Politica 11 Ottobre 2019 15:13

Campania, De Luca: «Stop commissariamento entro novembre, carte in regola su conti e LEA»

Il presidente della Regione Campania ha aperto il suo intervento al VII convegno nazionale Anmdo – Card tenutosi a Napoli sul tema dell’appropriatezza nel Ssn. Tra i temi anche il regionalismo differenziato

Campania, De Luca: «Stop commissariamento entro novembre, carte in regola su conti e LEA»

«Siamo stati commissariati perché siamo stati degli irresponsabili, questo vale per il partiti di centro, la destra e la sinistra. Ora però la situazione è cambiata, e la Campania ha le carte in regola sui conti e sui LEA. Motivo per il quale non tollereremo che il commissariamento della sanità campana vada oltre il mese di novembre». Così, con una forte presa di posizione, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha aperto il suo intervento al VII convegno nazionale Anmdo (Associazione nazionale medici direzioni ospedaliere) – Card (Confederazione associazioni regionali di distretto) tenutosi a Napoli sul tema dell’appropriatezza nel servizio sanitario nazionale, condivisione di strategie tra ospedale e territorio. L’incontro è stato incentrato sui temi più caldi per la sanità regionale e nazionale, a cominciare dal tanto discusso regionalismo differenziato. E anche su questo punto il presidente De Luca ha mostrato di avere le idee molto chiare.

«Se il riparto del fondo sanitario nazionale è omogeneo – ha detto – accettiamo la sfida. Siamo partiti 15 anni fa adottando due criteri per il riparto: l’anzianità della popolazione e la deprivazione sociale. La Campania – ha aggiunto – ha la popolazione più giovane di Italia e riceve di meno rispetto alla Liguria con più anziani. Il secondo criterio è stato dimenticato del tutto nel corso degli anni. Per cui noi subiamo un taglio strutturale di 300milioni in maniera irrazionale». Per De Luca, occorre rivedere anche il primo criterio perché in Campania «ci sono patologie infantili e giovanili che stanno diventando piaghe sociali: problemi alimentari, tossicodipendenze, alcolismo, obesità. Chiariti questi punti – ha proseguito – siamo d’accordo su tutto e dobbiamo stare attenti al rigurgito di centralismo cui stiamo assistendo».

Una delle domande cruciali emerse dalla Tavola Rotonda è se il regionalismo differenziato possa ancora garantire l’applicazione dei principi di universalità ed uguaglianza nell’accesso alle cure, un baluardo etico imprescindibile nel nostro Ssn. «Il tema è delicato e sono condivisibili le preoccupazioni in tal senso» spiegano Giuseppe Matarazzo (vicepresidente Anmdo) e Gennaro Volpe (presidente Card): «L’accessibilità ai servizi e alle cure sono aspetti cruciali e determinanti nel rapporto tra cittadini e Servizio Sanitario, in quanto le modalità adottate dall’organizzazione deputata alla gestione dei percorsi di accesso influenzano l’efficacia del processo diagnostico, terapeutico e assistenziale e condizionano la qualità e l’efficienza della risposta dei servizi sanitari al cittadino».

Ciò che emerge, in sintesi, è l’importanza di saper usare al meglio le risorse disponibili, promuovendo scelte basate sul rapporto costo-utilità e costo-efficacia e favorendo le prescrizioni appropriate, senza giustificare una spesa maggiore a fronte del medesimo risultato clinico. Solo attraverso l’appropriatezza si potrà garantire la cura migliore per tutti, grazie ad un modello di erogazione dell’assistenza in grado di conciliare i valori di fondo dei sistemi di tutela della salute.

LEGGI: SANITÀ, PARLA IL DIRETTORE DELLA ASL NAPOLI 1 CIRO VERDOLIVA: «FINE COMMISSARIAMENTO CI PERMETTERÀ DI MARCIARE E REGIME»

Per Volpe «il servizio sanitario è ancora troppo centrato sull’ospedalizzazione, retaggio di una cultura dell’ospedale superata da decenni in favore di un sistema integrato ospedale-territorio. Ecco perché la sfida da vincere è ora quella della riorganizzazione delle cure territoriali, una sfida alla quale la politica regionale crede molto e per la quale ha programmato un nuovo piano territoriale e la riorganizzazione delle cure primarie». L’esigenza di accelerare sul potenziamento del territorio non deve essere però interpretata a scapito della funzione ospedaliera, avverte Matarazzo. «Il ruolo degli ospedali resta centrale in un sistema che intenda garantire appropriatezza delle cure. Abbraccio l’indicazione di potenziare il territorio – precisa Matarazzo – ma sarebbe un errore se questo avvenisse a scapito dell’assistenza ospedaliera. Non dimentichiamo mai che al momento l’ospedale è tra le poche certezze che restano ai cittadini.

Il problema è capire a che punto sia la Campania in questo percorso a ostacoli. Matarazzo non ha dubbi: «Non siamo messi male – dice – la nostra situazione è paragonabile a quella di molte altre regioni sottoposte a piano di rientro. Ma ora non possiamo più permettere che ragioni economiche influiscano su scelte assistenziali, e in Campania dieci anni di tagli e blocco del turnover si fanno sentire. In definitiva – afferma Matarazzo – dieci anni di commissariamento hanno “strangolato” l’assistenza. Abbiamo raggiunto il pareggio di bilancio e si sta lavorando molto sui Lea, ma non si può ignorare che anche in questo senso l’asticella è posta sempre un po’ più in alto. Il ministero sta già sperimentando nuovi indicatori, che alla fine spingono l’organizzazione in un senso o nell’altro, e questo a volte può avere effetti di adeguamento verso la misurazione di quell’indicatore. Dovremmo provare ad arricchire il ragionamento, ricordarci di mettere al centro del nostro interesse il paziente e costruire attorno a questo dei percorsi. Un’ottica nella quale si comprende bene che non esistono dicotomie ospedale-territorio, ma solo appropriatezza».

«Al centro dovranno esserci i distretti e i medici di medicina generale – conclude Enrico Coscioni, Consigliere del presidente della Regione sui temi attinenti la Sanità – poi partiremo al più presto con le UCCP che hanno competenze specialistiche ma al tempo stesso vedono una forte presenza della medicina generale. Da evitare le sliding doors delle riospedalizzazioni ripetute per le cronicità. Se il paziente cronico viene preso in carico con PDTA regionali in maniera coerente e costante impedisce il ricovero inutile e questo servirà anche ad alleggerire i Pronto Soccorso».

Articoli correlati
Lea, Veneto sul podio. Lanzarin: «Puntiamo al massimo dei voti. Cesarei e vaccino influenza le criticità su cui investire»
Pubblicata dal Ministero della Salute la griglia di valutazione dei Livelli essenziali di assistenza del 2019. Al top con il Veneto, Toscana ed Emilia-Romagna. Insufficienti Bolzano, Molise, Calabria e Sardegna
di Isabella Faggiano
Nuovo Sistema Garanzia LEA, Aceti (Salutequità): «Nel 2019 sei Regioni inadempienti e troppe disuguaglianze»
L’analisi di Salutequità sui risultati del Nuovo Sistema di Garanzia dei LEA (NSG) del Ministero della Salute. «Pubblicare subito i dati 2020 e fare scelte giuste con prossima Legge di Bilancio»
Malattie rare, avviato alla Camera esame del Testo Unico
Le Associazioni dell’Alleanza Malattie Rare: «Legge necessaria, ma bisognerà vigilare sull’uniformità di applicazione a livello regionale, rimangono troppe disparità»
Dietista di comunità, Tonelli (CAND): «Accanto a medici e pediatri di famiglia per prevenire e riabilitare»
Assistenza territoriale, il presidente della Commissione d’albo nazionale dei Dietisti: «Puntare sulla telenutrizione per assistere i pazienti che vivono in aree geograficamente più svantaggiate e inserire le prestazioni nutrizionali nei Livelli essenziali di assistenza (Lea)»
di Isabella Faggiano
LEA 2010-2018, Gimbe: «Il 25% delle spese per la sanità non ha prodotto servizi per i cittadini»
L’analisi Gimbe documenta una percentuale cumulativa degli adempimenti delle regioni ai LEA del 75% con una forbice molto ampia: in testa alla classifica 11 regioni tutte del centro-nord, ad eccezione della Basilicata
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 17 settembre, sono 227.070.462 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 4.670.479 i decessi. Ad oggi, oltre 5,81 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&...
Salute

Aumentano i contagi tra i sanitari: 600% in più in un mese, l’84% sono infermieri

La presidente FNOPI Mangiacavalli interpreta i dati dell'ISS. Anche nel Regno Unito gli studi confermano che la protezione dall'infezione si riduce dopo 5 mesi dalla seconda dose per Pfizer e AstraZen...
Salute

Pericarditi e miocarditi dopo il vaccino, Perrone Filardi (SIC): «Casi rari e mai gravi»

Dopo i casi della pallavolista Marcon e del calciatore Obiang colpiti da pericardite e miocardite, la parola al professor Pasquale Perrone Filardi, presidente eletto della Società Italiana di C...
di Federica Bosco