Voci della Sanità 22 Gennaio 2019 16:58

Migranti, Foad Aodi (AMSI): «Con il rapporto Oms sul “falso mito” che gli immigrati portano malattie, è finita la pacchia degli spot da bar»

Grande soddisfazione viene espressa dall’Associazione Medici di Origine straniera in Italia (AMSI) e dalla Confederazione Internazionale-Unione Medica Euro Meditteranea (UMEM) insieme a tutte le associazioni aderenti al movimento Internazionale Uniti per Unire, dopo il recente rapporto curato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha sancito la totale inconsistenza delle teorie che affermano che «gli immigrati portano […]

Grande soddisfazione viene espressa dall’Associazione Medici di Origine straniera in Italia (AMSI) e dalla Confederazione Internazionale-Unione Medica Euro Meditteranea (UMEM) insieme a tutte le associazioni aderenti al movimento Internazionale Uniti per Unire, dopo il recente rapporto curato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha sancito la totale inconsistenza delle teorie che affermano che «gli immigrati portano in Europa gravi malattie».

Secondo lo studio dell’OMS – basato sull’analisi di oltre 13mila documenti raccolti in 54 paesi – infatti, si tratta di un “falso mito” che non corrisponde alla realtà dei fatti perché la loro situazione sanitaria tende a peggiorare solo dopo essere entrati sul suolo europeo. L’Amsi e l’Umem applaudono a questo minuzioso ed accurato lavoro realizzato dall’OMS che contiene dati e fatti che da tempo le due associazioni affermano in maniera scientifica, chiara ed inequivocabile. Il professor Foad Aodi, presidente e fondatore delle due associazioni e consigliere dell’Omceo Roma in cui coordina l’Area Rapporti con i Comuni e Affari Esteri, sulla sanità e sull’immigrazione dice: «Sono molto soddisfatto del lavoro dell’OMS che smentisce il “falso mito” degli immigrati come portatori di malattie. Alcuni politicanti hanno spesso strumentalizzato utilizzando il tema della salute e la situazione dei migranti, aumentando pregiudizi e paura nei loro confronti. Noi, sin dal 2000 – continua – con gli ambulatori Amsi aperti a tutti gli stranieri, ribadiamo che gli immigrati non sono assolutamente portatori di malattie dall’estero, ma si ammalano spesso dopo l’arrivo in Europa e in Italia, soprattutto gli irregolari, per motivi economici, abitativi, per lavori pesanti a cui sono costretti a sottoporsi. Molti di loro giungono in Europa già affetti da disturbi come l’ansia e la depressione per il tragico tragitto in mare oltre alle violenze e alle aggressioni operate dagli scafisti. Le richieste più frequenti, infatti, tra i migranti irregolari sono di visite ginecologiche ed ostetriche (frutto di violenze sessuali e conseguenti gravidanze senza controlli medici), visite ortopediche e fisiatriche (causate da lavori pesanti come lavori edili, la raccolta di pomodori in nero), visite pediatriche (il 35% delle circoncisioni sono clandestine e il 15% di esse causano complicanze) visite oculistiche, di otorinolaringoiatria, visite gastroenterologiche (causate dall’ingerenza di cibo freddo, dalla malnutrizione, dallo stress e dal freddo) visite cardiologiche e psichiatriche (ipertensione arteriosa e crisi depressive). Inoltre, c’è stato un aumento del 35% delle richieste di informazioni riguardo l‘assistenza sanitaria dopo il decreto sicurezza, perché emerge la paura di recarsi nelle strutture sanitarie pubbliche a causa della scadenza del permesso di soggiorno».

«Facciamo un appello a tutti gli albi professionali – conclude Aodi – per intensificare l’informazione e a tutti gli immigrati regolari e irregolari di recarsi al #SsnSenzaPaura. Ribadiamo che #Noinondenunciamo gli immigrati irregolari. Diciamo basta ai morti in mare che nel giro di 15 giorni hanno superato le 200 vittime. Secondo i nostri medici locali sono moltissimi quelli che partono e muoiono e di cui non si sa più nulla».

Articoli correlati
Medicina, meme e “catarsi comica”. Com’è nato e in cosa consiste il fenomeno social Memedical
Intervista a Nicola Gambadoro, fondatore del gruppo Facebook che raccoglie, al momento, oltre 56mila camici bianchi iscritti
La dieta della tiroide, ecco gli alimenti consigliati e quelli da evitare
Nell’intervista a Sanità Informazione, l’endocrinologa Serena Missori spiega quali sono i cibi che aiutano la tiroide e come lo stress influisce negativamente sulla salute di questa ghiandola. La chef Marisa Maffeo: «Mangiare bene senza rinunciare al gusto»
Gli Audiometristi puntano agli “ambulatori 4.0”
Rodolfo Sardone, presidente SIA: «Digitalizzare la sanità non basta. È necessario formare il personale sanitario che utilizza le nuove tecnologie, fin dall’università. L’abilitazione digitale è necessaria anche tra i pazienti, soprattutto i più anziani»
di Isabella Faggiano
Dal 7 all’11 giugno a Milano il Convegno europeo ISPCAN
Oltre 70 Paesi e 400 contributi con l’obiettivo di promuovere un network internazionale capace di potenziare le strategie di contrasto al maltrattamento e alla violenza su bambine, bambini e adolescenti
Movimento Uniti per Unire: «La lezione della pandemia per prevenire future crisi globali. Le proposte al Governo italiano»
Il webinar “Diritto alla salute e cooperazione internazionale: la lezione della pandemia per prevenire future crisi globali” ha visto la presenza di tanti relatori qualificati
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 18 giugno, sono 177.438.001 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 3.842.377 i decessi. Ad oggi, oltre 2,48 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&...
Cause

Medico condannato a pagare 25mila euro di provvisionale. L’Azienda lo lascia solo

Dopo una condanna in sede penale di primo grado, un camice bianco ha chiesto sostegno alla direzione sanitaria, che gliel’ha negato: «Quel che è successo a me potrebbe succedere a t...
Ecm

Professionisti non in regola con gli ECM, Monaco (FNOMCeO): «Ordini dovranno applicare la legge»

Il segretario della Federazione degli Ordini dei Medici ricorda scadenze e adempimenti per non incappare in spiacevoli conseguenze. Poi guarda al futuro del sistema ECM