Salute 20 Febbraio 2018

Contratto medici, partita la trattativa. Sciopero revocato, ma l’aumento deve superare gli 85 euro

Partita all’Aran la trattativa per il rinnovo del contratto dei medici. Il primo effetto concreto è stato la revoca dello sciopero fissato per il 23 febbraio. Ma per arrivare alla agognata firma attesa da 9 anni, la strada è in salita: da una parte vanno reperite risorse adeguate per l’aumento (che dovrà superare i fatidici 85 euro) e per le altre voci; dall’altra ci sono aspetti normativi importanti da definire come orario di lavoro, reperibilità, esigibilità del contratto

Immagine articolo

Partita all’Aran la trattativa per il rinnovo del contratto dei medici. Il primo effetto concreto è stato la revoca dello sciopero fissato per il 23 febbraio, «una buona notizia che mi rende felice», ha twittato il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Ma dopo il primo round di contrattazione, i sindacati si dicono insoddisfatti. Salvo poche eccezioni, in tanti hanno sottolineato l’assenza di una base salariale di partenza, dato fondamentale per poter calcolare l’ammontare dell’aumento. Tutti hanno apprezzato la disponibilità al dialogo, che sarà concretizzata in una calendarizzazione dei prossimi incontri, anche se preoccupa la data della prossima riunione, prevista per il primo marzo, a pochi giorni dalle elezioni politiche. Una vicinanza che difficilmente potrà aiutare la trattativa.

«Il bicchiere è proprio vuoto per quanto mi riguarda – afferma Guido Quici, Presidente di Cimo -. Le Regioni hanno risparmiato oltre due miliardi e e mezzo sul comparto sanità per tutto il personale in questi anni e quindi mi meraviglio come non trovino le risorse. Mediamente ogni medico perde dai fondi 246 euro al mese e ci vogliono dare 85 euro. Alla fine non sappiamo qual è il monte salari, da dove si parte. L’idea è quella di fare una calendarizzazione delle riunioni. Però sono sempre dell’avviso che carta canta».

«Degli altri aspetti contrattuali non si è parlato proprio – aggiunge Quici –  E’ un contratto nuovo, mette insieme l’area 4 dei medici con l’area dei dirigenti sanitari non medici, due realtà completamente diverse. Va omogeneizzato, vanno trovate delle soluzioni. Dopo nove anni il mondo è cambiato e i contratti verranno cambiati totalmente. Occorrerà del tempo. Da parte nostra c’è buona volontà ma non vorremmo fare dei contratti al ribasso».

Per arrivare alla agognata firma attesa da 9 anni, la strada è dunque in salita: da una parte vanno reperite risorse adeguate per l’aumento (che dovrà superare i fatidici 85 euro) e per le altre voci. Dall’altra ci sono aspetti normativi importanti da definire come «orario di lavoro, reperibilità, esigibilità del contratto» come ci spiega Costantino Troise, segretario dell’Anaao Assomed, uno dei più combattivi al tavolo della trattativa di via del Corso.

All’incontro da una parte il Governo, rappresentato dall’Aran (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni), e dall’altra le sigle sindacali, che la scorsa settimana si sono divise sulla necessità di fare sciopero il 23 febbraio, ma che oggi sono tornate a compattarsi.

Cgil e Uil, che si erano dette soddisfatte della convocazione, avevano già ritirato la protesta, mentre gli altri sindacati  avevano (fino alla recente revoca) deciso di mantenere la giornata di protesta. L’atto di indirizzo è lo stesso di novembre, anche se presumibilmente sarà presentata un’integrazione. La quota di partenza è 85 euro, anche se in realtà è solo la media degli aumenti.

«Gli 85 euro sono la media, la percentuale è 3,48% sulla massa salariale. Ognuno calcolerà sulla propria massa salariale» spiega ancora a Sanità Informazione Costantino Troise, segretario dell’Anaao Assomed.

Gli aumenti saranno in parte coperti anche dallo stanziamento stabilito dalla Conferenza straordinaria delle Regioni che ha approvato il riparto del Fondo Sanitario 2018, superiore a quello del 2017 di quasi 1 miliardo di euro: quest’anno infatti sarà pari a 110 miliardi e 131.490mila euro, rispetto ai 109 miliardi e 225.713 del 2017.

Il presidente della FNOMCeO Filippo Anelli ha espresso il suo sostegno ai sindacati affinché si chiuda la vertenza: «I professionisti del sistema salute chiedono certezze ma anche riconoscimenti sul piano normativo economico per il lavoro che svolgono».

IL COMUNICATO DELL’INTERSINDACALE MEDICA

«Le Organizzazioni Sindacali della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria prendono atto dell’avvio del confronto all’Aran per il rinnovo del contratto di lavoro 2016-2018 che oggi ha ufficialmente tagliato i nastri di partenza – scrivono in un comunicato dell’Intersindacale Medica i rappresentati dei camici bianchi -. Il calendario dei prossimi incontri, ravvicinati nel tempo a partire dalla convocazione per il prossimo 1° marzo, e la dichiarata disponibilità dell’Aran a proseguire un percorso da condividere, ci inducono a raffreddare per il momento la vertenza che ci ha visti impegnati per un intero anno fino ad oggi. In attesa di risposte precise e responsabili alle domande poste oggi, auspichiamo una stagione costruttiva finalizzata a recuperare quanto è stato perso in termini di retribuzioni stipendiali e condizioni di lavoro dei medici e dei dirigenti sanitari, oggi peggiorate al punto da costituire un fattore limitante per l’accesso alle cure per i cittadini.
Nel contempo le Organizzazioni Sindacali chiedono alle Regioni di fare la loro parte in merito a contenuti e tempi della contrattazione. A fronte di queste considerazioni, le Organizzazioni Sindacali sospendono la giornata di sciopero nazionale indetta per il 23 febbraio, mantenendo comunque lo stato di agitazione e riservandosi, già a seguito dell’incontro del 1° marzo, di fissare una nuova data nel caso in cui tempi e contenuti della trattativa fossero insoddisfacenti» concludono ANAAO ASSOMED – CIMO – AAROI-EMAC – FP CGIL MEDICI E DIRIGENTI SSN – FVM Federazione Veterinari e Medici – FASSID (AIPAC-AUPI-SIMET-SINAFO-SNR) – CISL MEDICI – FESMED – ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI – UIL FPL COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE AREE CONTRATTUALI MEDICA, VETERINARIA SANITARIA.

 

RINNOVO ACN MEDICI DI FAMIGLIA

Parallelamente alla trattativa per il rinnovo del contratto dei medici, va avanti anche quella per il rinnovo della Convenzione con i Medici di medicina generale, cui provvederà l’integrazione degli atti d’indirizzo. Nei giorni scorsi il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha sollecitato la Sisac inviando una lettera al coordinatore, Vincenzo Pomo, chiedendo «di procedere a un pre-accordo che riconosca alla medicina generale risposte immediate su ricambio generazionale e recupero economico» e «soluzioni negoziali per parificare gli standard economici della dipendenza e della convenzionata». Sul tavolo anche la necessità di soluzioni alla vacatio contrattuale e al problema della formazione per le donne in maternità. Il presidente FIMMG Silvestro Scotti, dopo un incontro con il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini e gli assessori Antonino Saitta e Massimo Garavaglia, ha annunciato che sono state verificate le basi economiche per la chiusura di un pre-accordo subito e di un Acn completo entro il 2018.

 

SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK <— CLICCA QUI

 

Articoli correlati
Quota 100, nelle Pa oltre 2mila domande di pensionamento. Anaao: «Sostituiamo i medici che vanno via sfruttando il Decreto Calabria»
Secondo i dati del sindacato Anaao Assomed, potenzialmente con Quota 100 possono chiedere di andare in pensione tutti i dirigenti medici del Servizio sanitario nazionale (Ssn) nati tra il 1954 e il 1959: sei classi che corrispondono a 38 mila camici bianchi su 105 mila
Carenza medici, Veneto assume 500 neolaureati. FNOMCeO e sindacati all’attacco: «Così si svilisce professione e si abbassa la qualità delle cure»
La Giunta guidata da Luica Zaia ha deliberato l’assunzione di 500 giovani medici, laureati e abilitati, ma non ancora in possesso della specializzazione: sarà sufficiente la frequentazione di un corso. Anaao Assomed annuncia l’impugnazione del provvedimento. Anelli: «Con il pretesto dell’emergenza si mandano allo sbaraglio professionisti con minori competenze»
Anaao contro il ‘riposo spezzatino’. Costantino: «Corte UE dica se deroga a direttiva è lecita. Per noi non lo è»
Il sindacato promette di dar battaglia per assicurare il riposo sufficientemente lungo e continuo previsto dalle direttive europee anche ai medici in pronta disponibilità. Il sindacalista: «Non prospettiamo il muro contro muro, ma credo che le Leggi vadano rispettate da tutti»
di Giovanni Cedrone e Giulia Cavalcanti
Pronta reperibilità, ecco perché il nuovo contratto dei medici potrebbe violare la direttiva europea sulle 11 ore di riposo
L’ipotesi di CCNL dei medici, all’articolo 27, sembra derogare dalla direttiva Ue 88 del 2003 che sancisce le 11 ore di riposo consecutive. Sindacati sul piede di guerra. I casi di Francia, Spagna, Irlanda, Germania e Grecia. Consulcesi avvia la battaglia legale per tutelare i medici e ottenere i risarcimenti
di Cesare Buquicchio e Giovanni Cedrone
Dalla carriera all’aumento economico, tutto quello che c’è da sapere sul contratto dei medici. E su cosa si dividono i sindacati
Un vademecum del sindacato Anaao-Assomed ha provato a riassumere i punti qualificanti del contratto della dirigenza medica. Ma su molti aspetti le interpretazioni dei sindacati firmatari e quelli contrari divergono. Ecco una mappa con le diverse posizioni
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Salute

Il medico di famiglia che paga di tasca propria lo psicologo per i suoi pazienti: la storia di Antonio Antonaci

A Galatina i “precursori” del decreto Calabria. La psicologa: «La compresenza di queste due figure professionali all’interno dello studio di medicina generale limita l’assunzione di farmaci e...
di Isabella Faggiano
Lavoro

Riposo dopo la reperibilità, Spedicato (Fems): «In altri Paesi europei sempre garantito recupero di 24-48 ore»

La delegata della Federazione europea dei medici salariati illustra il funzionamento dell’istituto della reperibilità nel resto d’Europa: in Slovenia c’è una soglia limite oltre la quale diven...
di Giovanni Cedrone e Giulia Cavalcanti
Lavoro

Pronta reperibilità, ecco perché il nuovo contratto dei medici potrebbe violare la direttiva europea sulle 11 ore di riposo

L’ipotesi di CCNL dei medici, all’articolo 27, sembra derogare dalla direttiva Ue 88 del 2003 che sancisce le 11 ore di riposo consecutive. Sindacati sul piede di guerra. I casi di Francia, Spagna...
di Cesare Buquicchio e Giovanni Cedrone