Salute 17 Febbraio 2022 18:09

Cannabis, nessun referendum. Molinaro (Cnr), «Cambio norme non influisce su consumo abituale»

La Corte Costituzionae ha dichiarato inammissibile il referendum per depenalizzare la coltivazione della cannabis a uso personale. Sabrina Molinaro del Cnr esprime i suoi dubbi sugli effetti di norme più liberali sui consumatori abituali

Cannabis, nessun referendum. Molinaro (Cnr), «Cambio norme non influisce su consumo abituale»

La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il referendum che avrebbe depenalizzato la coltivazione della cannabis per uso personale. Un’occasione persa per modificare le abitudini di consumo? Non come si spererebbe. Almeno per Sabrina Molinaro dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ifc), coordinatrice di un progetto Europeo finalizzato al monitoraggio dei comportamenti a rischio della popolazione giovanile. «Il numero di giovani consumatori abituali di cannabis, quelli che dichiarano di fare un uso della sostanza su base giornaliera, non sembra essere influenzato dai cambiamenti normativi sulle pene associate al possesso di sostanze stupefacenti», spiega.

Uno studio europeo mostra gli effetti di norme più liberali e norme più stringenti

Per rendersene conto basterebbe dare un’occhiata ad alcuni dei dati dello studio ESPAD (European School Survey Project on Alcohol and other Drugs) coordinato dal gruppo di ricerca di Molinaro. Nel report, pubblicato sull’International Journal of Environmental Research and Public Health, gli scienziati hanno valutato i dati raccolti in 20 paesi europei, confrontando le variazioni nelle abitudini di consumo in relazione all’adozione di diverse normative più o meno restrittive in materia di cannabis. «Secondo quanto emerge dal nostro lavoro – riporta Molinaro – circa il 25 per cento dei ragazzi può essere considerato un consumatore occasionale, che ha fatto uso della sostanza almeno una volta nell’arco dei 12 mesi precedenti. I ragazzi che dichiarano di fumare circa una volta al giorno sono circa il 2-5 per cento del campione e il nostro studio suggerisce che in questi casi l’adozione di normative più o meno stringenti non influisce sull’abitudine di consumo».

Misure più liberali favoriscono i consumi occasionali

L’adozione di normative meno permissive, tuttavia, sembra scoraggiare i consumatori occasionali. «Questi dati sono in accordo con una semplice legge di mercato: una diffusione maggiore rende più semplice anche inciampare nella sostanza, specialmente per i ragazzi che sanno che non correrebbero particolari rischi se venissero scoperti nell’atto di fare uso di queste sostanze», spiega Molinaro. «Il rischio di ripercussioni sembra invece in grado di ridurre le esperienze d’uso, il che, in linea di principio, potrebbe contribuire a una minore diffusione delle sostanze illegali», aggiunge. L’indagine scientifica, che ha raccolto dati provenienti da diverse realtà europee, indica che le riforme più liberali possono favorire l’aumento degli utilizzatori occasionali.

Più efficaci strategie mirate a sensibilizzare i giovani

«Nella nostra relazione – conclude Molinaro – abbiamo evidenziato che una possibile strategia di intervento riguarda l’adozione di strategie mirate a sensibilizzare i giovani sui possibili rischi derivanti dall’uso frequente di sostanze stupefacenti. Il referendum bocciato dalla Consulta si lega collateralmente a questa riflessione, perché il documento aveva in oggetto la depenalizzazione dell’atto di coltivazione di marijuana ad uso personale. La direzione di questa riforma sembra orientata verso una maggiore normalizzazione dell’uso di sostanze, ma, indipendentemente dalla mia opinione personale sulle decisioni a riguardo, credo che sia importante valutare i dati. Il nostro lavoro, che si concentra sulla popolazione dei giovanissimi, potrebbe essere considerato dalle autorità decisionali per valutare le possibili conseguenze legate al consumo di droghe in caso di riforme normative».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Cannabis: 1 consumatore su 3 sviluppa disturbi clinici e sociali
Il consumo di cannabis può non essere così innocuo come invece molti pensano. Una persona su 3 che ne fa uso, infatti, sviluppa un disturbo che porta alla compromissione o a un disagio clinicamente e socialmente significativo. E questo può dipendere dalla genetica. È quanto emerge da uno studio condotto dalla Yale University e pubblicato su Nature Genetics
Cannabis, allarme adolescenti: a 13 anni già ne fanno uso, a rischio il cervello
Uno studio europeo rivela: Italia al primo posto per il consumo di marjuana tra i ragazzi con conseguenze che possono essere devastanti dal punto di vista neurologico. Maisano (psicologa e psicoterapeuta Fatebenefratelli Sacco): «La risonanza magnetica rivela aree cerebrali danneggiate che possono col tempo compromettere funzioni percettive e cognitive dell’individuo»
Cannabis, l’allarme dell’Omceo Roma: «È pandemia nei giovanissimi con effetti devastanti»
Aumenta il numero di giovani e giovanissimi che fanno uso di cannabis con effetti sulla salute mentale. Per contrastare questo fenomeno l'Omceo di Roma ha creato un Gruppo di lavoro dedicato alla prevenzione, valutazione e divulgazione delle conseguenze della cannabis
La Corte Costituzionale giudica “inammissibile” il referendum sull’eutanasia. Cappato: «Testo Fine vita è passo indietro»
«L'unico passaggio davvero utile che la legge avrebbe potuto prevedere allo scopo di impedire il prolungarsi indeterminato delle sofferenze del malato» spiega Filomena Gallo, segretario nazionale dell'Associazione Luca Coscioni
Eutanasia, Bologna (Coraggio Italia): «Armonizzare testo con legge sulle cure palliative»
Il medico e deputato di Coraggio Italia Fabiola Bologna non nasconde le sue perplessità sulla legge in discussione alla Camera: «Come medico ho seguito tanti pazienti con patologie gravi e gravissime che mi hanno chiesto di vivere anche con la loro malattia in modo dignitoso»
di Francesco Torre
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

Giornata mondiale emofilia, Cassone (FedEmo): “I dati dei pazienti confluiscano nel Registro Mec dell’Iss”

Al via all’ISS, con la collaborazione di AICE, un nuovo applicativo ideato appositamente per la raccolta dei dati, da mettere a disposizione dei Centri e delle Regioni. FedEmo: “Il Registr...
Advocacy e Associazioni

Mieloma multiplo. Aspettativa di vita in aumento e cure sul territorio, il paradigma di un modello da applicare per la prossimità delle cure

Il mieloma multiplo rappresenta, tra le patologie onco-ematologiche, un caso studio per l’arrivo delle future terapie innovative, dato anche che i centri ospedalieri di riferimento iniziano a no...
Salute

Parkinson, la neurologa Brotini: “Grazie alla ricerca, siamo di fronte a una nuova alba”

“Molte molecole sono in fase di studio e vorrei che tutti i pazienti e i loro caregiver guardassero la malattia di Parkinson come fossero di fronte all’alba e non di fronte ad un tramonto&...
di V.A.
Advocacy e Associazioni

Oncologia, Iannelli (FAVO): “Anche i malati di cancro finiscono in lista di attesa”

Il Segretario Generale Favo: “Da qualche anno le attese per i malati oncologici sono sempre più lunghe. E la colpa non è della pandemia: quelli con cui i pazienti oncologici si sco...