Salute 24 Maggio 2022 15:47

Cannabis, allarme adolescenti: a 13 anni già ne fanno uso, a rischio il cervello

Uno studio europeo rivela: Italia al primo posto per il consumo di marjuana tra i ragazzi con conseguenze che possono essere devastanti dal punto di vista neurologico. Maisano (psicologa e psicoterapeuta Fatebenefratelli Sacco): «La risonanza magnetica rivela aree cerebrali danneggiate che possono col tempo compromettere funzioni percettive e cognitive dell’individuo»

Cannabis, allarme adolescenti: a 13 anni già ne fanno uso, a rischio il cervello

Per 66 mila ragazzi la cannabis a 13 anni è una scomoda alleata per superare stress, inadeguatezza, paure. Lo dice l’European Monitoring Centre for Drugs Addiction (EMCDDA) che nell’ultimo report ha evidenziato il triste primato che l’Italia condivide con la Francia. Non solo, il 27,2% della popolazione italiana ha fatto uso almeno una volta nella propria vita di cannabis e il 15,4% tra i 15 e i 34 anni, ovvero 1,85 milioni di italiani, nell’ultimo anno.

Numeri che trovano conferma nelle parole di Francesca Maisano psicologa e psicoterapeuta della Casa Pediatrica dell’ospedale Fatebenefratelli Sacco di Milano. «Purtroppo, i dati ci dicono che i ragazzi iniziano a fare uso di sostanze stupefacenti in particolare cannabis e droghe sintetiche, ma aggiungerei alcol, già a dieci, undici anni. Abbiamo ragazzini che fumano prima di entrare in classe già alle medie – racconta -. Con conseguenze che possono essere devastanti dal punto di vista neurologico. L’abuso può provocare danni anatomo-funzionali a un cervello in pieno sviluppo quale quello degli adolescenti. Le sostanze tossiche presenti nella cannabis, infatti, influenzano i processi neurologici di maturazione, compromettendo con il tempo le funzioni percettive e cognitive dell’individuo»

Cannabis, quando si dice “fumarsi” il cervello

Proprio un recente studio realizzato nel 2021 e pubblicato sulla prestigiosa rivista Jama Psichiatry, ha messo in evidenza alcuni dati e quelle che possono essere le conseguenze a livello cerebrale di un uso costante di cannabis a partire dall’adolescenza. Il 42% dei ragazzi tra i 12 e i 15 anni fa uso abituale di cannabis. E’ la sostanza più consumata dagli italiani e più popolare tra i giovani dai 15 e i 19 anni. Su un campione di 799 adolescenti monitorati per 5 anni è emerso, infatti, che in coloro che avevano avuto un consumo continuativo di cannabis si associava un assottigliamento della corteccia prefrontale, la regione dell’encefalo che interviene nel controllo degli impulsi, delle emozioni, dei rischi e delle valutazioni a lungo termine e che completa la sua maturazione intorno ai 20, 21 anni. Negli adolescenti che fanno uso di cannabis è dunque più facile l’insorgenza di una dipendenza dalle droghe, mentre è stato dimostrato che l’uso precoce e prolungato di marjuana causa alterazioni della connettività cerebrale che a sua volta è alla base di deficit cognitivi e di una maggiore vulnerabilità a disturbi psicotici, schizofrenici oltre che a depressione e ansia. «Attraverso la risonanza magnetica nei ragazzi che consumano cannabis si possono riscontrare aree cerebrali danneggiate e anche delle ripercussioni a lungo termine con l’insorgenza in questi soggetti di depressione e ansia», rimarca Maisano.

Genitori: i grandi assenti

L’uso di cannabis ha effetti neurologici sugli adolescenti che ne fanno uso, occorre capire allora come intervenire per limitare il consumo e ridurre i danni che provoca sui ragazzi. Casa Pediatrica per far fronte al problema del consumo di droghe e alcol tra gli adolescenti ha realizzato uno spazio coinvolgendo i genitori, che spesso ignorano il problema. «In particolare, quando si parla di sostanze stupefacenti la maggior parte delle volte mamma e papà non comprendono la gravità della situazione – ammette la psicologa – in molti casi negano che il proprio figlio o figlia possa farne uso, altre volte scaricano le responsabilità su amici e conoscenti, mentre in situazioni estreme fumano con loro, accreditando quindi il comportamento dannoso. Ciò che manca ai ragazzi è l’attenzione, ai genitori la volontà di ascoltare, ne consegue una deriva che fa precipitare gli adolescenti nel limbo della dipendenza».

Un diario per essere consapevoli

Si comincia da sigarette elettroniche e alcol a 10/11 anni per poi passare a 12/13 anni alle canne sempre con maggiore frequenza senza rendersene conto. Allora un diario su cui annotare il numero delle canne che si consumano in un giorno diventa uno strumento per acquisire consapevolezza «Sono adolescenti che fanno di tutto pur di attirare l’attenzione dei genitori – sottolinea la psicologa del Fatebenefratelli -, e per questo non si nascondono. Bevono e fumano a casa, oppure prima di entrare in classe la mattina e questo pone un altro quesito: possibile che gli insegnanti non riconoscano un ragazzino alterato dalla droga? Per questo è opportuno coinvolgere scuola e insegnanti affinché sappiano cogliere i segnali che questi giovani mandano». Alla Casa Pediatrica si lavora sulle manifestazioni ansiose che esprimono i ragazzi, le preoccupazioni che incontrano a livello scolastico e relazionale, anche con i coetanei. «Cerchiamo di far capire loro che una volta finito l’effetto della droga, si trovano con gli stessi problemi di prima – sottolinea Maisano – ed allora cerchiamo di individuare cosa li porti a stare male facendo capire, con l’ausilio del diario, come col tempo il consumo della droga aumenta mentre il benessere effimero dura sempre meno. C’è una carenza affettiva profonda alla base del disagio su cui bisogna lavorare con i genitori e la scuola. Per uscire dal tunnel ci vogliono anni ancor più se c’è una predisposizione ad un disturbo psichiatrico, in quel caso il soggetto lo sviluppa maggiormente se posto in alcune condizioni sfavorevoli».

 

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Long Covid, scoperti biomarcatori predittivi negli adolescenti
Uno studio del Cnr indica, nei giovani che si sono ammalati, nuovi e precoci biomarcatori, potenzialmente predittivi del Long Covid
Cannabis, l’allarme dell’Omceo Roma: «È pandemia nei giovanissimi con effetti devastanti»
Aumenta il numero di giovani e giovanissimi che fanno uso di cannabis con effetti sulla salute mentale. Per contrastare questo fenomeno l'Omceo di Roma ha creato un Gruppo di lavoro dedicato alla prevenzione, valutazione e divulgazione delle conseguenze della cannabis
Cannabis, nessun referendum. Molinaro (Cnr), «Cambio norme non influisce su consumo abituale»
La Corte Costituzionae ha dichiarato inammissibile il referendum per depenalizzare la coltivazione della cannabis a uso personale. Sabrina Molinaro del Cnr esprime i suoi dubbi sugli effetti di norme più liberali sui consumatori abituali
Riforma MMG, Rossi (OMCeO Milano): «Fondi Pnrr per Case di Comunità? No, subito piano Marshall per territorio»
Il Presidente dell'OMCeO Milano: «Dibattito anacronistico con 21 sistemi regionali differenti e con le emergenze acuite dalla pandemia». La proposta: «Investire su medicina del lavoro e scolastica e restituire dignità alla medicina generale»
«I medici italiani vogliono scappare dalla dipendenza». Anelli (FNOMCeO) chiede un cambiamento
Il presidente FNOMCeO: «Inutile nascondersi dietro il passaggio a una nuova forma contrattuale per gli mmg: è demagogia, occorre cambiare i sistemi che non funzionano»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 1° luglio, sono 547.500.575 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.335.874 i decessi. Ad oggi, oltre 11,74 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dall...
Covid-19, che fare se...?

Quali sono i sintomi della variante Omicron BA.5 e quanto durano?

La variante Omicron BA.5 tende a colpire le vie aeree superiori, causando sintomi lievi, come naso che cola e febbre. I primi dati indicano che i sintomi durano in media 4 giorni
Covid-19, che fare se...?

Negativo con i sintomi, quando posso ripetere il test?

Capita sempre più spesso che una persona con i sintomi del Covid-19 risulti negativa al primo test. Con Omicron sono stati segnalati più casi di positività ritardata. Meglio ripet...