Politica 31 Gennaio 2019

Specializzazione, la ricetta di Fioramonti (Viceministro Miur): «Più fondi per fermare ‘imbuto formativo’»

Il numero due di Viale Trastevere parla a Sanità Informazione dei punti su cui verterà la riforma delle Scuole di Specializzazione: «Serve maggiore trasparenza e merito. L’Italia perde fino a 500mila euro per ogni medico che va all’estero. Deve diventare più attrattiva per chi è fuori, occorre maggiore mobilità». E aggiunge: «Rapporto tra azienda ospedaliera e università non è sempre efficiente come dovrebbe essere»

Immagine articolo

Investimenti, mobilità nella ricerca, trasparenza e merito. È la ricetta che ha in mente Lorenzo Fioramonti, Viceministro all’Istruzione, Università e Ricerca, per ristrutturare il mondo delle scuole di specializzazione di medicina e per rendere più attrattiva la professione medica, evitando che centinaia di medici lascino il Belpaese e vadano ad esercitare in altri Stati. Un fenomeno, questo, che secondo Fioramonti può arrivare a costare all’Italia fino a 500mila euro a persona. Del resto i dati non sono confortanti: in 10 anni (dal 2005 al 2015) sono ben 10mila i camici bianchi che hanno scelto di andare all’estero, una media di mille all’anno. Resta poi il nodo dell’imbuto formativo: se ogni anno si laureano 10mila persone, i posti per la specializzazione si aggirano intorno ai 7500. «La condizione fondamentale è mettere più soldi e fare in modo che ci sia il prima possibile un 80-90% di copertura, idealmente anche il 100% di copertura cosicché coloro che sono meritevoli e già laureati abbiano la possibilità di accedere al corso di specializzazione» continua il Viceministro al Miur, che poi snocciola un altro dato molto interessante: «Gli investimenti in ricerca hanno otto volte i ritorni degli altri investimenti, sono superiori a qualunque altra forma di investimento».

LEGGI ANCHE: SANITÀ, L’ALLARME DI FEDERICO GELLI: «FORMIAMO I MEDICI E POI LI COSTRINGIAMO AD ANDARE ALL’ESTERO: OGNI ANNO NE SCAPPANO MILLE»

Viceministro, lei ha dato un dato incredibile: perdiamo 500mila euro per ogni medico che va all’estero. Cosa possiamo fare per trattenere i professionisti in Italia?

«Dobbiamo cominciare a capire che perdere delle persone non è soltanto un problema dal punto di vista morale e sociale. È anche un problema enorme da un punto di vista economico: noi spendiamo circa 200mila euro per formare un laureato. Un costo totale, quello dell’istruzione, che aumenta se partiamo dai primi anni di vita. Quando parliamo di uno specializzando c’è tutto un percorso molto più importante. Allora noi dobbiamo fare in modo di cominciare a riattrarre le persone in Italia. Come lo si fa? Possiamo investire di più: gli investimenti in ricerca hanno otto volte i ritorni degli altri investimenti, sono superiori a qualunque altra forma di investimento; oppure creando delle condizioni di maggiore trasparenza e merito all’interno delle nostre strutture ospedaliere, formative, universitarie e così via. Anche questo è importante, tanti vanno via perché non si sentono valorizzati, non soltanto perché non guadagnano abbastanza o non hanno fondi di ricerca. E poi facendo in modo che l’Italia sia molto meglio collegata ad altri contesti europei e internazionali di modo che ci sia anche più mobilità dal punto di vista del personale, soprattutto nelle strutture di ricerca. L’Italia deve diventare più attrattiva per chi è fuori e in grado anche di beneficiare di una mobilità circolare, cioè gli italiani che vanno fuori per qualche anno è importante che poi rientrino e devono arrivare più stranieri. Tutto questo si può fare, ovviamente la condizione fondamentale è ricominciare a investire in questi settori e creare trasparenza e merito».

Il MIUR ha la competenza sulle scuole di specializzazione. Come si pensa di potenziarle e qualificarle? Ci sono investimenti ad hoc in materia?

«Sicuramente dobbiamo investire di più nelle borse di studio, non è possibile che chi esce fuori dalla facoltà di Medicina ha solo il 60% di possibilità di riuscire ad accedere alle scuole di specializzazione. Molti di loro non hanno accesso perché non ci sono finanziamenti sufficienti. In secondo luogo, deve essere fatto in maniera più trasparente e anche in maniera più dinamica così che non si sia costretti magari a prendere la borsa di studio in un settore e poi abbandonarla perché la si è vinta in altri settori. Noi molto spesso abbiamo delle borse che dormono negli anni, quindi bisogna efficientare anche questo meccanismo. E poi la condizione fondamentale è mettere più soldi e fare in modo che ci sia il prima possibile un 80-90% di copertura, idealmente anche il 100% di copertura, cosicché coloro che sono meritevoli e già laureati abbiano la possibilità di accedere al corso di specializzazione. Ora qui c’è un altro elemento importante, per questo abbiamo avviato un tavolo con il ministero della Salute: cosa deve fare la specializzazione? Possiamo cominciare a utilizzare già i medici che si stanno specializzando per svolgere alcune delle attività fondamentali nel Pronto soccorso o di altri settori? Cosa fare con il percorso di formazione del medico generale, che oggi è gestito in maniera totalmente diversa rispetto alle altre specializzazioni ma è una figura centrale in un SSN che punti sulla prevenzione? Tutto questo è parte del lavoro che stiamo facendo con la salute: prevede ovviamente uno stanziamento finanziario importante ma soprattutto un efficientamento delle strutture che già esistono, quindi una collaborazione diversa anche con le regioni e fare in modo che gli ospedali e le università siano un tutt’uno perché anche qui esiste un problema: la gestione di questo rapporto tra azienda ospedaliera e università non è sempre efficiente come dovrebbe essere».

LEGGI ANCHE: AAA CERCANSI MEDICI ITALIANI. STORIE DI PROCACCIATORI E DI CAMICI BIANCHI IN FUGA DAL SSN

Articoli correlati
Numero chiuso, parla il giurista Francesco Paolo Tronca: «Tutelare il merito, basta con i quiz a crocetta»
L’ex Consigliere di Stato e professore di Diritto Pubblico parla del meccanismo di ingresso nel mondo universitario all’indomani dell'ordinanza del supremo tribunale amministrativo che ha riammesso 250 studenti: «La politica dovrebbe intervenire per venire incontro alle crescenti domande di una società che chiede una sempre maggiore assistenza sanitaria»
«Scuole di specializzazione non accreditate negano nulla osta al trasferimento». La denuncia di Tuzi (M5S)
Il deputato Cinque Stelle, relatore della proposta di legge sulla revisione delle modalità di accesso ai corsi universitari, denuncia il comportamento di alcune università che così penalizzano gli specializzandi. «Sottoporremo problematica al Miur» aggiunge
Governo, al Miur arriva Fioramonti. Ecco le sue idee su numero chiuso e scuole di specializzazione
Il professore di Politica economica, M5S, si è occupato del tema dei centri di specializzazione: «Serve una collaborazione diversa anche con le regioni e fare in modo che gli ospedali e le università siano un tutt’uno»
Test di Medicina, il rettore Luigi Dei (UniFi): «Laureati troppo vecchi a causa dell’imbuto formativo»
Il doppio imbuto formativo, all’ingresso e a metà percorso «ci porta ad avere dei medici con età media in ingresso professione troppo alta rispetto all’Europa», spiega il rettore dell’Università di Firenze, Luigi Dei che commenta il tanto discusso numero chiuso
Carenza medici, De Poli (Udc): «Serve riforma della formazione, Governo agisca»
Il senatore dell'Unione di Centro sottolinea: «È impensabile programmare di formare 10 laureati in Medicina e poi finanziare le borse di specializzazione solo per 5 di loro. Si crea un imbuto formativo che sta strozzando il nostro sistema»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Cause

Ex specializzandi, Di Amato: «Scorrette le sentenze contrarie basate su prescrizione»

Dal convegno organizzato dall’università Luiss Guido Carli e Sanità Informazione, le ultime novità in tema di inadempimento del diritto UE da parte dell’Italia in ambito sanitario. Parlano i pr...
Salute

Super batterio New Delhi, nuova vittima in Toscana. Rezza (ISS): «Colonizza l’intestino, fondamentale rispettare prassi igienico-ospedaliere»

L’epidemia si sta allargando nella Regione. «Tra novembre 2018 e agosto 2019 è stato isolato nel sangue di 75 pazienti. Letale nel 40% dei pazienti con sepsi» specifica l’Ars Toscana. Rezza (Is...
Università

Test medicina 2019, l’attesa è finita. La graduatoria è online

Il Miur ha pubblicato la graduatoria ufficiale nominativa nazionale e di merito che stabilisce chi ha superato la prova d’accesso ed è riuscito ad accedere alla Facoltà di Medicina. Per i tanti ch...