Salute 3 Luglio 2020 17:30

Positiva al Covid e in isolamento per 75 giorni: oggi Ericka torna alla vita

Venti giorni in ospedale e poi un lungo isolamento all’hotel Michelangelo di Milano, adibito alla quarantena dei malati Covid. «Periodo impegnativo, tanti effetti collaterali e un desiderio: riabbracciare gli amici e mangiare un gelato al parco»

di Federica Bosco

Per 75 giorni positiva al Covid. Ericka Olaya Endrade, 43 anni colombiana, designer e consulente della comunicazione, finalmente a fine giugno ha avuto ragione sul virus ed oggi ha potuto lasciare la prigione a quattro stelle dell’Hotel Michelangelo di Milano per fare ritorno a casa.

LEGGI ANCHE: VIAGGIO ALLA SCOPERTA DELL’HOTEL MICHELANGELO DI MILANO: QUARANTENA A QUATTRO STELLE PER GUARIRE DAL COVID

Clinicamente guarita da oltre un mese, la donna non poteva però lasciare la sua stanza perché positiva al tampone. Un periodo di isolamento interminabile che Ericka ha vissuto tra momenti di sconforto e speranza, sempre sostenuta dagli operatori sanitari e dal personale in servizio al Michelangelo.

«Sono diventata la mascotte ormai – commenta Ericka a Sanità Informazione in collegamento via Skype, gioiosa e finalmente sorridente nel suo ultimo giorno di reclusione –. Quello che lascio è un angolo della mia casa. Poco per volta mi sono fatta portare qui di tutto, cyclette compresa» ride, dopo un lungo calvario iniziato da oltre tre mesi.

«Quando sentivo gli amici pensavano che stessi trascorrendo un periodo di villeggiatura in compagnia di altri pazienti positivi, ma non è così – spiega -. Quello che ho fatto è un vero isolamento per un tampone che per ben sette volte è risultato positivo gettandomi in un tunnel di sconforto iniziato oltre tre mesi fa».

L’incontro con il Covid Ericka lo ha fatto a fine marzo, poi un ricovero in ospedale all’Istituto Clinico Città Studi a inizio aprile. Dopo venti giorni, le dimissioni e l’arrivo al Michelangelo dove ha affrontato una lunga quarantena che ormai sembra essersi lasciata alle spalle.

«A fine giugno finalmente è arrivato il primo tampone negativo ed ho iniziato a vedere una luce in fondo al tunnel. È stata dura accettare questo calvario – ammette Ericka ripercorrendo le interminabili giornate trascorse in isolamento – anche perché vedendomi, è difficile capire la mia sofferenza. Invece è stato un periodo molto impegnativo – precisa – con tanti problemi causati dalle medicine, che mi hanno lasciato degli effetti collaterali importanti sulla pelle e sui capelli. Poi, nel mio caso, questa situazione è diventata eterna e dunque sono subentrati problemi burocratici, come aggiornare la malattia presso il posto di lavoro, e psicologici, per il carico emotivo e la necessità di tranquillizzare amici e famiglia sulle mie condizioni di salute».

Il calvario è arrivato al termine. Oggi Ericka ha potuto riabbracciare l’amica accorsa ad attenderla: un momento commovente per il ritorno alla vita di Ericka e per gli operatori che in questi mesi hanno accompagnato oltre 500 persone verso la guarigione.

Nessuna, però, ha superato il record di 75 giorni toccato da Ericka. «Me ne vado con un primato che mi auguro nessuno debba superare, e con tanta gratitudine verso il personale medico, sanitario e logistico che in questi mesi ha sopportato le mie richieste e i miei momenti di crisi. Domani? Non vedo l’ora di mangiare una pizza e coricarmi sull’erba al parco con un libro, gustando un buon gelato». Ci regala un sorriso Ericka, mentre assapora finalmente la libertà.

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

Articoli correlati
Vaccino anti-Covid. Le risposte del professor Lanzone su gravidanza, allattamento e fertilità
Il direttore di Ostetricia del Gemelli: «Il vaccino anti-Covid non è sconsigliato né in gravidanza, né in allattamento. Non c’è nessuna correlazione validata scientificamente con alterazioni del ciclo mestruale o interazioni con la pillola anticoncezionale»
di Isabella Faggiano
Giornata mondiale dei donatori di sangue, in Toscana cresce il numero dei “supereroi”
Intervista ad Adelmo Agnolucci, presidente di Avis Toscana uscente: «Le donazioni di sangue, plasma e multicomponenti di Avis nel 2020 sono aumentate dell'1,5%. Gli uomini oggi rappresentano il 63% dei donatori, contro il 37% di donatrici. Al contrario i donatori tra i 18 e i 25 anni sono soprattutto donne»
di Federica Bosco
Report Altems: «Se il personale assunto è specializzato anti-Covid, il SSR è “resiliente”»
Lo studio dell’Altems ha incrociato due dati fondamentali: l’assunzione di nuovo personale in tutte le 21 Regioni e Province Autonome italiane e il volume di interventi chirurgici erogati (extra Covid) durante il primo lockdown. Ecco i risultati
di Isabella Faggiano
Sesto Rapporto ISS-Istat su impatto pandemia: «Con Covid +15,6% di morti rispetto alla media»
Il documento presenta una sintesi delle principali caratteristiche di diffusione dell’epidemia Covid-19 e del suo impatto sulla mortalità totale del 2020 e un’analisi dettagliata della nuova fase epidemica che, nel primo quadrimestre 2021, si caratterizza anche per la progressiva diffusione della vaccinazione Covid-19
La Norvegia è la prima a dire “la pandemia è finita”
Uno dei responsabili dell'organizzazione sanitaria in Norvegia ha twittato: la pandemia è finita. Il paese ha il numero di contagi più basso di sempre e quasi la metà delle popolazione vaccinata
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 14 giugno, sono 175.965.522 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 3.804.217 i decessi. Ad oggi, oltre 2.34 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&...
Cause

Medico condannato a pagare 25mila euro di provvisionale. L’Azienda lo lascia solo

Dopo una condanna in sede penale di primo grado, un camice bianco ha chiesto sostegno alla direzione sanitaria, che gliel’ha negato: «Quel che è successo a me potrebbe succedere a t...
Cause

Primario imputato per associazione a delinquere insieme ad un centinaio di colleghi: assolto 7 anni dopo. La sua storia

Giornali e tv, locali e nazionali, diedero la notizia dell’indagine con tanto di nomi e cognomi. «All’assoluzione, invece, al massimo un trafiletto». Quando il mostro sbattuto ...