Salute 13 Gennaio 2021 10:12

Conoscere i test per Covid-19, un dovere del medico. La biologa: «Serve informazione univoca»

Marina Baldi è responsabile del corso ECM “Covid-19: un test per tutti. Test di screening e diagnostici e loro funzionamento” del provider Sanità in Formazione. Ogni esame ha proprie caratteristiche e può fornire anche risultati imprecisi, ma non significa che non funzionano

Conoscere i test per Covid-19, un dovere del medico. La biologa: «Serve informazione univoca»

Tracciare e testare sono ancora i due strumenti più importanti che abbiamo per combattere Covid-19. Il medico è il primo baluardo contro le insicurezze dei pazienti e deve essere il punto fermo sulle informazioni necessarie. Se non c’è chiarezza sul funzionamento dei test, manca la fiducia nel sottoporvisi e la catena del contact-tracing potrebbe subirne le conseguenze. Lo sostiene, senza mezzi termini, la biologa Marina Baldi, responsabile del corso ECM “Covid-19: un test per tutti. Test di screening e diagnostici e loro funzionamento” del provider Sanità in Formazione.

«Il medico deve poter dare delle spiegazioni rassicuranti, cosa che non sempre succede» spiega. «Il problema è stato anche che i medici non hanno avuto informazioni univoche da virologi e organi di governo. Una situazione che ha creato ansia e diffuso troppe teorie infondate». Dunque, ora più che mai, è dovere del professionista sanitario essere consapevole di quale test sia opportuno consigliare al paziente. Nonché prepararlo alla possibilità di un risultato errato. Risultato che non deve essere associato alla inefficacia del test, ma al loro stesso funzionamento.

«Come in tutti i test diagnostici e virologici – spiega Baldi – c’è una possibilità di falsi positivi o falsi negativi. Questa cosa spaventa, ma in realtà è una conseguenza normale nei test. Pensiamo ai tamponi molecolari che sono il test più approfondito, che però ha una minima sensibilità. Al di sotto circa di 50 copie virali nel campione che esaminiamo, il test non è in grado di identificare la presenza del virus. Avere meno di 50 copie non significa però essere negativi, significa che l’infezione è forse iniziata da poco e sta crescendo. Quindi avere un test negativo in presenza di sintomi o di un contatto con una persona positiva ci indica soltanto che dobbiamo ripetere il test a distanza di qualche giorno».

«Questo vale – prosegue – sia per i test antigenici che per quelli sierologici, che anzi hanno un tempo di latenza anche più lungo. Perché nei sierologici abbiamo un dosaggio di immunoglobuline M che si alzano abbastanza rapidamente ma non istantaneamente, e le immunoglobuline G si alzano con più ritardo perché fanno parte della memoria immunologica. Quindi può capitare che ci sia qualcuno che si positivizza dopo un po’, oppure che fatichi a negativizzarsi dopo aver avuto una positività».

Sono in arrivo anche delle novità, ricorda la biologa. Come i test salivari, particolarmente adatti per i più piccoli. Un modo per evitare loro il tampone, che è più fastidioso. «Io sono fiduciosa che tra vaccino e terapie opportune riusciremo in qualche modo a contenere la cosa», conclude Baldi, in una nota di positività.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Se la linea del tampone rapido appare sbiadita significa che la carica virale è più bassa?
Il tampone rapido, oltre a verificare l'eventuale positività, è anche in grado di definirla in termini quantitativi?
di Valentina Arcovio
Test molecolari, antigenici e salivari, è ancora caos. Quali sono le opzioni che abbiamo?
Maurizio Sanguinetti, direttore del Dipartimento di Scienze di Laboratorio e Infettivologiche della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS fa il punto sugli strumenti che abbiamo a disposizione per la diagnosi o lo screening di Covid-19
Tamponi nelle parafarmacie, indennità, consenso informato. Così i partiti vogliono cambiare il decreto sull’obbligo vaccinale
Centinaia gli emendamenti presentati al DL 1 del 2022 che introduce l’obbligo vaccinale per gli over 50. Coraggio Italia chiede di estendere l’obbligo agli over 18. Mentre il M5S chiede tamponi calmierati in base al reddito. Richiesta bipartisan per consentire anche a chi ha il Green pass base di fruire dei trasporti marittimi
di Francesco Torre
Covid, Report Gimbe: «Ok stop colori e tracing ma inaccettabili altre proposte delle Regioni»
Aumentano i decessi e crollano nuove vaccinazioni. Cartabellotta: «Iniziale discesa della curva condizionata anche da calo tamponi, per molecolari tasso positività in lieve risalita»
Tamponi: in Lombardia i 5 Stelle pensano a parafarmacie e infermieri di libera professione. Federfarma boccia l’idea
Mammì (Segretario Commissione Sanità Regione Lombardia): «Avremmo centinaia di professionisti sanitari disponibili per allentare la pressione sulle farmacie o gli hub ospedalieri, personale a cui si potrebbe poi anche permettere di somministrare vaccinazioni e stampare green pass sempre con la stessa ottica di ampliare la rete di controllo della pandemia». Racca (Presidente Federfarma Lombardia) «Ipotesi impraticabile, le norme sono nazionali»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Dalla Redazione

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Ad oggi, 27 gennaio 2023, sono 669.913.624 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.821.347 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE. I casi in Italia L’ultimo bollettino di...
Covid-19, che fare se...?

Come distinguere la tosse da Covid da quella da influenza?

La tosse da Covid è secca e irritante, quella da influenza tende invece a essere grassa. In ogni caso non esistono rimedi se non palliativi, come gli sciroppi lenitivi. No agli antibiotici: non...
Salute

Kraken, la nuova variante di Omicron dietro il boom di contagi negli Usa

Secondo il Cdc, Kraken ha più che raddoppiato il numero di contagi ogni settimana, passando dal 4% al 41% delle nuove infezioni