Politica 21 Ottobre 2020

Medicina del territorio, Urbani (Ministero Salute): «Individuare strutture di riferimento per la bassa e media complessità»

L’audizione in Commissione Sanità dei dirigenti del Ministero Andrea Urbani, Rossana Ugenti e Giuseppe Viggiano sul potenziamento e la riqualificazione della medicina territoriale

Medicina del territorio, Urbani (Ministero Salute): «Individuare strutture di riferimento per la bassa e media complessità»

«Con il Recovery fund ci aspettiamo di fare un salto importante nel potenziamento dell’assistenza territoriale». A parlare è Andrea Urbani, Direttore generale della programmazione sanitaria del Ministero della Salute davanti alla Commissione Sanità che ha avviato le audizioni in merito «all’Affare assegnato sul potenziamento e riqualificazione della medicina territoriale nell’epoca post Covid»: l’obiettivo della Commissione presieduta da Annamaria Parente (Italia Viva) è quello di giocare un ruolo importante nella riorganizzazione della medicina del territorio.

Prima tappa di questo percorso è la fotografia che hanno disegnato tre importanti dirigenti del Ministero della Salute: il già citato Andrea Urbani e poi Rossana Ugenti, Direttrice generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del Servizio Sanitario Nazionale e Giuseppe Viggiano, Direttore generale della digitalizzazione, del sistema informativo sanitario e della statistica.

Tutti hanno rilevato il profondo cambiamento della medicina del territorio, accelerato dall’emergenza Covid-19 e dalla serie di decreti che si sono avvicendati nella scorsa primavera.

UGENTI: «PENSIONAMENTI IN CRESCITA PER PEDIATRI E MMG»

Nella fotografia elaborata dalla dottoressa Ugenti emerge il nodo dell’elevata età media dei medici convenzionati con un flusso di pensionamenti in costante aumento nei prossimi anni. In base ai dati SISAC del gennaio 2019 sono 87mila i medici con rapporto convenzionale ripartiti in assistenza primaria (MMG), continuità assistenziale, emergenza sanitaria territoriale, medicina dei servizi, pediatria (circa 7400 unità) e specialisti ambulatoriali (circa 14mila).

Per far fronte a questo problema le borse di medicina generale sono raddoppiate rispetto al triennio precedente: oggi sono 2084. Con il Dl Rilancio sono state accantonati ulteriori 20 milioni a decorrere del 2021.

«Per il triennio 2020-2023 noi abbiamo 1272 posti messi a bando – ha ricordato Ugenti -. A cui vanno aggiunti i posti del Decreto Calabria che ha dato la possibilità a chi aveva fatto il concorso ma non aveva raggiunto un punteggio sufficiente di poter frequentare il corso senza borsa». In tutto 712 i medici che frequentano il corso senza borsa.

Anche la pediatria presenta uno scenario con tanti fuoriusciti dal sistema per anzianità. «In questo campo c’è stato un significativo aumento dei posti dei contratti di formazione: finanziati con soli fondi statali sono 725 contratti. Il totale arriva a 800 contratti considerando altri enti pubblici a fronte dei 632 del precedente anno».

La Ugenti ha ricordato che già il Decreto Balduzzi del 2012 prevedeva una riorganizzazione dell’assistenza territoriale: «L’attuazione della riforma è stata demandata ad accordi collettivi nazionali ma il processo di contrattazione avviato successivamente al decreto è stato lungo e complesso e non ha trovato ancora pieno compimento».

L’ultima novità in tema di accordi collettivi nazionali è la nota del Ministro Speranza in cui ha rappresentato l’esigenza di giungere a un accordo collettivo stralcio per lo svolgimento dei test antigenici per fronteggiare la pandemia in essere.

URBANI: «SERVONO STRUTTURE PER LA BASSA E MEDIA COMPLESSITÀ»

Andrea Urbani ha in primis ricordato l’importanza della medicina territoriale, «uno dei momenti fondanti di ogni SSN oltre che primo momento di contatto con il SSN da parte degli individui e della comunità».

La riforma di questo settore è urgente al di là dell’emergenza Covid: oggi gli over 65 sono il 22% della popolazione, ma nei prossimi decenni questa quota è destinata ad aumentare con il conseguente aumento delle cronicità.

«In tutto – ricorda Urbani – con il Dl Cura Italia, il Dl Rilancio e il Dl 104 sono stati stanziati tre miliardi e mezzo di risorse per la sanità di cui un miliardo e 200 milioni per potenziare l’assistenza territoriale».

Sono stati assunti 34mila nuove unità di personale di cui 7mila medici e 14mila infermieri. Un miliardo e 400 milioni sono andati al potenziamento delle terapie intensive e subintensive.

Il Decreto legge 34 ha invece potenziato l’assistenza domiciliare. «Oggi la presa in carico domiciliare degli over 65 è del 4%, con queste risorse si passerà al 6,7%. Inoltre sono stati assunti gli infermieri di famiglia (8 ogni 50mila abitanti) e potenziato il monitoraggio domiciliare del cittadino. Sono state poi messe a disposizione delle regioni le strutture dove isolare i contagiati» ha continuato Urbani.

L’obiettivo è quello di arrivare a una presa in carico globale della persona: «Bisogna individuare – spiega il dirigente – strutture in grado di diventare un riferimento per il cittadino per la bassa e la media complessità e lasciare agli ospedali l’alta complessità. Oggi solo gli ospedali sono aperti h24 e 365 giorni all’anno».

VIGGIANO: «VI SPIEGO IL SISTEMA DEI FLUSSI CON CUI MONITORIAMO I LEA»

Giuseppe Viggiano ha invece illustrato la funzionalità del Sistema informativo sanitario in vigore da più di 10 anni: un complesso sistema di flussi che forniscono preziose indicazioni sul funzionamento del Sistema sanitario.

«È composto da un numero enorme di flussi, quasi un centinaio. Hanno principalmente due scopi: da un lato quello di consentire a chi governa il servizio sanitario nazionale di avere elementi di conoscenza per decisioni consapevoli, dall’altro servono per monitorare i LEA a livello nazionale e nell’ambito delle singole regioni. Infine sono utilizzati anche per il monitoraggio della spesa a cui è collegata la valutazione della qualità e appropriatezza del SSN» spiega Viggiano.

Tanti i flussi: quello relativo all’assistenza domiciliare è il SIAD (istituito nel 2008) che riporta dati anagrafici dell’assistito, del nucleo familiare e i dati relativi alla valutazione sanitaria, alla patologia e al tipo di trattamento erogato.

Altro flusso attinente alla medicina territoriale è quello che misura l’assistenza residenziale e semiresidenziale (istituito nel 2008): rileva il complesso integrato delle strutture erogate a persone non autosufficienti o non assistibili a domicilio.

Il SISM è il sistema informativo per il monitoraggio della salute mentale e riguarda solo persone adulte e loro famiglie. «Stiamo lavorando per poter estendere questo sistema anche ai minori», spiega Viggiano.

Infine ci sono flussi per i servizi erogati dai SERT (nato per le dipendenze da sostanze stupefacenti ma lo si vuole estendere ad alcol e gioco d’azzardo), il Sistema informativo per il monitoraggio dell’assistenza erogata presso gli Hospice e il Sistema informativo su Specialistica ambulatoriale e assistenza farmaceutica. «Quest’ultimi dati sono raccolti dal sistema tessera sanitaria gestito dal MEF tramite SOGEI e trasmessi quotidianamente al Ministero della Salute», conclude il dirigente.

 

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