Salute 2 dicembre 2014

Ebola, baluardo Spallanzani. Gli infermieri: “Task force addestrata e competente, ma siamo troppo pochi”

E il governo presenta l’emendamento per aumentare i fondi destinati a prevenzione e controllo

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Ognuno fa la sua parte in questa lotta senza quartiere contro il virus Ebola, e nessuno resta a guardare. Tanto meno il governo italiano, all’indomani del primo caso arrivato a Roma, il medico siciliano ricoverato allo Spallanzani.

E proprio a supporto dell’Istituto sono dedicati gran parte dei fondi proposti dall’emendamento governativo al Patto della Salute, presentato nei giorni scorsi alla Camera e al Senato. L’obiettivo dell’”emendamento Ebola”, infatti, è quello di potenziare le misure di sorveglianza e contrasto delle malattie infettive e diffusive nel territorio nazionale, così da salvaguardare la collettività dai rischi per la salute. Autorizzata la spesa di 3 milioni di euro per il 2015 e di 1,5 milioni di euro annui a decorrere dal 2016 per rafforzare i livelli di controllo di profilassi internazionale e per consentire al Ministero della Salute non solo l’acquisto di idonei presìdi medico-chirurgici, ma anche la predisposizione di spazi adeguatamente allestiti in caso di emergenze sanitarie.

Allo Spallanzani, intanto, si fa strada il malcontento del personale infermieristico. Il motivo? Una forte carenza di risorse umane, poiché gran parte degli operatori sono coinvolti nella task force che si sta occupando del paziente affetto da Ebola. Una lacuna strutturale inquadrata nell’ ampia carenza di organico che coinvolge tutta la Regione Lazio, e che costringe l’esiguo personale a turni di lavoro massacranti, oltre l’orario massimo consentito dalla legge. Uno stress subìto anche dai componenti della task force, i quali, più degli altri, necessiterebbero dei tempi di riposo necessari a gestire il momento particolarmente critico in serenità. Il problema è stato già denunciato dal sindacato infermieristico Nursind, dal quale però arriva anche una rassicurante conferma: il team impegnato col medico di Emergency  ”risulta appositamente formato e addestrato nelle procedure necessarie, e con adeguata disponibilità di presidi di protezione individuali (DPI)”.

Dal reparto speciale dello Spallanzani, dove Fabrizio è ricoverato, arrivano notizie altalenanti. Il paziente è ancora in prognosi riservata ma, dopo un peggioramento delle condizioni nella notte tra sabato e domenica, è ora stabile. Nonostante la febbre e altri sintomi severi, il medico di Emergency interagisce ed è autonomo, ed ha iniziato la terza somministrazione del trattamento sperimentale a base di “plasma di convalescenza” e siero Zmapp, la cui efficacia è stata ufficialmente confermata poche settimane fa, sommati ad un nuovo farmaco che stimola la risposta immunitaria.

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