Salute 20 Luglio 2020 14:36

Fermi e senza stipendio da 5 mesi, non c’è fase 2 per i medici fiscali Inps. Mattioli (SMI): «Lavoratori in malattia senza controlli»

«Molti di noi fanno parte di famiglie monoreddito e sono molto in difficoltà» spiega Piera Mattioli, Responsabile SMI Settore Medici Inps. Dopo una diffida all’Inps, l’istituto di previdenza ha convocato una riunione per il 23 luglio. I mille camici bianchi aspettano la firma della convenzione, ma la trattativa si è fermata nel novembre 2019

Fermi e senza stipendio da 5 mesi, non c’è fase 2 per i medici fiscali Inps. Mattioli (SMI): «Lavoratori in malattia senza controlli»

Se in questi mesi qualcuno, dopo essersi messo in malattia, avesse aspettato la visita del medico fiscale dell’Inps avrebbe solo perso tempo: quel medico non sarebbe mai arrivato. A causa dell’emergenza coronavirus il sistema delle visite fiscali di controllo è completamente paralizzato: una decisione che, se poteva avere senso nei mesi più difficili della pandemia, si fa fatica a comprendere adesso. Le conseguenze però non riguardano solo il tasso di assenteismo nella pubblica amministrazione o nelle aziende: mille medici fiscali sono infatti inattivi e senza stipendio da cinque mesi. Ora una formale diffida e messa in mora inviata dal sindacato SMI e dall’associazione di categoria ANMEFI il 16 luglio sembra aver convinto la dirigenza Inps a convocare una videoconferenza sul tema per il 23 luglio.

«Siamo un migliaio di persone senza stipendio – spiega a Sanità Informazione Piera Mattioli, Responsabile Nazionale SMI Settore Medici Inps -. Abbiamo scritto anche all’Enpam, ma senza risposta, per reiterare il bonus da loro erogato per un altro mese. Molti di noi fanno parte di famiglie monoreddito e sono molto in difficoltà». Eppure per i medici fiscali si stavano mettendo bene le cose con la firma di una convenzione che avrebbe garantito diritti importanti. A novembre 2019 però, sul più bello, la trattativa si è interrotta e poi il Covid-19 ha fatto precipitare la situazione.

«Veniamo pagati per quante visite facciamo – spiega Mattioli -. Ma siamo tenuti a fornire una disponibilità. Adesso è di 8 ore la disponibilità, 4 ore la mattina e 4 il pomeriggio. Ma in queste 8 ore è possibile che io faccia solo una visita. Nella convenzione infatti è importante che ci venga assegnata una retribuzione per la disponibilità. Poi una quota per le visite che effettuiamo e una per i rimborsi. La trattativa si è fermata quando dovevano parlare di questo, è lì il problema».

Nella diffida di SMI e ANMEFI si fa effettivamente riferimento al fatto che entro il 31 agosto del 2017 si sarebbe dovuta firmare la convenzione. «C’è una legge, un decreto attuativo, un atto di indirizzo – continua Mattioli -. Purtroppo l’atto di indirizzo è stato scritto con un titolo che è stato riconosciuto essere errato. Forse è stato fatto apposta. La convenzione era infatti tra INPS e i sindacati della medicina generale. Un titolo pensato per escludere soprattutto l’AMNEFI, che è quella più rappresentativa. Poi i ricorsi al TAR hanno ribaltato la situazione: l’associazione è stata riammessa ai tavoli. Tuttavia il 14 novembre 2019 si è interrotta la trattativa, non sappiamo per quale motivo».

Il fermo dei medici fiscali sta creando problemi seri a tutto il mondo del lavoro: «Sappiamo che attualmente i datori di lavoro chiedono le visite e queste non vengono effettuate», spiega la dirigente SMI che aggiunge: «Un esempio è quanto accaduto al Pio Albergo Trivulzio di Milano dove è successo che su 900 operatori sanitari che dovevano essere al lavoro ce n’erano 285, il 65% di assenteismo. Sicuramente qualcuno ha avuto paura e si è messo in malattia».

Non è stato facile, anche da un punto di vista emotivo, sopportare un fermo obbligato in un momento in cui c’era grande bisogno di medici: «Io mi sono offerta per dare una mano in fase emergenziale. Ma spesso cercavano rianimatori, pneumologici e soprattutto in Lombardia. Io con tre figli non mi sono potuta spostare ma se avessi potuto lo avrei fatto».

«Prima della chiusura – conclude Mattioli – andavamo a fare le visite e ne abbiamo viste di persone malate avendo lavorato fino al 9 marzo. Ho visto casi di polmoniti, di febbri persistenti che coinvolgevano tutta la famiglia. Mio marito, che fa il medico di famiglia, mi aveva fornito di mascherine. Certo, se ora torneremo a fare visite dovremo andare ben equipaggiati».

Articoli correlati
Emergenza Covid e medici vaccinatori, in quali casi scatta lo stop alla pensione?
Sul banco degli imputati l’articolo 3 bis del Dl 2 del 2021: chi ha stipulato un incarico ai sensi di questa norma rischia di vedersi bloccata la pensione. Pulci (ENPAM): «Molte persone hanno dato disponibilità sulla base di un contesto normativo in cui non c’era nessuna penalizzazione». De Matteis (SMI): «Molti si tireranno indietro, regole assurde»
Smi, Simet e Fp Cgil Medici si associano in una nuova organizzazione sindacale
SMI, SIMET e FP CGIL Medici si affiliano. Nasce un nuovo polo sindacale della medicina generale
Decreto Covid, la delusione di medici e professionisti sanitari. Anelli (FNOMCeO): «Tutela insufficiente»
Il Ministro Speranza esprime soddisfazione per il DL e ribadisce «l’impegno di tutto il governo a lavorare, in sede di conversione del decreto, ad una protezione legale per il personale sanitario impegnato nell’emergenza»
Vaccinazioni, Smi-Lazio firma Accordo sui medici di Continuità Assistenziale e Medicina dei servizi
di Ermanno De Fazi, vicesegretario Smi-Lazio
di Ermanno De Fazi, vicesegretario Smi-Lazio
Come capire se un medico riceve (o riceverà) la giusta pensione
È possibile che un professionista sanitario che non esercita più riceva una pensione più bassa di quanto gli spetterebbe. Errori nelle pratiche amministrative possono portare ad una rata mensile sensibilmente meno corposa di quanto maturato. Abbiamo parlato con Francesco Russo, amministratore Con.Ser.Imp srl, studio associato a Consulcesi & Partners, per capire cosa deve fare un medico per farsi restituire quanto ingiustamente tolto
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 14 maggio, sono 161.188.177 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 3.344.757 i decessi. Ad oggi, oltre 1,38 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&...
Voci della Sanità

Terapia domiciliare Covid, Ministero ricorre al Consiglio di Stato. Il Comitato: «Ricorso in appello va contro voto del Senato»

«Chiediamo al Ministro della Salute Speranza delucidazioni in merito alla decisione di ricorrere in Appello, alla luce dell’opposto indirizzo votato dal Senato» scrive in una nota Er...
Cause

Medico denuncia per diffamazione paziente che lo aveva portato in tribunale per lesioni personali. Risarcito

Donna denuncia penalmente dermatologo ma l’accusa cade. Il medico avvia a sua volta un iter processuale verso la paziente che lo aveva accusato pubblicamente. «Una sentenza che farà...