Salute 16 febbraio 2018

Sciopero medici, strappo di Cgil e Uil. Filippi: «Revochiamo la protesta. Abbiamo vinto su tutti i fronti»

Anche la Uil interrompe la mobilitazione. «Abbiamo avuto garanzia dalle regioni di un rinnovo contrattuale rapido, abbiamo avuto garanzie sul finanziamento» sottolinea il segretario della Fp Cgil Medici

Immagine articolo

Il fronte dello sciopero dei medici e degli operatori sanitari, convocato per il 23 febbraio, inizia a mostrare le prime crepe. Oggi la Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn e la Uil Fpl Coordinamento Nazionale delle Aree Contrattuali Medica, Veterinaria e Sanitaria hanno annunciato la revoca della protesta alla luce anche della convocazione dell’Aran prevista per il 20 febbraio. Una presa di posizione che era nell’aria già da ieri: durante la riunione dell’intersindacale medica era emersa una diversità di vedute rispetto ad altre sigle. Oggi infatti l’intersindacale medica ha confermato lo sciopero del 23 febbraio anche se dice disposta a «rivedere il calendario di protesta».

«Abbiamo vinto su tutti i fronti su quelle che erano le motivazioni del nostro stato di agitazione iniziale – spiega a Sanità Informazione il segretario della Fp Cgil Medici Andrea Filippi – Abbiamo ottenuto la convocazione, abbiamo avuto garanzia dalle regioni di un rinnovo contrattuale rapido, abbiamo avuto garanzie sul finanziamento perché è stato fatto l’atto integrativo per il comparto e a breve uscirà l’atto integrativo per la dirigenza. Il mantenimento dello sciopero in questo momento è un atto che non ha significato ma i cui significati non sono da ricondurre alle vere esigenze dei lavoratori»

Filippi, dunque si rompe sostanzialmente l’unità intersindacale?

«Su questa revoca dello sciopero sì, poi vedremo. L’intersindacale presumibilmente lo mantiene ma chiedetelo a loro».

Da quello che abbiamo colto ieri sembravano intenzionati a mantenerlo, salvo novità dal 20 febbraio.

«La loro intenzione è quella di revocarlo il 20, ma noi non capiamo perché. Noi preferiamo essere coerenti fino in fondo con le battaglie intraprese. Abbiamo fatto 15 giorni di trattativa con governo e regioni per avere garanzie di rinnovo contrattuale, aprire il tavolo e avere le finanze. Abbiamo vinto su tutti i fronti, ci sembra coerente e serio nei confronti della parte datoriale a questo punto revocare lo sciopero oggi prima di sedersi al tavolo».

Al tavolo delle trattative, quale sarà la quota che ritenete accettabile da un punto di vista economico per il rinnovo del contratto.

«Quella che è già stata finanziata, la quota accettabile è il 3,48% così come per tutti gli altri comparti. Noi siamo in una condizione per cui grazie all’accordo del 30 novembre 2016 è stata fatta un’operazione in cui si è ridato valore all’unità di tutti i comparti del pubblico impiego, parametrando un aumento contrattuale di 85 euro medi. Per noi questa parametratura corrisponde al 3,48% sulla massa salariale. Non è un aumento che va a risanare otto anni di blocco contrattuale, ma è comunque un contratto che noi riteniamo transitorio che ci consente di rimettere i paletti, soprattutto dalla parte normativa, su quegli aspetti di esigibilità del contratto che venivano continuamente mortificati nelle contrattazioni decentrate e non solo».

Ci sono altri aspetti del contratto abbastanza delicati, come gli orari e i tempari. Su questo cosa chiedete al governo?

«Su questo chiediamo che non sia fatta nessuna forma di deroga sulla legge europea sull’orario di servizio se prima non si rivedono i fabbisogni. Noi aspettiamo ancora un incontro al ministero della salute per capire su quali criteri fare il calcolo sui fabbisogni. Abbiamo superato il rischio che i calcoli venissero fatti sui criteri da tempari fatti dalla regione Piemonte. È girata invece una proposta che tiene in considerazione l’organizzazione del lavoro, però non l’abbiamo ancora ricevuta ufficialmente, aspettiamo la convocazione al ministero della Salute per rivedere il fabbisogno. A fronte di una revisione dei fabbisogni, di un loro finanziamento, solo a quel punto si potrà cominciare a ragionare di deroghe».

Articoli correlati
Sciopero medici, la voce degli studenti: «Senza programmazione e finanziamenti il nostro futuro è drammatico»
Blocco del turnover, imbuto formativo e precarietà sono solo alcune delle ragioni che hanno spinto tanti studenti di medicina e specializzandi a supportare lo sciopero di venerdì scorso indetto dalla dirigenza medica e sanitaria: «Per noi studenti diventa sempre più complesso capire se avremo un futuro nell’ambito della sanità»
Sciopero medici, adesione tra 80 e 90%. Sindacati: «Senza risposte ci fermeremo anche a dicembre». E Grillo li convoca: «Accoglieremo loro istanze»
Forte adesione anche tra gli anestesisti: hanno aderito in 12mila. Il Ministro della Salute annuncia: «Passi avanti su contratto, nelle prossime settimane ci sarà annuncio». Anelli (Fnomceo): «Medici stufi, ma dimostrano loro attaccamento a SSN»
Contratto medici, CIMO chiede alla Corte dei Conti indagine su dieci regioni. Quici: «Serve trasparenza, dove sono finiti i soldi?»
Il sindacato chiede di attivare un controllo sulla contabilità delle amministrazioni regionali per verificare se e quanto abbiano accantonato per il rinnovo del contratto della dirigenza medica per il periodo 2016-2018. In caso di ammanchi c’è la possibilità che si configuri “danno erariale”
L’industria alimentare scrive al Governo: “No a sciopero veterinari AUSL: rischio paralisi e difficoltà di approvvigionamento carni”
Le Associazioni dell’industria alimentare Assocarni, Unaitalia e Assica hanno scritto al Governo una lettera per segnalare che la sospensione del servizio ispettivo da parte dei servizi veterinari delle AUSL in occasione dello sciopero del 23 novembre comporterà la paralisi dell’industria della macellazione con conseguente difficoltà di approvvigionamento delle carni al consumo e sosta forzata degli animali, con prevedibili […]
Sciopero medici, c’è il supporto di Federspecializzandi. Guicciardi: «Ecco come possono aderire i medici in formazione»
Il presidente dell’Associazione nazionale dei medici in formazione specialistica a Sanità Informazione: «Gli specializzandi non godono del diritto di sciopero, ma possono richiedere un permesso per assenza giustificata o, al limite, ricorrere all’assenza ingiustificata. Fondamentale che strutturati in sciopero non facciano ricadere tutte le attività su specializzandi»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

E-fattura, Marino (OMCeO Roma): «Dal 2019 cambia tutto, professionisti sanitari si attivino o rischio sanzioni»

«Per attivare la procedura occorre il ‘sistema d’interscambio’: ecco come funziona» così Emanuela Marino dell’Ufficio relazioni con il pubblico dell’OMCeO Roma parla delle novità in mate...
Salute

Endometriosi, arriva nuovo Ddl: 25 milioni per la ricerca e bonus malattia. Sileri (Comm. Sanità): «Prevenzione e tutela contro patologia subdola»

Per contrastare il ritardo nella diagnosi il disegno di legge presentato al Senato prevede corsi di formazione per ginecologi e medici di famiglia e una Giornata nazionale per parlare della malattia. ...
Politica

Sunshine Act, ecco cosa prevede Ddl trasparenza. Il relatore Baroni (M5S): «Così si previene corruzione. Per i medici no oneri burocratici»

Il provvedimento, in discussione in Commissione Affari Sociali, è sul modello di una analoga legge francese. Soglia minima per la dichiarazione è 10 euro: l’obbligo sarà in capo alle industrie sa...