità di Frontiera OIS – si ispira al cambiamento socio-culturale in atto in Europa per effetto dei fenomeni migratori. L’obiettivo è affermare il principio per cui la salute e il benessere dei migranti devono necessariamente procedere di pari passo con la salute e il benessere della comunità ospitante. Il corso – aggiunge – rappresenta l’occasione per supportare la classe medica in questo impegno attraverso un percorso didattico mirato. Grazie al sostegno di Sanità in-Formazione, siamo riusciti ad attivare questa preziosa collaborazione con la FNOMCeO per la formazione a distanza dei medici italiani, che ci permetterà di raggiungere ancora più operatori di quelli che riusciamo a raggiungere attualmente con la nostra formazione frontale».

«Grazie a materiali video e presentazioni di autorevoli esperti e rappresentanti di organizzazioni o di istituzioni – spiega Roberto Stella, coordinatore dell’Area Strategica Formazione della FNOMCeO – le tre sezioni del corso offrono una visione completa del fenomeno delle migrazioni e delle ricadute sulla salute. L’obiettivo è promuovere e diffondere la cultura della salute e dell’accoglienza, accrescere le conoscenze e le competenze degli operatori sanitari ed evidenziare l’impatto socio-assistenziale e clinico dei flussi migratori sui sistemi sanitari locali e nazionali».

«Nel corso – conclude Anelli – intervengono esperti di medicina delle migrazioni di chiara fama e responsabili delle ONG che si occupano di migrazioni, ma ci sono anche simulazioni di casi concreti. Credo quindi che si presenti sotto ogni aspetto come un ottimo percorso formativo».

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