Salute 28 ottobre 2014

Ebola, dopo la paura è il momento della speranza

Pronto il farmaco blocca emorragia, iniziati i primi test del vaccino

Immagine articolo

Dopo la guarigione di Teresa Romero, l’infermiera spagnola che aveva contratto Ebola, anche gli altri quattro pazienti affetti dal virus negli Stati Uniti sono riusciti a debellare la malattia.

Inoltre, nonostante in Africa occidentale l’epidemia continui a mietere vittime (ormai 10mila i contagiati), in alcune regioni sembra che il virus abbia subìto una battuta d’arresto. La Nigeria, originariamente a rischio dato il confine prossimo ai Paesi colpiti, è stata dichiarata “libera”: Ebola, per fortuna, lì non è riuscito ad attecchire. Un segnale positivo, anche perché dimostra che le operazioni di quarantena e contenimento stanno, tutto sommato, funzionando.

L’altra buona notizia è che l’Istituto chimico farmaceutico militare (Icfm) di Firenze ha terminato la sperimentazione di fase I per un farmaco “blocca emorragia”, che può essere un valido strumento contro i sintomi del virus Ebola. Mille dosi del farmaco, richieste da una Ong in prima linea nel combattere la malattia, sono già in viaggio per la Sierra Leone. E’ importante sottolineare, tuttavia, che il farmaco è un anti emorragico, ed interviene dunque sul sintomo più drammatico della malattia ma non serve a debellare il virus. Al momento, infatti, data la mancanza di un vaccino e di terapie antivirali specifiche, l’unica cura è data proprio dalle terapie di sostegno. Solo in qualche caso si sono provati prodotti sperimentali, con risultati alterni e ancora non utilizzabili, quindi, su larga scala. Il farmaco era stato inizialmente concepito per fini militari, cioè per curare le ferite, ma constatandone l’efficacia si è pensato di usarlo anche contro Ebola. Se la molecola dovesse rivelarsi utile allo scopo, altre dosi potrebbero essere spedite in Africa.

L’importante risultato, annunciato dal ministro Beatrice Lorenzin, fa il paio con un altro traguardo, anche questo “tricolore”: un team di ricercatori nei laboratori dell’Irbm Science Park di Pomezia, in provincia di Roma, ha sviluppato il più promettente vaccino contro Ebola, i cui primi test su alcuni volontari sono appena iniziati in Mali. Se daranno i risultati sperati, una sperimentazione su larga scala potrebbe partire già a dicembre.

Articoli correlati
Meningite, primi casi del 2019. Andreoni (Tor Vergata e Simit): «Profilassi indicata per bambini e fasce a rischio. Per gli adulti? Dipende…»
Si riaccende l’attenzione sulla Toscana per un caso di meningococco B. Anche all’Aquila un ricovero. L’intervista a Massimo Andreoni, responsabile Malattie infettive di Tor Vergata e past president del SIMIT
Febbre del Nilo, boom casi in Europa: sono 975. Italia paese con maggior numero di infezioni
Lo rileva bollettino Ecdc. Casi complessivi aumentati di 3,4 volte rispetto al 2017. Vittime per lo più pazienti affetti da altre patologie: in Serbia e Grecia più decessi
Vacanze esotiche e rischi per la salute: malaria e diarrea infettiva le patologie più diffuse, ecco rischi e precauzioni
Roberto Cauda (Gemelli): «Il vaccino rappresenta l’unico modo per poter contrastare delle malattie per le quali non esiste un’efficace terapia. Ma non sempre è necessario: prima di partire consultare i centri di medicina del viaggiatore»
di Isabella Faggiano
Dalla Chikungunya alla Dengue, tornano le malattie infettive. Ricciardi (ISS): «Siamo preoccupati…»
Il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità: «Stiamo monitorando anche un virus legato ai pipistrelli in Oriente. Popolazione senza vaccinazione più vulnerabile»
SIMIT su HIV, appello alle istituzioni: «Dobbiamo lottare contro il negazionismo. Ministero e ordini intervengano»
In merito al recente caso di cronaca dell’untore di Ancona e alle relative successive affermazioni, il professor Massimo Galli, Presidente SIMIT, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali, interviene sull’argomento. LEGGI ANCHE: UNTORE HIV ANCONA, LO PSICHIATRA: «FORSE MECCANISMO DI NEGAZIONE DELLA MALATTIA, MA NON PSICHIATRIZZIAMO TUTTO È tempo di intervenire «La recente vicenda dell’autotrasportatore di Ancona HIV […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Sanità internazionale

La lettera di un medico stressato: «Il mio lavoro sta prosciugando la mia umanità»

«L’ultimo tuo contatto umano, poco prima che le tue condizioni peggiorassero velocemente e morissi, è stato con un medico stressato e distaccato, che ha interrotto il tuo ricordo felice. Ti chiedo...
Lavoro

Ex specializzandi: nel 2018 dallo Stato rimborsi per oltre 48 milioni e nuovi ricorsi sono pronti per il 2019

La "road map dei risarcimenti" regione per regione: Lazio in testa con 9 milioni, sul podio Lombardia e Sicilia. Più di 31 milioni al centro-sud con la Sardegna in forte crescita. Pronta la nuova azi...
Mondo

Da Messina alla Nuova Zelanda, la storia del fondatore di Doctors in Fuga: «Così aiuto giovani medici ad andare all’estero»

Stipendi più alti, maggiore attenzione al merito, assenza di contenziosi legali grazie ad una migliore comunicazione tra medici e pazienti. Davide Conti è in Nuova Zelanda da nove anni e non ha alcu...