Salute 21 Marzo 2022 13:36

Contro Omicron il vaccino J&J è più efficace e duraturo, lo rivela un’analisi Usa

Un’analisi basata sui dati dei CDC mostra che il vaccino J&J è più efficace contro la variante omicron

Contro Omicron il vaccino J&J è più efficace e duraturo, lo rivela un’analisi Usa

Buone notizie per coloro che hanno ricevuto il vaccino Johnson&Johnson  (J&J). Dopo esser stato considerato il meno efficace, ora una nuova analisi suggerisce che il vaccino sviluppato inizialmente come monodose potrebbe essere il migliore contro la variante Omicron. Dalle informazioni raccolte dai Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) americani, rielaborate dalla Cnn, il vaccino J&J è infatti risultato collegato a un tasso di infezione più basso rispetto a tutti gli altri vaccini.

Il tasso di infezioni tra i vaccinati è  più basso in coloro che hanno ricevuto J&J

A gennaio, durante l’ondata di omicron, le infezioni «breakthrough», cioè quelle che colpiscono le persone vaccinate, sono state più alte tra coloro che hanno ricevuto il vaccino Pfizer/BioNTech, seguite da quelle che hanno ricevuto Moderna. Coloro che invece sono stati vaccinati con Johnson & Johnson hanno avuto la più bassa incidenza di infezioni «breakthrough». In particolare nella settimana terminata il 22 gennaio, secondo l’analisi della CNN, tra gli americani vaccinati con J&J sono state segnalate 650 infezioni ogni 100mila persone. Con Moderna, invece, le infezioni sono state 757 per 100.000 e con Pfizer 862 per 100.000. In sostanza, il vaccino prodotto dalla Johnson & Johnson è risultato il più efficace.

Il vaccino J&J fornisce un’immunità duratura, fino ad almeno sei mesi dopo l’iniezione

Qualche giorno fa uno studio pubblicato sulla rivista JAMA Network Open ha scoperto che il vaccino J&J è risultato efficace e duraturo, anche in mezzo all’ondata di casi causata dalla variante Delta. Nel complesso è risultato efficace per il 76% nella prevenzione delle infezioni da Covid-19 e per l’81% nel prevenire i ricoveri correlati al Covid. Lo studio ha anche dimostrato che il vaccino di Johnson & Johnson ha fornito un’immunità duratura fino almeno sei mesi dopo l’iniezione.

I tassi di incidenza tra i vaccinati con J&J sono tra i più bassi

«Quello che abbiamo visto in estate e in autunno durante l’impennata Delta è che tutti e tre i vaccini hanno protetto molto, molto bene», ha commentato Dan Barouch, direttore del Center for Virology and Vaccine Research presso il Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, che ha contribuito a sviluppare e studiare il vaccino J&J. «Ma i tassi di infezioni ‘breakthrough’ ad agosto e settembre dello scorso anno con il vaccino Janssen sono stati leggermente superiori a quelli di Pfizer e Moderna è stato leggermente inferiore. Ma quelle differenze erano relativamente piccole», ha aggiunto. Ma le cose sembrano cambiate. «Quello che abbiamo visto nel tempo è che quelle differenze si sono poi ridotte», ha detto Barouch, il quale sottolinea che i tassi di incidenza tra i vaccinati con J&J sono diventati più bassi.

Vaccini a mRNA versus vaccini J&J a vettore virale

Nel marzo 2021, il vaccino J&J è stato il terzo ad essere autorizzato dalla Food and Drug Administration statunitense, ma quasi subito ci si è fatti l’idea che forse era meno efficace dei vaccini a mRNA. In effetti, i vaccini di Pfizer e Moderna funzionano in modo diverso rispetto a quello di J&J. I vaccini mRNA forniscono essenzialmente informazioni che addestrano l’organismo a combattere quella particolare infezione e qualsiasi infezione simile. I vaccini a vettore virale, come quelli di J&J, utilizzano un virus che agisce come cavallo di Troia. Ma invece dei soldati che saltano fuori, l’adenovirus rilascia geni che codificano per la proteina spike del coronavirus.

I primi dati sull’efficacia di J&J sono stati molto deludenti

Il vaccino J&J si è distinto anche per altri motivi: è stata presentata come l’unica opzione a dose singola che non richiedeva una refrigerazione speciale, mentre i vaccini mRNA richiedevano due dosi e la Pfizer, in particolare, necessitava di una speciale conservazione a freddo. La flessibilità era allettante per le persone che avevano paura dei vaccini o non avevano il tempo di fare due iniezioni. Inoltre, l’opzione offerta con J&J era ritenuta molto allettante per i paesi senza una solida infrastruttura sanitaria. Ma dopo la sua approvazione e la sua iniziale distribuzione l’entusiasmo è iniziato a calare. Mentre i vaccini mRNA sono stati acclamati per la loro efficacia «sorprendente» di oltre il 90%, la notizia che J&J era efficace solo al 65% nel prevenire il Covid-19 sintomatico tra i volontari degli studi clinici ha deluso molti.

I CDC hanno raccomandato di fare i richiami con un vaccino a mRNA

Inoltre, fin dall’inizio, la fornitura di vaccini J&J è stata più limitata. Dopo che il vaccino è stato autorizzato, il governo federale ha sospeso brevemente il suo uso a causa di problemi di sicurezza relativi a rari eventi di trombosi. Anche una volta riprese le vaccinazioni, il ritmo delle vaccinazioni J&J non si è più ripreso. A dicembre, i CDC ha cambiato le sue raccomandazioni, all’interno delle quali si suggeriva di usare i vaccini a mRNA come richiamo. Inoltre, i CDC hanno esortato le persone che hanno ricevuto il vaccino J&J a fare un richiamo con uno dei vaccini mRNA due mesi dopo.

L’efficacia del vaccino a vettore virale sembra più duratura nel tempo

E’ ormai chiaro che la protezione offerta dai vaccini Covid-19 diminuisce nel tempo e nessuno di essi funziona altrettanto bene contro le varianti che sono emerse dopo. Ma la scienza sta iniziando a dimostrare che le persone che hanno ricevuto il vaccino J&J potrebbero avere qualche vantaggio. Barouch ha detto alla CNN che «non è affatto sorpreso» nel vedere che la durata del vaccino Johnson & Johnson sembra più lunga di quella dei vaccini mRNA – Pfizer/BioNTech e Moderna – in base all’incidenza delle infezioni «breakthrough». La tecnologia del vaccino a mRNA ha dimostrato di suscitare rapidamente una risposta immunitaria potente e robusta dopo la vaccinazione, ma che può diminuire nel tempo. La piattaforma virale di Johnson & Johnson potrebbe non innescare una risposta immunitaria così potente a breve termine, ma è nota per avere una lunga durata.

Il vantaggio dell’immunità più duratura

«Nel tempo, l’efficacia dei vaccini Pfizer e Moderna diminuisce, l’efficacia dei vaccini J&J rimane stabile, quindi è esattamente come previsto: convergeranno e poi si incroceranno», ha affermato Barouch. Il vaccino J&J potrebbe anche avere «un vantaggio particolare», ha detto. «Il sistema immunitario è in realtà composto da due braccia: il lato degli anticorpi e le cellule T. E il tipo di cellule T che sono fondamentali per la prevenzione di malattie gravi sono chiamate cellule T CD8», ha detto Barouch. «Il vaccino J&J genera cellule T CD8 migliori rispetto al Pfizer e ad altri vaccini mRNA, quindi il vaccino J&J potrebbe avere un vantaggio particolare per varianti come omicron che in gran parte sono sfuggite alle risposte anticorpali», ha aggiunto. Nel complesso, Barouch ha definito questi dati «molto rassicuranti» per coloro che hanno fatto il vaccino J&J.

Allo studio un secondo richiamo per la vaccinazione anti-Covid

«Dovrebbero essere rassicurati sul fatto che hanno ricevuto un vaccino che offre un’ottima protezione per un lungo periodo di tempo», ha detto Barouch. «E penso che il secondo messaggio sia che le persone dovrebbero conoscere questi nuovi dati anche in termini di considerazione delle iniezioni di richiamo», ha aggiunto. David Montefiori, virologo del Duke University Medical Center, ha affermato che «il vaccino J&J ha avuto un brutto colpo a causa dell’efficacia, ma la stabilità della risposta è intrigante». Durante il picco di omicron, il livello di anticorpi è sceso con ogni vaccino e questo potrebbe significare che le persone hanno bisogno di un richiamo aggiuntivo. Sono necessarie ulteriori ricerche per scoprirlo.

Il mix di vaccini con J&J offre una protezione alta

Uno studio del National Institutes of Health, non ancora pubblicato, che esamina la strategia vaccinale nota come «mix-and-match» ha visto buoni risultati quando nel mix è stato incluso J&J. «Nelle persone che hanno ricevuto inizialmente il vaccino Pfizer e poi potenziato con il vaccino J&J, quelle persone hanno prodotto livelli piuttosto elevati di anticorpi neutralizzanti contro omicron: 10 volte superiori rispetto alle persone che hanno ricevuto due iniezioni solo con il vaccino J&J», ha detto Montefiori. «Quindi il vaccino J&J potrebbe essere un buon richiamo per le persone che hanno ricevuto inizialmente un vaccino mRNA», ha aggiunto.

Allo studio richiamo con vaccino J&J

Il vaccino Johnson & Johnson può essere utilizzato per le dosi primarie o come richiamo, ma i CDC affermano che i vaccini Pfizer e Moderna sono raccomandati nella maggior parte delle situazioni a causa del rischio di gravi eventi avversi con il vaccino Johnson & Johnson. Il vaccino J&J è stato collegato a rari casi di trombosi, noti come trombosi con sindrome da trombocitopenia. «Si verifica a un tasso di circa 3,83 casi per milione di dosi di Janssen e ha provocato decessi», hanno affermato i CDC. Angela Branche, specialista in malattie infettive e professore associato di medicina presso l’Università di Rochester, ha affermato che il profilo delle persone a rischio per gli effetti collaterali del vaccino J&J «rimane qualcosa di preoccupante per alcuni gruppi in cui tale rischio è elevato».

Le donne di età compresa tra 30 e 49 anni sono maggiormente a rischio di questo raro evento avverso. Ma se i dati di questa analisi avrà successo, il vaccino J&J potrebbe essere considerato utile come richiamo solo per alcune popolazioni. «Per alcuni gruppi in cui il rischio di sviluppare gravi coaguli di sangue non è molto alto, come gli anziani, questa potrebbe essere una buona strategia», ha affermato Branche. Montefiori ha detto che il vaccino merita di essere approfondito. «Penso che potrebbe esserci ancora un posto per il vaccino J&J nel quadro a lungo termine di questa pandemia», ha concluso.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Ricompare la poliomielite in Europa, in Gb massima allerta
Nel Regno Unito è stato segnalato un potenziale focolaio di poliomielite, in seguito al ritrovamento di tracce del virus nelle acque reflue. Secondo l'Oms, ci sono oltre 100 paesi che non raggiungono la copertura vaccinale raccomandata
Il vaccino può causare il Long Covid?
Uno studio americano ha segnalato una serie di sintomi legati alla vaccinazione anti-Covid. Ma per gli esperti non si tratta di Long Covid, ma solo di normali effetti collaterali
In autunno un test ci dirà se dobbiamo fare un nuovo vaccino anti-Covid?
Un nuovo test rapido del sangue è in grado di misurare l'immunità al virus Sars-CoV-2 e indicare, in questo modo, l'opportunità di fare una nuova dose di vaccino
Vaiolo delle scimmie, casi in aumento nel mondo. Si ipotizzano ipermutazioni più contagiose
I casi di vaiolo delle scimmie nel mondo sono in aumento. Si ipotizzano ipermutazioni che possono aver reso il virus più contagioso. I paesi europei iniziano a difendersi
Vaiolo delle scimmie, cresce allarme in GB. L’ECDC teme l’endemia
Triplicano i casi di vaiolo delle scimmie nel Regno Unito. Mentre l'ECDC teme che possibili contagi in animali possano far diventare il virus endemico
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 27 giugno, sono 543.612.507 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.329.069 i decessi. Ad oggi, oltre 11,65 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&nb...
Covid-19, che fare se...?

Quali sono i sintomi della variante Omicron BA.5 e quanto durano?

La variante Omicron BA.5 tende a colpire le vie aeree superiori, causando sintomi lievi, come naso che cola e febbre. I primi dati indicano che i sintomi durano in media 4 giorni
Covid-19, che fare se...?

Il vaccino può causare il Long Covid?

Uno studio americano ha segnalato una serie di sintomi legati alla vaccinazione anti-Covid. Ma per gli esperti non si tratta di Long Covid, ma solo di normali effetti collaterali