Salute 25 Novembre 2020 07:34

Con la pandemia i laboratori di make up per le pazienti oncologiche si trasferiscono online

La Forza e il Sorriso continua la sua attività. La presidente: «Sono tante le donne malate di cancro che, anche in questo periodo di estrema emergenza, hanno chiesto di poter partecipare ai nostri laboratori. Vedersi meglio aiuta a sentirsi in forma»

di Isabella Faggiano
Con la pandemia i laboratori di make up per le pazienti oncologiche si trasferiscono online

Dirette Facebook, tutorial, infografiche, incontri virtuali one-to-one. È così che nell’era 4.0, le donne malate di cancro possono ritrovare quella bellezza che la malattia sembra avergli portato via. La Forza e il Sorriso Onlus, un’associazione che organizza laboratori di bellezza per le pazienti oncologiche,  ha continuato la sua attività di volontariato anche durante la pandemia, trasferendola dal mondo reale a quello virtuale.

«Organizziamo laboratori interattivi di bellezza per le donne in trattamento oncologico – racconta Anna Segatti, presidente dell’Associazione -. Piccoli trucchi per rimediare agli effetti collaterali delle terapie, come il colorito grigiastro della pelle o la perdita di ciglia e sopracciglia, ma soprattutto per interrompere la sofferenza con un momento di incontro in grado di donare fiducia e coraggio».

Una forza che la stessa Anna Segatti ha dovuto trovare dentro di sé: attivamente impegnata nella nascita del progetto, si è proposta come presidente nel 2015, dopo la scoperta della sua malattia. Una condizione che le ha permesso di comprendere fino in fondo la sofferenza di queste donne, sperimentata sulla sua stessa pelle.

«I laboratori – continua Segatti – sono condotti, alla presenza di una psicoterapeuta, da consulenti di bellezza specializzate in make up, ma dotate anche di una grande empatia. Questa qualità le rende capaci di tirar fuori le persone da quella solitudine e quell’isolamento che le donne malate di cancro, inevitabilmente, si trovano a sperimentare». A dimostrare questa abilità sono i test di gradimento compilati, in forma anonima, da tutte le partecipanti: oltre il 90% è rimasta entusiasta dell’esperienza vissuta.

Sono 18 mila le donne che, grazie all’aiuto di 500 volontari – tra consulenti di bellezza e personale ospedaliero – e al sostegno di 29 imprese cosmetiche, hanno potuto vivere quest’esperienza, finora organizzata nelle 56 strutture che ospitano la Forza e il Sorriso in vari luoghi d’Italia. L’Associazione, nata nel 2007, è la versione italiana del programma internazionale Look Good Feel Better che, dal 1989, ha aiutato quasi 2 milioni di persone in 27 diversi Paesi, di cui 12 europei.

«All’inizio c’è molta diffidenza: le donne credono che sia inopportuno e inutile dedicarsi ad un’attività futile in un momento così difficile della propria vita. E – aggiunge Segatti – solo dopo aver terminato il laboratorio comprendono che quella sensazione di futilità è solo apparente. Anche io, che da anni continuo ad affrontare le mie cure – continua la presidente -, se non mi trucco mi sento demoralizzata».

Ma non è solo il rapporto con se stessi a migliorare: «Si instaurano delle relazioni speciali con chi patisce per le stesse pene – racconta Segatti -. Alla fine del laboratorio ci si scambia consigli, complimenti e, soprattutto, magnifici sorrisi».

Le attività dell’Associazione sono state interrotte soltanto durante il primo lockdown, per poi essere riattivate subito dopo. «Ma questa nuova ondata – aggiunge la presidente – ci sta ponendo di fronte ad una nuova e difficile sfida, che intendiamo affrontare accanto alle nostre donne. Sono tante le pazienti che anche in questo periodo di estrema emergenza chiedono di poter partecipare ai nostri laboratori. Così, dopo una prima fase caratterizzata sostanzialmente da dirette Facebook e diffusione di materiale informativo, abbiamo inaugurato una modalità di laboratorio online one-to-one, consulente di bellezza e paziente oncologica. Ognuna riceve direttamente a casa propria la valigetta con l’occorrente necessario, donata a tutte le partecipanti dalle imprese cosmetiche. E, nonostante la distanza fisica, la commozione finale resta: guardandosi allo specchio, si ritrova un’immagine intima, familiare. Quella di una donna che la malattia non ha affatto portato via».

 

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